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Le inestimabili ricompense dell’amore

Sta avvenendo una rivoluzione globale nel modo in cui le persone pensano se stesse (il soggettivismo, ma anche il narcisismo) e in cui formano i legami (l’individualismo, ma anche l’indifferenza).
Il matrimonio e la famiglia, che sono le origini e la custodia della vita affettiva, sono così diventati “istituzioni guscio” (Z. Bauman): non si sa più con precisione cosa vogliano dire, non ci si può più fidare del contenuto cui alludono.
L’amore è diventato oggi una formula vuota, una parola sulla quale non ci sono certezze, un concetto che non si sa più che cosa significhi. L’entusiasmo per il nuovo mondo delle “relazioni pure”, cioè senza impegno, non è durato a lungo.
Sono bastati pochi decenni all’insegna dell’“amore liquido” per far crescere la consapevolezza di quanto sia improbabile una vita umana soddisfacente al di fuori della stabilità affettiva. Solo nell’amore e nell’affetto possiamo quindi conoscerci e riconoscerci.
Noi apprendiamo di valere come persone ogni volta che ci sentiamo considerati, trattati, apprezzati per la nostra sola persona, prima e di là dei risultati conseguiti, indipendentemente dai tratti del carattere. Nessuna esperienza è più emozionante, gratificante, costruttiva del riconoscimento personale: sentirsi unici per qualcuno; nulla è più rassicurante della fiducia di non essere sostituiti da altri. Ogni risultato che la persona intende ottenere da sé poggia su questo fondamento.
“Volendoti bene, io riconosco in te la persona che tu sei. Volendomi bene, tu riconosci in me la persona che io sono”. Meno gli affetti sono sicuri, più invece gli interrogativi si addensano. “Chi voglio diventare?” Per voler essere, per desiderare di essere, è necessario sentirsi amati.
Io sono in quanto mi si vuole bene o male.
Sono, infatti, gli affetti che mi collocano nello spazio e nel tempo. “Sono amato o no?” è quindi è la domanda più importante della vita. La soluzione non può essere trovata nell’amare se stessi.
Abbiamo bisogno dell’amore dell’altro. L’affetto non si acquista, non si elemosina, non si pretende. Può solo essere donato. Senza calcolo, gratuitamente.
L’amore lo si sperimenta in prima battuta nella famiglia che prende origine dall’amore appassionato di una donna e di un uomo.
La liberazione dei costumi oggi hanno reso autonoma la sessualità, compiendo una rivoluzione che ha scompaginato il modello istituzionale coniugale, la famiglia fondata sul matrimonio. Il codice dell’amore si è corrotto. Gli affetti, però, non possono essere lasciati al caso: pur essendo l’amore il più personale dei valori, la sua espressione è questione pubblica della massima importanza. L’antropologia recente ci ha aiutato a comprendere che la sessualità riguarda e coinvolge la persona nella sua totalità.
Negli ultimi decenni la sessualità è stata indagata in ogni modo dalla ricerca scientifica. Nel suo complesso la sessualità rimane però, a giudizio unanime, un’esperienza scientificamente indefini

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10/05/2012 - 04/04/2012 -
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