SAPERE
E SAPORE

28

LUGLIO, 2016

Food
Vegetale – Integrale
Society

Inaspettatamente emerge sulla scena mondiale un nuovo sistema economico che dichiara superato il capitalismo e vede nelle nuove tecnologie (cyber) stagliarsi una figura opposta al “degrado”(punk) della bio-economia.

Oggi tutti possono mettersi in rete;  il mondo diventa un’agorà senza più confini ognuno può dire il proprio pensiero e farsi arricchire dal pensiero dell’altro. Più che mai la libertà passa attraverso la parola, ai suoi contenuti e non solo alle sue vibrazioni emozionali.
Sulla rete certo si affacciano anche i “sofisti” come nell’agorà ateniese ma nulla ci costringe ad ascoltarli. Abbiamo a disposizione un’infrastruttura intelligente dove anche le cose (internet of thinks), l’energia, la logistica possono entrare in rete con le comunicazioni umane.
Si produce l’effetto di spingere la produttività a livelli impensabili fino pochi anni fa, abbassando, in alcuni casi quasi fino a zero, il costo marginale di servizi e beni, rendendoli non solo abbondanti ma anche gratuiti.
Non siamo più costretti  a essere soggiogati alle forze del mercato, così come lo avevamo conosciuto. I consumatori, rappresentati come irrazionali perché plagiati dalle psicotecniche, stanno diventando “prosumers” (“produttori-consumatori”) capaci di scegliere i loro prodotti in un mercato dove la produzione è in eccedenza (le tecnologie permettono di produrre oggetti in quantità infinitamente sovrabbondanti, attraverso la stampa 3D per esempio) e i clienti cercano beni (cose buone) non consumi. Qualità del prodotto non più solo le caratteristiche poniamo organolettiche o la forma estetica delle merci ma anche il loro valore umano aggiunto (il “dono marginale”) Questa nuova economia, che in questa fase di passaggio affianca il mercato capitalistico, è chiamata con nomi diversi: “commons collaborativo” (J. Rifkin), ”economia contributiva” (B. Stiegler), terza rivoluzione industriale, economia circolare.

Condivisione Social

Image by Gratisography

Il web diventa social, dove gratuitamente si mettono a disposizioni di tutti, senza alcun controllo o remunerazione informazioni, risorse d’intrattenimento, percorsi formazione dispositivi di cittadinanza attiva, strumenti di politica diretta. S’impara a condividere (share) anche case, automobili, vestiti e ogni possibile bene. Conta vivere non possedere. Non è mai stato così evidente che il piacere della vita sono gli incontri, il valore delle persone. Mai così diffusa è stata la gratuità, come nuovo codice di “scambio”. Si entra in una nuova era. La nuova economia chiede quindi monete alternative: le merci diventano storie, i clienti partner, le critiche contributi alla qualità

Il capitale sociale diventa la risorsa economica pari a quello finanziario. Senza fiducia come produrre? Senza stima come acquistare? Senza credito come investire?

L’economia tradizionale è ribaltata: si può evitare l’establishment bancario attraverso il crowfunding, si possono frequentare corsi gratuiti online (MOOC), si può raccontare se stessi (storytelling) in ciò che si produce e si vende. I media tradizionali perdono terreno a vantaggio di quelli che ognuno può costruire e mettere in rete.
Il marketing commerciale diventa content-marketing. Si vendono esperienze, soluzioni, significati e non merci.
I prodotti sono per prima cosa concetti (Concept), pensieri (content) funzioni d’uso e storie di qualità. Linfa vitale delle strategie di commercializzazione sono gli eventi, le presentazioni, i summit, i simposi.
Ritorna improvvisamente a essere indispensabile saper parlare bene, saper scrivere “grammaticato”.
Al cliente interessa fare una bella esperienza. La battaglia sull’attenzione per raggiungere e stimolare l’interesse dei clienti si vince sui contenuti e sulle prove di autenticità. È qualificante e gratificante comprare e consumare prodotti ad “alto contenuto di servizio” (cioè di dono).

Fotografia Tascabile

Image by Pixabay

I siti web che introducono  il content-marketing o il storyselling presentano le virtù della nuova commercializzazione: nella relazione faccia a faccia o nella corrispondenza via web sono importanti l’affetto per clientela, il senso di altruismo, l’onestà e l’umiltà. Senza, non si vende più. E quando si riceve una email (commerciale), occorre rispondere prontamente ed esaurientemente: ne va del rispetto verso il cliente.
La condivisione prevale sulla proprietà, la sostenibilità mette in crisi il consumismo, la cooperazione ridimensione la concorrenza, il “valore di scambio” convive con il “valore di dono”. Non è la fine del capitalismo, la cancellazione della distinzione del lusso, la revoca dello sfoggio del potere. È decretata solo la fine della loro imposizione. Esisterà ancora la proprietà privata, i muri di cinta separeranno ancora villette e proprietà terriere, filo spinato delimiterà ancora i confini degli stati. Ma intanto tutti sanno che la vita è altrove: nel mondo tecnologicamente globalizzato, vince l’umano comune.

Terra Mia 2.0

Disegno di DINO ALOI

È la rivincita del dono sul possesso e sull’invidia.
Quello che conta, in questa nuova economia, è avere una storia da raccontare. Vale chi offre esperienze, soluzioni, significati e non solo prodotti. Ciò che si offre al mercato, in negozio, al centro di educazione alimentare, negli agriturismi sono prima di tutto esperienze, racconti e storie. Linfa vitale delle strategie di comunicazione sono gli eventi, le presentazioni, gli incontri, i simposi.
I prodotti consumati devono essere specifici, originali, dettagliati, distintivi. È indispensabile specializzarsi: avere un codice di lettura chiaro e semplice. Ciò che premia è il ritorno della dimostrazione di saper fare le cose bene. Chi ci avvicina deve fare una bella esperienza. Devono eventualmente comprare o consumare prodotti ad alto contenuto di servizio.
Fondamentale per Terra Mia è raccontare valori e idealità, testimoniare l’utopia. I valori cui Terra Mia si ispira, devono trasparire in ogni incontro:  l’affetto per clientela,  il senso di altruismo, la cura del dettaglio, la congruenza d’intenti, la bellezza e l’eleganza dei servizi e dei prodotti, l’onestà  e l’umiltà, la lotta costante al degrado.
Pur passando tra fasi alterne Terra Mia non ha mai abbandonato il lavoro della terra, fonte di vita e di saggezza. L’attività agricola quotidiana, secondo la nuova sensibilità ecologica costituisce l’ambiente vitale ideale per il lavoro clinico.
Terra e il cibo possano costituire il contesto della cura e come la pratica clinica diventi il saggio contesto della nuova agricoltura. Si tratta dunque di uno scambio di doni: della mente e della natura, del pensiero e della braccia, della cura e dell’azione, dell’anima e del corpo.
Veniamo dalla terra, siamo fatto di terra, ci nutriamo dalla terra.
Il corpo e l’anima si ammalano quando lo dimenticano o lo trascurano.