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STORIA DEI SERVIZI

CASA DI OSPITALITA’ NOTTURNA

VIA SACCHI 47 TORINO

Questo servizio era gestito per conto della Città di Torino: fino al 2020 è stato gestito in collaborazione con una ATI con le Cooperative Animazione Valdocco e Stranidea (Lotto1).

Ad ottobre 2020, la Casa di Ospitalità ha purtroppo chiuso definitivamente e non esiste più, in quanto è stata trasformata in un altro Servizio il cosiddetto SAU, Servizio di Accesso Unificato.

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1. STORIA DELLA CASA DI OSPITALITA’ NOTTURNA Via Sacchi 47:

La casa di ospitalità notturna, è nata nel 1999, con la specificità di accogliere persone con problemi di uso, abuso e dipendenza da sostanze, negli anni poi si è caratterizzata come luogo di “prima accoglienza, un “pronto soccorso sociale” per coloro che non conoscono i servizi della Città (non residenti, stranieri) o per chi si è assentato per un periodo medio-lungo (2 anni). Particolare attenzione si è continuata ad avere ai non residenti per poterli rinviare presso i servizi competenti, attraverso l’accompagnamento dell’ETH. In più, la casa si era caratterizzata per avere un’attenzione particolare a coloro che versano in situazione di grave marginalità riservando alcuni posti ai destinatari del progetto LIMEN. Il Progetto LIMEN è coordinato dal Servizio Adulti in Difficoltà e vede la partecipazione dell’ASL TO1 (Salute Mentale, Tossicodipendenze e Guardia Medica) e di alcune cooperative sociali operanti nei servizi per persone senza dimora. Si rivolge a quella quota di popolazione con problemi sanitari in grave stato di marginalità che:

  • non è conosciuta dai servizi sanitari e/o sociali della Città (in quanto non è capace, non può e /o non vuole accedervi autonomamente);

  • non è residente, è lontana dalle proprie reti di supporto familiari ed istituzionali salvo poi trovarsi in città, senza risorse e punti di riferimento, in un contesto spesso profondamente diverso dalla propria realtà di provenienza;

  • pur conosciuta dai servizi sociali e sanitari, non riesce ad utilizzare l’offerta di prestazioni e/o non riesce a sperimentarsi in percorsi continuativi di sviluppo di abilità sociali e di reinclusione sociale.

La struttura di via Sacchi ospitava 18 persone e ha sempre avuto una funzione “di filtro”, rimandando gli ospiti ai vari servizi presenti sul territorio e fuori dal territorio. Le due équipe, diurna (educativa territoriale e ambulatorio) e notturna, erano caratterizzate per operare con un approccio personalizzato all’utenza, favorendo l’individuazione di risposte specifiche. La sera gli operatori entravano in rapporto con gli ospiti tramite modalità informali, in cui la relazione costituisce lo strumento fondamentale di un intervento finalizzato all’incontro, all’ascolto ed all’orientamento (cosiddetto approccio di “Bassa Soglia”). Si creava una soglia di accesso diversificata, facilitata. Anche quando gli interventi potessero apparire alquanto parziali e contradditori, l’operatore non abbandonava mai la persona, ma credeva negli obiettivi, anche minimi, di aggancio ed accompagnamento. Durante l’emergenza sanitaria Covid 19, la Casa di Ospitalità ha dovuto diminuire il numero di persone da accogliere: da 18 a 8; questo per poter mantenere il distanziamento sociale e le norme di sicurezza e di igiene,. Dal 9 marzo 2020, la CON ha modificato gli orari ampliando l’orario di apertura dalle ore 14.00 alle ore 9 del mattino, fino a diventare, dal 20 aprile apertura H24. E’ stata anche predisposta una stanza di emergenza/isolamento, qualora si fosse riscontrato un ospite con sintomi riconducibili al covid-19. Oltre a cio’ si è dovuto modificare il regolamento interno, attenendosi ai DPCM, con una chiusura da lockdown sulle uscite degli ospiti, se non strettamente necessarie e comprovate, munirsi di tutti i DPI necessari (mascherine, gel, camici, misuratore della temperatura), formare gli ospiti sulle misure di sicurezza e sugli aggiornamenti Covid, proporre e attivare attività interne alla CON, come gruppi di formazione, gruppi con il medico interno della Cooperativa, Yoga (tutti rigorosamente a distanza attraverso l’utilizzo di tablet acquistati per il ospiti e di piattaforme).

