PROGETTO ABI.TO

 

La Cooperativa Sociale Terra Mia, socio FIO.Psd, aderisce dal 2014, al network nazionale HOUSING FIRST ITALIA, partecipando al Progetto Torinese Abi.TO.

Nato in continuità ad iniziative di inclusione sociale di Senza Dimora già attuate a Torino con l’impegno sinergico dell’Ufficio Adulti in Difficoltà del Comune, di Associazioni di Volontariato e Cooperative Sociali e facendo propri gli elementi fondanti del modello teorico-operativo di Housing First, il Progetto AbiTO coinvolge persone Senza Dimora in un percorso di autonomia e autosufficienza che si concretizzi in primis nell’abitare da affittuari una casa propria, riprendendo una vita attiva soggettiva e sociale.

AbiTO, con la sua valenza innovativa, rappresenta anche la possibilità di operare interventi strutturali di inclusione sociale dei soggetti più deboli presenti nel territorio metropolitano, ottimizzando le risorse economiche, professionali ed esperienziali e proponendo un modello di Welfare innovativo, generativo, e di Comunità.

 

Il Progetto è gestito da una Équipe Operativa multidisciplinare, costituita da Educatori, OSS, Assistenti Sociali, Psicologi: scelta che si motiva con la consapevolezza che solo la presenza di Operatori di diverse formazioni teoriche, esperienze e competenze complementari tra loro può garantire la centralità della soggettività delle persone.

Una parte centrale della Sperimentazione sarà rivolta alla informazione alla cittadinanza di quanto viene attuato con le donne e gli uomini inseriti nel Progetto.

Lo sforzo che si intende concretizzare su questo versante è di attivare una vera e propria controinformazione sulle condizioni di vita dei Senza Dimora e sulla necessità che soprattutto per loro, per garantire loro i diritti civili e sociali, si debba superare la logica assistenzialistica per predisporre interventi che vadano nella direzione del Welfare delle Opportunità e del Welfare di Comunità, situazioni innovative di politiche sociali alle quali la Sperimentazione fa riferimento.

AbiTO è coordinato da una Cabina di Regia costituita dagli Enti che hanno dato vita al Progetto medesimo.

 

OBIETTIVO

L’Équipe Operativa che si prende cura delle donne e degli uomini inseriti nelle abitazioni ha le caratteristiche della multidisciplinarietà.

L’impegno delle diverse figure professionali (Educatori, OSS, Assistenti Sociali, Psicologa) ha la possibilità di curare gli aspetti progettuali sotto diversi punti d’approccio che la soggettività delle donne e degli uomini inseriti richiede per offrire loro le opportunità e risorse più consone alla riuscita ottimale del percorso.

Il progetto prevede di destinare inizialmente tre alloggi singoli per altrettante  persone Senza Dimora per un periodo previsto di 24 mesi, nel corso dei quali ci si pone l’obiettivo di raggiungere un livello di autonomia economica che consenta loro di diventare affittuari dei rispettivi appartamenti abitati.

A CHI SI RIVOLGE

Le persone coinvolte nel Progetto Sperimentale dovranno corrispondere ad alcuni criteri di scelta in base ai quali è valutata la loro idoneità ad attivare un percorso che è seguito, nella sua articolazione, dall’Equipe Operativa.

I criteri riguardano:

 

 

  • Avere un’età compresa tra i 18 ed i 65 anni;

  • La possibilità della persona, in base alle sue capacità, risorse culturali, saperi, motivazioni, di poter proseguire nel percorso che la porterà alla totale autonomia della propria vita;

  • L’astinenza comprovata dall’uso di sostanze stupefacenti ed etiliche;

  • L’esclusione, per difficoltà economiche pregresse, dalla possibilità di accedere ad abitazioni di edilizia popolare;

  • La possibilità che, nell’ambito della realizzazione del percorso previsto dal Progetto, siano coinvolti Operatori dei Servizi Socio – Sanitari di riferimento della persona (Servizi Sociali, Ser.D, Servizi psichiatrici, ecc.);

ACCOGLIENZA

Il progetto, in linea con le indicazioni metodologiche emerse nel percorso formativo del Network nazionale, prevede che gli alloggi vengano allestiti ed arredati dagli stessi beneficiari del progetto, con il supporto e sostegno dell’equipe operativa, entro un budget economico erogato dal progetto stesso.

La scelta metodologica è orientata su tre vettori fondamentali:

  • l’eliminazione del “senso di passaggio”, ovvero la possibilità per il beneficiario di sentirsi protagonista dell’allestimento della propria abitazione, percependola sin da subito come un luogo proprio e non di transito; un concetto che in inglese viene reso bene dai termini house ed home (casa e dimora).

  • lo sviluppo del percorso di autodeterminazione (empowerment) che, mettendo al centro del progetto la persona con i propri bisogni, gusti, creatività, desideri, può riportare in luce energie, potenzialità e spinta al cambiamento.

  • da l’avvio ad un percorso di “economia domestica” che il periodo di vita di strada spesso azzera anche nei soggetti che hanno biografie socio-economiche “più classiche”.

Poiché la finalità ultima del percorso delle donne e degli uomini inseriti nel Progetto AbiTO è la loro inclusione sociale, è centrale la creazione, da parte degli Operatori dell’Equipe Operativa, di una Rete Territoriale diffusa di relazioni formali ed informali che costituiscano una fondamentale risorsa per la vita sociale delle persone inserite.

PARTNER

  • Ufficio Pio di Torino

  • Servizio Adulti in Difficoltà del Comune di Torino

  • Caritas Diocesana di Torino

  • ASG

  • Cooperativa Aeris

  • Progetto Tenda

  • Cooperativa Stranaidea

  • Cooperativa Terra Mia