IL MULINO GRANDE

COMUNITÀ RIABILITATIVA PSICOSOCIALE PER MINORI

Le difficoltà nella crescita degli adolescenti d’oggi non vanno imputate e interpretate semplicemente come colpa della famiglia. I genitori vanno invece sostenuti e accompagnati, in un momento di transizione così difficile, anche dal punto di vista sociale.

OBIETTIVI

Gli obiettivi prioritari che il servizio prevede mirano a superare le situazioni problematiche e patologiche degli adolescenti, in una fase successiva alla crisi, preparando il miglior reinserimento sociale possibile, attraverso:

  • la promozione, l’accettazione e la conoscenza della propria storia e del proprio mondo affettivo;

  • il miglioramento e il consolidamento del processo dell’autonomia personale, attraverso il sostegno del processo di separazione-individuazione;

  • l’incremento della competenza e del controllo emozionale;

  • lo sviluppo delle abilità personali e interpersonali, di automonitoraggio e di autocontrollo;

  • la ristrutturazione delle convinzioni e dello stile cognitivo disadattivi;

  • la promozione dell’autoefficacia

  • la presa di coscienza delle dinamiche familiari disfunzionali;

  • la promozione della socializzazione e della scolarizzazione.

In altre parole, i percorsi comunità proposti intendono aiutare l’adolescente:

  • a ripristinare uno spazio di pensiero nel difficile lavoro di incontro tra il mondo psichico interno e la realtà esterna, spesso complessa e anche ostile;

  • a trovare sostegno e stimolo alla costruzione dell’autonomia personale;

  • ad affrontare la sfida della crescita nei suoi diversi compiti di sviluppo;

  • a superare le tipiche fatiche dell’adolescenza attraverso un funzionamento alternativo a quello sperimentato nel disagio;

  • nel promuovere e sostenere il reinserimento sociale.

A CHI SI RIVOLGE

La comunità CRP è una struttura di accoglienza per preadolescenti ed adolescenti nella fascia di età tra i 10 e i 14 anni (estensibile a 16 anni), con gravità del quadro individuato attraverso gli assi 1 e 5 dell’ICD10 OMS, che si prefigge come obiettivo di preparare il loro miglior inserimento sociale possibile.

La comunità ha una capienza massima di 10 ospiti nella fascia di età 10 – 14 (estensibile a 16) . Per tali posti verrà data priorità d’ inserimento ad utenti provenienti dalle ASL e dai Servizi Sociali del Comune di Torino; eventuali inserimenti da altre ASL o da altri Comuni possono essere valutate in caso di disponibilità di posti.

ACCOGLIENZA

In questa prima fase, dopo un periodo di conoscenza e ambientamento, verranno definiti e stilati gli obiettivi prioritari d’ intervento; la raccolta dei dati provenienti dai Servizi invianti o dalla precedente struttura contengono già le indicazioni per il futuro lavoro di comunità, che davvero si colloca all’ interno di una catena terapeutica e si pone come punto intermedio tra l’ intervento più strettamente terapeutico e l’ esterno.

Anche in questo caso risulta particolarmente importante il rapporto con i Servizi invianti da una parte e con la famiglia dall’ altra. La fase di accoglienza si differenzia dalla comunità, oltre che negli obiettivi prioritari e più specifici, anche nel diverso utilizzo dei laboratori e di alcune attività quotidiane.

La durata dell’accoglienza (1 mese circa) è definita dall’ avvio del rapporto tra il ragazzo e la nuova equipe e dalla stesura del primo Progetto Personalizzato.

ATTIVITÀ IMPOSTE

L’ organizzazione della giornata è rigorosa, per quello che riguarda il recupero sano e rassicurante della normalità anche attraverso l’ assunzione graduale di responsabilità individuali, ma anche flessibile e ‘calorosa’ per permettere il recupero della dimensione familiare. La scansione del tempo della giornata in ritmi stabili e prevedibili,, garantisce anche qui stabilità e sostegno (anche per quello che riguarda la prevenzione delle ricadute). Il rispetto di un regolamento interno

La gestione della settimana prevede, oltre ai colloqui individuali:

  • gruppi di matrice educativo-pedagogica finalizzati all’organizzazione e gestione della vita in comune e degli atelier pratici;

  • gruppi emozionali volti al riconoscimento e all’espressione delle emozioni. (laboratori di espressione corporea, di linguaggio gestuale, musicali, arteterapia, videoterapia, laboratori Rap terapeutici);

  • gruppi cognitivo-comportamentali finalizzati al riconoscimento delle relative strategie adattative;

  • laboratori finalizzati al recupero o al potenziamento delle risorse prassiche (attività agricolo-vivaistica, attività di pasticceria);

  • uscite con obiettivi culturali o sportivi;

  • gruppi di verifica volti al racconto dei fatti significativi della settimana e all’espressione degli stati emotivi;

  • partecipazione alla gestione della casa e assunzione graduale di responsabilità nella cura di sé e dell’ ambiente (turni di pulizia, affiancamento in cucina, lavanderia…).

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Responsabile della Struttura: Jessica Pisapia

Coordinamento Area: Dorina Campagnari