Ad ottobre 2020, la Casa di Ospitalità ha purtroppo chiuso definitivamente.

2. OBIETTIVI SONO STATI:

· Accoglienza di soggetti in difficoltà o in grave stato di marginalità sociale. Creazione di un rapporto di “Vicinanza strutturata”;

· Orientamento alle strutture presenti sul territorio: mense, distribuzione vestiario, docce, centri diurni, drop-in, ecc.

· Orientamento ed accompagnamento ai Servizi cittadini pubblici e privati socio-assistenziali e sanitari;

· Ove necessario, invio all’équipe di Educativa di Strada Diurna per la presa in carico;

· Organizzazione periodica di diverse attività in collaborazione con Associazioni,

· Educatori e Psicologi della Cooperativa quali: corso di italiano con annesso attestato di partecipazione, uscite culturali e di risocializzazione pomeridiane, appuntamenti formativi ed informativi su tematiche specifiche di particolare interesse.

3. IL SERVIZIO ERA RIVOLTO

· Uomini adulti, in difficoltà o in grave stato di marginalità sociale, che non conoscono i servizi della Città (non residenti, stranieri) o per chi si è assentato dal circuito per un periodo medio-lungo (2 anni).

4. MISSION DELLA COOPERATIVA TERRA MIA E’ STATA:

· Essere propositiva nelle attività già proposte, ampliando il ventaglio, con ulteriori proposte formative e alternative, attivando sportelli ad hoc, partendo dall’ascolto dei bisogni, delle persone senza dimora.

· Proporre cicli di formazione per gli operatori che lavorano nella bassa soglia, per aggiornare e provare a migliorare gli strumenti utili alla conoscenza sempre più ampia della realtà dei senza dimora e dei numerosi progetti attivati al supporto della homelesness.

Progetto PIS  –  Piano di Inclusione Sociale

Nell’ambito dell’amministrazione comunale di Torino, la cooperativa Terra Mia insieme ai partners (EXAR Value Solutions, Cooperativa Liberi Tutti e Cooperativa Terzo Tempo) collabora al progetto PIS- Piano di Inclusione Sociale.

La proposta progettuale prevede di sperimentare un assetto innovativo di welfare di comunità che riesca a garantire, nei territori di creazione, numerose opportunità di inclusione attiva a favore delle persone e delle famiglie in condizione di difficoltà sociale ed economica.

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OBIETTIVI GENERALI

  • collaborare efficacemente con la Civica Amministrazione nella costruzione di nuove prassi operative volte al contrasto della povertà;

  • realizzare progettazioni personalizzate complesse di inclusione attiva;

  • coinvolgere attivamente nel processo realtà formali ed informali del tessuto sociale cittadino e le aziende del territorio;

  • realizzare percorsi di sostegno e accompagnamento volti all’inclusione e alla coesione sociale.

​A CHI SI RIVOLGE

  • singoli individui o nuclei familiari in condizione di fragilità socio-economica che percepiscano il Reddito di Cittadinanza

ed in particolare:

  • singoli individui o nuclei familiari che necessitano di sostegno all’autonomia lavorativa, di percorsi formativi e di affiancamento, di interventi di inclusione sociale

METODOLOGIA

Il focus del progetto e della sua innovatività verte sull’introduzione di pratiche che inneschino modalità di coinvolgimento comunitario di diversi attori sociali in un sistema operativo integrato tra:

I. persone beneficiarie;

II. sistema cittadino pubblico- provato di servizi specialistici per l’accompagnamento e l’inclusione sociale afferente al tavolo PIS;

