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DOMICILIARITA’ – PORTA

Il Progetto“Porta”si rivolge a tutte quelle persone adulte che hanno vissuto una condizione di povertà e di grave emarginazione sociale, già seguiti negli anni precedenti dai servizi per senza dimora, giungendo all’assegnazione di una casa ATC. Questi soggetti presentano quadri talvolta complessi, di deterioramento cognitivo e comportamentale associati a ridotte abilità sociali e progressiva perdita di reti famigliari e sociali. A causa di assenza di risorse familiari, economiche, lavorative connesse spesso a quadri di dipendenza patologica o disturbi psichiatrici di frequente già trattati con scarsi risultati, questa fascia di utenza, presenta competenze sociali deteriorate e autonomia minore.

Queste caratteristiche vanno monitorate ed accompagnate anche in fase di una nuova pianificazione abitativa, necessitando interventi di affiancamento rispetto al reinserimento sociale, alla gestione della quotidianità ed alla ricostruzione di una rete di relazioni.

L’assegnazione di una casa ATC rappresenta da un lato la conclusione di un percorso, spesso duraturo nel tempo, all’interno dei servizi per senza dimora, ma riveste anche il ruolo di inizio di una nuova fase di vita per la persona. Il fatto di poter continuare ad essere “seguiti” in forma diversa, attraverso interventi individuali leggeri, in continuità con precedenti prese in carico o interventi di comunità, modulando quindi l’approccio alle nuove necessità, per queste persone risulta essere un fattore protettivo, in quanto consente di stabilizzare gradualmente il percorso di risocializzazione ed autonomia. Ottenere una propria abitazione, dopo anni trascorsi nei servizi per senza dimora, significa per questi soggetti mutare radicalmente il proprio stile di vita; la casa si configura, infatti, come lo spazio fisico adeguato a soddisfare i bisogni dell’individuo, ma anche come luogo che garantisce il mantenimento della privacy e la possibilità di godere di relazioni sociali ed infine la persona che occupa l’abitazione deve poterne disporre in modo esclusivo, avere sicurezza di occupazione e un titolo legale di godimento. Tutti questi fattori risultano nuovi e talvolta possono essere d’impatto per i soggetti di interessati. In tal senso è necessario disporre di i nterventi mirati al monitoraggio ed al sostegno di questa nuova fase di vita per non rischiare che la persona ricada in una condizione di marginalità, perdendo le abilità residue e rischiando quindi di perdere l’abitazione. La domanda di aiuto si presenta spesso con connotazione di urgenza, deprivazione, disorientamento per quel che riguarda i bisogni primari e la riacquisizione dei diritti di base: talvolta sono presenti problematiche più gravi e complesse anche rispetto alla presenza di patologie di tipo psichiatrico e/o infettivologico e di dipendenza.

In molte situazioni queste persone sono già in carico a Ser.D, Centri di Salute Mentale e Servizi Sociali e tali servizi vengono frequentemente individuati, dal soggetto stesso, come interlocutori unici e sedi principali per la definizione del progetto di cura, riabilitazione e reinserimento sociale con aspettative spesso non realistiche; tale articolazione di interventi determina la necessità di una pianificazione che tenga conto delle specificità della situazione e del percorso in cui si trova la persona.

Per questo, in tale contesto, si colloca la necessità di avviare interventi di domiciliarità rivolti a questa fascia di popolazione, che possano sostenere il radicamento sul territorio di appartenenza e potenziare le fragili reti sociali e di sostengo fino a quel momento parzialmente conservate dal soggetto. In seguito all’assegnazione dell’abitazione potrebbero verificarsi, infatti, difficoltà e carenze nella gestione della quotidianità e della propria situazione sociale e sanitaria. Ciò è significativo sia per soggetti dotati di buona resilienza che per soggetti con ridotta resilienza. Il progetto propone azioni che, per la loro specificità, vadano direttamente a trattare tali situazioni complesse a domicilio della persona.

OBIETTIVI GENERALI

L’obiettivo principale del progetto è quello di programmare, costruire e attivare interventi che contrastino le varie forme di marginalità ed esclusione sociale a cui sono soggette queste persone.

Si cerca quindi di creare un supporto psico-sociale attraverso la rete che il territorio offre per contrastare i fenomeni di cronicità e devianza sociale, riducendo i rischi connessi e per aumentare le possibilità di autonomia attraverso strategie socio-relazionali tra cui assegnazione di borse lavoro e tirocini lavorativi, partecipazione ad attività sportive e ricreative, ecc.

