AFFETTIVITÀ E SESSUALITÀ

L’educazione sessuale non può essere intesa come semplice trasmissione di informazioni, ma deve essere inquadrata nell’ambito dello sviluppo di un’identità che è insieme corporea, psicologica, sociale e culturale  È pertanto un intervento che non può prescindere da una relazione significativa ed emozionante: in altri termini l’intervento deve permettere di costruire dei nuovi significati che non si raggiungerebbero da soli, attraverso l’uso e il riconoscimento delle emozioni. Le emozioni sono strumenti che permettono al nostro cervello di fare quattro straordinarie operazioni:

 

  • motivano all’azione;

  • ci informano su come stanno gli altri;

  • ci informano su come stiamo noi;

  • partecipano ad ogni atto di conoscenza del mondo.

Un intervento di educazione sessuale non può non avere alla base una teoria delle emozioni, ed in particolare delle emozioni congrue con la sessualità, in altre parole non può prescindere da una teoria del piacere. Per emozionare i bambini ed i ragazzi bisogna portarli dentro ad un racconto emozionante: i contenuti trasmessi vanno selezionati, costruiti ed inseriti in un racconto: la modalità di lavoro è pertanto una modalità narrativa.

La metodologia scelta per questo percorso formativo, fa leva sulla promozione e sul protagonismo dei bambini e dei ragazzi, e utilizza come strumento principe la relazione, sia essa quella che si instaura con il conduttore, sia le relazioni che si originano nel gruppo dei pari. Ciò nella convinzione che nessun contenuto o esperienza possano essere trasmessi da un individuo all’altro come un oggetto, ma che sia piuttosto l’interazione significativa tra gli individui con l’attivazione di componenti affettive ed emotive, ad assumere un’importante funzione di mediazione cognitiva nell’apprendimento.

Si educa alla sessualità quando si è in grado di “generare amore” e quando si insegna a conoscersi: ogni azione educativa volta a favorire una buona conoscenza di sé rappresenta uno strumento prezioso per vivere bene la sessualità. Si educa alla sessualità arricchendo la fantasia, la creatività, la curiosità, la sensibilità della persona in crescita. Si educa a vivere una sessualità umana e soddisfacente quando si educa ad entrare in relazione profonda con un altro essere, a conoscere e a rispettarne le caratteristiche, a scambiare emozioni e sentimenti con l’altro.

La nostra proposta non vuole imporre modelli comportamentali in campo affettivo e sessuale, ma vuole offrire uno spazio di confronto, di chiarificazione dei propri valori di riferimento e delle relative scelte di vita, quale condizione essenziale per operare delle scelte autonome, consapevoli, responsabili.

DESTINATARI

  • agli allievi delle scuole primarie e secondarie 

  • ai genitori dei ragazzi e agli insegnanti di classe in fase di presentazione del pacchetto formativo e di restituzione del lavoro svolto

TIPOLOGIA DELL’INTERVENTO

  • 1 incontro con gli insegnanti per condividere le eventuali conoscenze acquisite dagli studenti e presentare il progetto, concordando le linee operative;

  • 1 incontro con i genitori per dare loro una cornice di riferimento e senso al progetto;

  • 3 incontri con i bambini/ragazzi, di 2 ore ciascuno

  • 1 incontro di restituzione finale con gli insegnanti.

OBIETTIVI

Il progetto di educazione all’affettività ed alla sessualità si configura come un progetto educativo di sviluppo rivolto alla globalità della persona e alle sue potenzialità. In particolare mira a:

  • sviluppare nei bambini e nei ragazzi la propensione a dare significato e senso alle esperienze che vivono e alle emozioni che provano. L’obiettivo è rendere loro possibile l’accesso, tramite le conoscenze dichiarative (contenuti-informazioni), a nuove forme di conoscenza incarnata (esperienze).

  • Far capire ai bambini ed ai ragazzi che la sessualità va educata, perché è una dimensione che non è regolata soltanto per via biologica, ma è per buona parte frutto di cultura, ossia di una negoziazione di significati condivisi.

  • Proporre la visione di una sessualità più matura, più organizzata e, quindi, più ricca di senso.

La meta finale da raggiungere con i bambini ed i ragazzi è l’autodeterminazione di sé, che va modulata nell’interdipendenza sociale, contestualizzata e continuamente negoziata all’interno della propria cultura.

I soggetti in crescita vivono in una condizione di continua ricerca, sono alla ricerca di una verità, di un senso per sé e per il modo in cui vivono. Le conoscenze che verranno loro fornite pertanto saranno sempre legate al significato che hanno per loro e all’orizzonte di senso che possono aprire loro, per la vita.

La Referente del Progetto

Elisa Russello – Psicologa, Psicoterapeuta dell’età evolutiva, Sessuologa clinica