III. associazionismo locale;

IV. imprese ed attori economici.

Tale sistema si configura come un circuito virtuoso che promuova in modo organizzato, condiviso e monitorabile, da un lato esperienze di attivazione e civica utilità/prossimità su cui coinvolgere le persone facendo leva sui meccanismi di condizionalità/responsabilità dell’assistenza economica, dall’altro opportunità di inserimento mediante tirocinio e opportunità di accesso agevolato a beni e servizi in una logica di “patto di economia sociale circolare urbana”. La sperimentazione prevede  la creazione di percorsi di empowerment e attivazione da associarsi a crediti maturabili mediante dei Badge (certificati digitali facili da emettere) e declinabili in una moneta virtuale ToCoin, da spendere all’interno del circuito economico-sociale cittadino.

FASI DELL’INTERVENTO

1. Pianificazione operativa, coordinamento e monitoraggio.

2. Segnalazione da parte dei poli di inclusione sociale dei beneficiari del progetto.

3. Presa in carico della persona e approfondimento conoscitivo.

4. Definizione del progetto personalizzato.

5. Azioni funzionali all’attivazione di percorsi abilitativi e occupazionali

6. Attività di sostegno ed accompagnamento personalizzato all’inclusione e alla coesione sociale: sviluppo di servizi e di interventi di prossimità; accompagnamento verso percorsi di autonomia; percorsi formativi di affiancamento; incremento di possibili luoghi di inclusione.

OBIETTIVI SPECIFICI IN CARICO ALLA COOPERATIVA TERRA MIA:

Nell’ambito del progetto appena delineato le operatrici della nostra Cooperativa sono impegnate nella gestione organizzativa e per quello che concerne la presa in carico della persona si occupano in particolare delle attività di sostegno e accompagnamento all’inclusione e alla coesione sociale.

Tali attività si articolano in alcune macro-aree:

  • accompagnamento alle opportunità offerte dalla comunità sul territorio, le persone saranno orientate e avranno la possibilità di sperimentarsi individualmente o in piccoli gruppi in attività culturali, artistiche, sportive;

  • supporto alla gestione dei bisogni e problematiche giuridiche, sociali, sanitarie, etc, mettendo a disposizione le risorse presenti sul territorio e attivando consulenze specifiche che possano rispondere adeguatamente alle varie necessità espresse.

  • sostegno alla conciliazione e alla genitorialità, attraverso uno sportello di ascolto e attività formative tematiche differenziate per genitori e figli;

  • sostegno alla gestione quotidiana delle persone e accompagnamento all’autonomia, con la finalità di rinforzare l’immagine positiva di sé e favorire l’acquisizione di maggiore fiducia ampliando la possibilità di sviluppare e/o mantenere reti familiari e sociali

PARTNERS

AMBULATORIO MEDICO

VIA SACCHI 49 TORINO

Il servizio, insieme alla CON di via Sacchi 47, era gestito per conto della Città di Torino, in ATI con le Cooperative Animazione Valdocco e Stranidea (Lotto1). Da ottobre 2020, questo Servizio è sempre gestito dalla Città di Torino, ma non è più di competenza di Terra Mia e dell’ATI sopra citata.

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STORIA DELL’ AMBULATORIO

L’Ambulatorio socio sanitario operava in favore di persone che vivono in strada in condizioni di grave marginalità ed esclusione sociale, con interventi di: primo segretariato sociale, supporto relazionale ed educativo, erogazione di servizi connessi all’igiene personale e alla tutela della salute.

Le modalità di gestione del servizio si concretizzavano mediante le seguenti fasi:

1. Apertura al pubblico:

2. Colloquio educativi/orientativi.

3. Chiusura del servizio.

La metodologia adottata, prevedeva l’accoglienza e l’ascolto attivo delle domande implicite ed esplicite dei destinatari del servizio, calibrando la tipologia di intervento soprattutto in ragione del livello di fragilità (dettato da età, genere, condizioni generali e psicofisiche). Pertanto oltre alle richieste espresse dal soggetto, l’operatore osserva le condizioni fisiche ed igieniche della persona, il comportamento e la invita a fruire di servizi – anche non richiesti – quali la visita medica, la doccia, il colloquio educativo, con l’obiettivo di sostenere e tutelare l’utente in difficoltà. Inoltre, particolare attenzione veniva prestata ai soggetti nuovi, mai presentatisi ai servizi, con finalità di aggancio per l’accesso ai servizi stessi, alla conoscenza della persona ed al reindirizzo verso eventuali servizi di pregressa appartenenza, oltre che di supporto al soggetto in strada da poco tempo.