Si tratta quindi di garantire qualche possibilità in più a soggetti che presentino multi problematicità e complessità croniche, ovvero i deboli tra i deboli, spesso invisibili al resto della società.

ATTIVITA’ E METODOLOGIA

Le attività si caratterizzano per livelli di intensità e frequenza variabili e saranno modulate secondo le necessità dei singoli soggetti. Le macro aree sulle quali verranno basate le azioni specifiche sono le seguenti:

  • Area sostegno individuale -Familiare: supporto domiciliare nell’organizzazione della quotidianità e nella gestione degli spazi abitativi e delle relazioni familiari, sviluppo di abilità e competenze.

  • Presenza e accompagnamento nei momenti di difficoltà, i cosiddetti momenti di passaggio e di cambiamento importanti, ad esempio situazioni di difficile gestione che possono suscitare emozioni e ricordi ed attivare reazioni ansiose (eventi o occasioni sia pubbliche che riservate come convocazioni presso Tribunali o enti per svolgimento pratiche, oppure eventi familiari significativi: es: traslochi o lutti).

  • Area medica–territoriale: accompagnamento nei luoghi di cura per offrire supporto nei momenti in cui gli utenti si devono interfacciare con la rete: enti, istituzioni sul territorio, visite di importanza rilevante, inserimenti in strutture ospedaliere, visite durante degenza e accompagnamento nella fase di dimissioni.

  • Area sociale: supporto nella ricostruzione della rete con interventi volti alla risocializzazione. Supporto nelle iniziative di orientamento al lavoro (accompagnamento presso enti legati alla formazione e all’inserimento professionale). Accompagnamento ad attività ludico ricreative e sportive.

  • Area espressiva: inserimento in percorsi educativi e in laboratori espressivi. Lavorare sulle qualità, sul loro riconoscimento e sulla espressione porta gli utenti a valorizzare le proprie capacità di interazione e di azione. Lavori di gruppo e di condivisione possono aumentare il senso di appartenenza, le relazioni amicali e il senso di fiducia. I laboratori espressivi possono favorire l’emergere di capacità, competenze, risorse personali e sensibilità individuali.

  • Accompagnamento a visite mediche (garantendo una continuità di controlli periodici)

  • accesso ad aiuti presso Fondazione Agnelli e Ufficio Pio (relazioni, compilazione moduli, certificazione)

  • sostegno psicoeducativo attraverso accompagnamenti svolti presso CAF, INPS, ecc. contatti con il personale ospedaliero in caso di ricoveri e operatori socio-educativi in caso di inserimenti in strutture residenziali o semi-residenzial

  • counseling famigliare e mediazione conflitti, colloqui socio-educativi con i soggetti e i loro

LE RISORSE UMANE E LA RETE

Gli operatori avranno il compito di stimolare la persona nell’attivazione delle risorse presenti (personali e sociali, attivazione di una rete familiare o territoriale), aiutandola ad esplicitare i vincoli e formalizzando obiettivi chiari e raggiungibili. Inoltre, monitoreranno l’andamento del progetto seguendone gli sviluppi nelle singole aree (quotidianità, socializzazione, sfera occupazionale) ed individuando, sempre con la persona, possibili azioni e strategie di miglioramento.

Strumenti fondamentali per un efficace lavoro di accompagnamento saranno le riunioni di équipe e una puntuale progettazione degli interventi. La varietà di questi ultimi dipende dalle esigenze dei soggetti che possono essere diverse e nuove ogni volta.

Il compito dell’operatore consiste, inoltre, nel conoscere tutti i Servizi presenti sul territorio, sapere quali sono le procedure per accedervi, accompagnare i pazienti fisicamente nelle varie sedi e strutture, sostenerli nei percorsi e nelle pratiche burocratiche da consegnare, mettendoli così in una condizione di maggiore autonomia.

I percorsi che gli operatori e gli utenti intraprendono insieme possono essere brevi, quando necessitano per esempio di un singolo accompagnamento che risponde ad un bisogno preciso ed immediato o, invece, possono essere a lungo termine e richiedere la costruzione di relazioni e rapporti interpersonali.

EQUIPE

Gli interventi del progetto devono poter godere di flessibilità per poter andare incontro alle richieste dell’utenza.

Gli operatori sono gli stessi già individuati nel primo modulo del progetto, persone impiegate da tempo nei servizi di bassa soglia o in servizi che gestiscono un’utenza in condizioni di seria fragilità e/o marginalità all’inclusione attiva per nuclei familiari in grave marginalità.

Francesca Olivero 345.4582755
Gianni Gammicchia

In collaborazione con