In un’ottica sistemica e di collaborazione erano presenti anche i Servizi di Strada e il Servizio Itinerante Notturno:

1. Servizio di strada diurno, mediante il lavoro di strada, attuava interventi di primo contatto relazionale e segretariato sociale in favore di singoli e gruppi di persone senza dimora, con particolare attenzione a situazioni di grave marginalità e compromissione. Il fine prioritario era la fruizione da parte dei destinatari, della C.P.A., dei servizi di competenza e degli altri servizi del territorio, per l’affrancamento dalla grave marginalità, sostenendo percorsi di inserimento sociale. La modalità del servizio è riassumibile attraverso le attività eseguite nel corso della giornata secondo programmazione settimanale.

2. Servizio Itinerante Notturno, operava sul territorio in fascia serale notturna e aveva come obiettivo prioritario quello dell’avvicinamento, della successiva informazione, e dell’eventuale avviamento ai servizi di ospitalità ed accompagnamento di soggetti senza dimora presenti per le vie e le aree pubbliche della città.

OBIETTIVI ERANO:

Accoglienza di soggetti in difficoltà o in grave stato di marginalità sociale. Creazione di un rapporto di “Ascolto attivo” per la decodificazione di domande esplicite ed implicite;

Sostenere e tutelare l’utente in difficoltà, attraverso l’osservazione delle condizioni fisiche ed igieniche della persona, nonché del suo comportamento. Ove si ritiene necessario, invitare a fruire di servizi, quali la visita medica, la doccia, il colloquio educativo.

Favorire un clima accogliente (anche attraverso la distribuzione panini e/o bevande calde) al fine di instaurare una buona relazione tra gli ospiti e tra gli ospiti e l’équipe;

Invio all’Educatore di Strada Diurno per il colloquio, secondo la lista d’attesa redatta giornalmente;

Il sabato, sostegno e aiuto nella ricerca lavoro attraverso la compilazione di Curriculum Vitae ed invio alle agenzie di lavoro interinali. Organizzazione periodica di corsi di orientamento lavorativo con un’assistente sociale;

Aggancio con i soggetti “nuovi” per l’invio ai Servizi idonei e competenti.

A CHI SI RIVOLGEVA:

Uomini e donne adulti che versano in condizioni di difficoltà o in grave stato di marginalità sociale che necessitano di piccoli interventi medici o di accoglienza ed invio ad idonei Servizi.

PROGETTO Abi.TO

Questo servizio, fino al 2020 era gestito in collaborazione con la Città di Torino insieme ad una ATI tra le Cooperative Progetto Tenda, Stranaidea e Aeris. Da Ottobre 2020, il progetto Abi.to non è piu’ attivo nella sua forma di ATI originale; la Cooperativa Terra Mia non collabora più all’interno del Progetto, che oggi si è trasformato in un Servizio con un unico capofila, Progetto Tenda, che in collaborazione con il Comune di Torino porta avanti il Servizio: Home Suite Home.

LEGGI DI PIU': Storia del servizio

PROGETTO Abi.To (dai tre anni di sperimentazione al Servizio Housing First Torino.

“La Sperimentazione”

La Cooperativa Sociale Terra Mia, socio Fio.PSD. aderisce dal 2014, al network nazionale HOUSING FIRST ITALIA, ed ha partecipando al Progetto Torinese Abi.TO.

Nato in continuità ad iniziative di inclusione sociale dei Senza Dimora già attuate a Torino con l’impegno sinergico dell’Ufficio Adulti in Difficoltà del Comune, di Associazioni di Volontariato e Cooperative Sociali e, facendo propri gli elementi fondanti del modello teorico-operativo di Housing First, il Progetto AbiTO ha coinvolto persone Senza Dimora in un percorso di autonomia e autosufficienza che si è concretizzato in primis nell’abitare, da affittuari, una casa propria, riconquistando una vita attiva soggettiva e sociale.

AbiTO, con la sua valenza innovativa, ha rappresentato anche la possibilità di operare interventi strutturali di inclusione sociale dei soggetti più deboli presenti nel territorio metropolitano, ottimizzando le risorse economiche, professionali ed esperienziali e proponendo un modello di Welfare innovativo, generativo e di Comunità.

Il Progetto è stato gestito da una Équipe Operativa multidisciplinare, costituita da Educatori, OSS e Psicologi: scelta che è motivata con la consapevolezza che solo la presenza di Operatori di diverse formazioni teoriche, esperienze e competenze complementari tra loro, potessero garantire la centralità della soggettività delle persone.

Una parte centrale della sperimentazione è stata rivolta all’informazione alla cittadinanza di quanto è sttao attuato con le donne e gli uomini inseriti nel Progetto.

Lo sforzo che si è concretizzato su questo versante è stato quello di attivare una vera e propria controinformazione sulle condizioni di vita dei Senza Dimora e sulla necessità che soprattutto per loro, per garantire loro i diritti civili e sociali, si debba superare la logica assistenzialistica per predisporre interventi che vadano nella direzione del Welfare delle Opportunità e del Welfare di Comunità, situazioni innovative di politiche sociali alle quali la Sperimentazione ha fatto riferimento.

AbiTO è stato coordinato da una Cabina di Regia costituita dagli Enti che hanno dato vita al Progetto medesimo.

La sperimentazione ha prodotto la destinazione di tre alloggi singoli, per altrettante persone Senza Dimora per un periodo di 24 mesi, nel corso dei quali si è posto l’ obiettivo di raggiungere un livello di autonomia economica che ha consentito loro di diventare affittuari dei rispettivi appartamenti abitati.

 

PARTNER DURANTE LA SPERIMENTAZIONE

1. Ufficio Pio di Torino

2. .Servizio Adulti in Difficoltà del Comune di Torino

3. .Caritas Diocesana di Torino

4. ASG

5. 5.Cooperativa Aeris

6. Progetto Tenda

7. Cooperativa Stranaidea

8. Cooperativa Terra Mia

 

Abi.TO, Servizio Housing First Torino 2018:

Dal 2018 AbiTO è diventato un servizio finanziato dal Comune di Torino, insieme all’Unione Europea FSE-FEAD, PON INCLUSIONE e Ministero del lavoro e delle Politiche Sociali e si è occupato di accompagnare persone senza dimora alla ricerca ed al mantenimento di un’abitazione.

La Mission è stata: PRIMA LA CASA!

 

OBIETTIVO (COSA FACCIAMO):

 

Il progetto AbiTO ha previsto una sinergia tra ente pubblico e privati per la ricerca e

l’attivazione di risorse economiche e lavorative congrue a dare sostenibilità al percorso di ricerca abitativa di appartamenti compatibili alla sostenibilità oggettiva del beneficiario e favorirne la scelta attraverso un progetto di autodeterminazione.

Sostenibilità: la sostenibilità del progetto ha previsto che vi sia stata una ricchezza tale da garantire la copertura delle spese di locazione e utenze; tale modello ha previsto la compartecipazione di tutti gli attori del progetto: il beneficiario ha versato almeno una quota del 30 % del suo reddito, l’amministrazione pubblica ha garantito una quota stabile di reddito alla persona, il terzo settore ha realizzato progetti di contrasto alla povertà abitativa e al reinserimento lavorativo.

 

ACCOGLIENZA: (Cosa include?)

Il progetto ha previsto la presa in carico della persona validata dall’amministrazione comunale, la firma di un patto di adesione, la stesura di un progetto personalizzato, la ricerca abitativa nel campo privato con contratti calmierati, con assegnazioni temporanee (2 anni) di case della pubblica edilizia e in alcuni casi con forme di coabitazione con altri beneficiari.

Il servizio ha previsto una presenza significativa e costante da parte dell’equipe integrata per sostenere il beneficiario ad affrontare la “nuova responsabilità” con azioni di accompagnamento, passaggi concordati in alloggio per osservazione e stimolo ad una corretta educazione domestica. Le persone che sono state prese in carico sono state un totale di 25: 7 donne, 19 uomini ed una coppia. Si è trovato casa sia nel privato che nell’edilizia pubblica per 21 persone. Punto di forza è stata l’equipe operativa e la rete creata intorno, oltre il legame instauratosi con le persone.

I contratti di locazione

I contratti stipulati hanno avuto come intestatario la Cooperativa Sociale Progetto Tenda

partner a Capofila del progetto, che ha fatto da garante per l’allestimento dell’alloggio.

Interventi volti al contrasto della povertà abitativa:

· Individualizzati

· Sostenibili

· Responsabilità

Progetti individualizzati

· Tale azione è stata possibile con una presa in carico globale della persona attraverso un’équipe operativa integrata multidisciplinare (Educatori, OSS, Psicologi e un medico dell’ASL del Servizio delle Dipendenze), raccordi d’equipe e con il Servizio Adulti in Difficoltà ed il coinvolgimento del beneficiario come “attore” e “regista” principale del progetto.

· Accompagnamento all’autonomia abitativa

Dalla precarietà all’autonomia abitativa tramite l’attivazione di azioni “cucite su misura” volte alla piena integrazione.

 

PARTNER:

· Unione Europea FSE-FEAD

· PON INCLUSIONE

· Ministero del lavoro e delle politiche sociali

· Città di Torino

· Progetto Tenda

· Aeris

· Stranaidea

· Terra Mia

PROGETTO “TO HOME, verso casa”

La Cooperativa Terra Mia, in ATI con le Cooperative Exar (capofila), Liberi Tutti e Agenzia San Salvario (Lotto4), ha collaborato per il Progetto “TO Home, verso casa” gestito per conto del Comune di Torino.
Il Piano Operativo della Città di Torino, nell’ambito dell’Asse 3- Servizi per l’inclusione sociale prevede un’azione specifica rivolta al contrasto della povertà abitativa, rispetto alla quale il Comune ha attivato il progetto “TO Home,verso casa”.
Il progetto si è concluso a dicembre 2020, a breve partirà un nuovo progetto, di rete solidale dal nome Servizi Supplementari.

LEGGI DI PIU': Storia del servizio

Gli OBIETTIVI principali che il progetto TO HOME si è proposto di fare sono stati:

  • L’attivazione di specifici Poli di Inclusione Sociale, a valenza cittadina, finalizzati ad accogliere e valutare in modo unitario e complessivo i bisogni e risorse dei cittadini in difficoltà abitativa e socio-economica, concordare e predisporre progettualità personalizzate, attivare gli interventi e monitorarne gli sviluppi e gli esiti, e/o indirizzare ai servizi specialistici.

  • il contrasto al disagio abitativo di fasce fragili, mediante programmi intergrati di interventi di prevenzione primaria rispetto al rischio di perdita della sicurezza abitativa (rischio di sfratto, sia da alloggi privati che di edilizia residenziale pubblica), prevenzione secondaria (procedure di sfratto definite e necessità di inserimento in collocazioni transitorie e temporanee) e prevenzione terziaria (sostegno ai percorsi di autonomia abitativa per nuclei e singoli individui inseriti in collocazioni temporanee) mediante percorsi inlcusivi personalizzati di tipo sociale, occupazionale, formativo, educativo e socio-sanitario.

La competenza dell’intervento è della Divisione Servizi Sociali del Comune di Torino- Area Inclusione Sociale-Servizio Prevenzione alle Fragilità Sociali e Sostegno agli Adulti in Difficoltà.

DESTINATARI DELLA MISURA: (a chi si rivolge)

Nuclei familiari, costituiti da uno o più componenti, in condizioni di povertà abitativa e di particolare fragilità, con difficoltà ad integrarsi e ad accedere ad un’abitazione al di fuori di una rete di protezione,

in quanto:

  • in rischio di perdita della sicurezza abitativa

  • in una situazione di perdita già avvenuta dell’abitazione

L’identificazione dei destinatari è avvenuta su proposta dei Distretti della coesione sociale, validata dall’Ufficio Abitare Sociale del Servizio Prevenzione alle Fragilità Sociali e Sostegno agli Adulti in Difficoltà del Comune di Torino.

MODALITA’ DI GESTIONE DEL PROGETTO:

Presa in carico

La presa in carico, prevede una serie di colloqui con il nucleo destinatario, da parte dei case manager, insieme anche, quando necessario, al titolare del servizio sociale, per approfondire la conoscenza e l’incontro prevede la FIRMA DEL PATTO DI ADESIONE, da parte dei componenti del nucleo coinvolti nel progetto.
Sulla base dell’analisi dei fabbisogni, il soggetto attuatore definisce il PROGETTO PERSONALIZZATO per il nucleo assegnato, volto al superamento della condizione di disagio abitativo, condivide con il distretto sociale gli obiettivi che si intendono raggiungere scritti nella scheda del progetto e il funzionario del distretto ne prende visione e ne dà la VALIDAZIONE.

Durata:

Il Lotto 4 di cui fa parte la Cooperativa Terra Mia, ha preso in carico più di 60 nuclei familiari e per ogni singolo nucleo, la durata media del progetto non è stata superiore ai 18 mesi ed è avvenuta entro il 31/12/2020.

Cosa prevede il progetto:

Il progetto prevede percorsi di presa in carico multidimensionale delle famiglie e delle persone componenti i nuclei, tenendo conto dei bisogni e dei fattori di vulnerabilità, ma anche delle risorse e delle potenzialità di ciascuna famiglia.
Il progetto deve dunque prevedere la descrizione degli obiettivi con il nucleo e, in relazione a questi, gli interventi previsti, con specifico riferimento a:

AZIONI DI ACCOMPAGNAMENTO ALL’ABITARE:

Tali azioni sono finalizzate a supportare il nucleo nella ricerca dell’autonomia abitativa e nell’uscita dalla condizione di povertà abitativa, attraverso azioni integrate di informazione, orientamento, consulenza, presa in carico individuale e progettazione individuale.

La misura passiva per l’abitare (quote abitative e/o utenze) è di fino a 300 euro mensili.

AZIONI DI ACCOMPAGNAMENTO ALLA FORMAZIONE E ALL’INCLUSIONE LAVORATIVA:

Tali azioni sono finalizzate all’inserimento lavorativo, alla ricollocazione professionale e al sostegno della continuità lavorativa dei destinatari, attraverso azioni integrate di informazione, orientamento, consulenza, presa in carico individuale dei destinatari ed inserimento in percorsi di formazione e tirocinio

La misura attiva per esempio, attraverso l’attivazione di un tirocinio, è di fino a 600 euro al mese

SOSTEGNO ECONOMICO, INCLUSE LE MODALITA’ DI COMPARTECIPAZIONE DEL NUCLEO.

Il nucleo deve compartecipare alla spesa abitativa o integrando la quota TO Home o dove non siano previste spese per l’abitare, si potranno prevedere forme di accantonamento dedicate a spese abitative o alla risoluzione di debiti che impediscano o limitino la possibilità di accedere alla stabilità abitativa.

L’EQUIPE DI LAVORO:

E’ formata da un Responsabile di Progetto (EXAR) che coordina sia le risorse umane impiegate, sia i servizi, le azioni e le attività; cura anche i rapporti con la Civica Amministrazione. Un operatore che ha la funzione di mediazione e di contatto con gli operatori di Inclusione Sociale, ed un gruppo di lavoro individuata per l’accompagnamento all’abitare e al lavoro.

PARTNERS: