IL MULINO GRANDE

COMUNITÀ RIABILITATIVA PSICOSOCIALE PER MINORI

La CRP “Il Mulino Grande” è parte del Progetto di filiera “I Due Mulini – CTM e CRP”.
E’ sita a pochi minuti da Torino, facilmente raggiungibile e a cui è ben collegata con i mezzi pubblici. E’ altresì vicino all’Ospedale Infantile “Regina Margherita”.
Il significativo lavoro di rete ha permesso di creare rapporti di fiducia con i Dirigenti e gli insegnanti delle scuole di ogni ordine e grado, con gli enti sportivi, le associazioni culturali, musicali e gli spazi di aggregazione giovanile sul territorio in cui è ubicata.

A CHI SI RIVOLGE

La comunità CRP è una struttura di accoglienza per preadolescenti ed adolescenti nella fascia di età tra i 10 e i 14 anni (estensibile a 16 anni), con gravità del quadro individuato attraverso gli assi 1 e 5 dell’ICD10 OMS, che si prefigge come obiettivo di preparare il loro miglior inserimento sociale possibile.
La comunità ha una capienza massima di 10 ospiti nella fascia di età 10 – 14 (estensibile a 16).
Per tali posti verrà data priorità d’inserimento ad utenti provenienti dalle ASL e dai Servizi Sociali della Regione Piemonte; eventuali inserimenti da altre Regioni possono essere valutate in caso di disponibilità di posti.

OBIETTIVI

Gli obiettivi prioritari che il servizio prevede mirano a superare le situazioni problematiche e patologiche degli adolescenti, in una fase successiva alla crisi, preparando il miglior reinserimento sociale possibile, attraverso:

  • la promozione, l’accettazione e la conoscenza della propria storia e del proprio mondo affettivo;

  • il miglioramento e il consolidamento del processo dell’autonomia personale, attraverso il sostegno del processo di separazione-individuazione;

  • l’incremento della competenza e del controllo emozionale;

  • lo sviluppo delle abilità personali e interpersonali, di automonitoraggio e di autocontrollo;

  • la ristrutturazione delle convinzioni e dello stile cognitivo disadattivi;

  • la promozione dell’autoefficacia;

  • la presa di coscienza delle dinamiche familiari disfunzionali;

  • la promozione della socializzazione e della scolarizzazione;

In altre parole, i percorsi di comunità proposti intendono aiutare l’adolescente:

  • a ripristinare uno spazio di pensiero nel difficile lavoro di incontro tra il mondo psichico interno e la realtà esterna, spesso complessa e anche ostile;

  • a trovare sostegno e stimolo alla costruzione dell’autonomia personale;

  • ad affrontare la sfida della crescita nei suoi diversi compiti di sviluppo;

  • a superare le tipiche fatiche dell’adolescenza attraverso un funzionamento alternativo a quello sperimentato nel disagio;

  • nel promuovere e sostenere il reinserimento sociale.

ACCOGLIENZA

In questa prima fase, dopo un periodo di conoscenza e ambientamento, verranno definiti e stilati gli obiettivi prioritari d’ intervento.

La raccolta dei dati provenienti dai Servizi invianti o dai precedenti interventi attuati sul territorio o in comunità, contengono già le indicazioni per il futuro lavoro di comunità, che davvero si colloca all’ interno di una catena terapeutica e si pone come punto intermedio tra l’intervento più strettamente terapeutico e l’esterno.

Risulta pertanto particolarmente importante il rapporto con i Servizi invianti da una parte e con la famiglia dall’altra.

La fase di accoglienza si differenzia dal quella più propria della comunità, oltre che negli obiettivi prioritari e più specifici, anche nel diverso utilizzo dei laboratori e di alcune attività quotidiane.

La durata dell’accoglienza (1 mese circa) è definita dall’avvio del rapporto tra il ragazzo e la nuova equipe e dalla stesura del primo Progetto Educativo Individualizzato.

ATTIVITÀ

L’organizzazione della giornata è “rigorosa” per quello che riguarda il recupero sano e rassicurante della normalità anche attraverso l’assunzione graduale di responsabilità individuali, ma anche flessibile e “calorosa” per permettere il recupero della dimensione familiare.

La scansione del tempo della giornata in ritmi stabili, prevedibili e il rispetto di un regolamento interno garantisce stabilità e sostegno, anche per quello che riguarda la prevenzione delle ricadute.

La gestione della settimana prevede, oltre ai colloqui individuali:

  • gruppi di matrice educativo-pedagogica finalizzati all’organizzazione e gestione della vita in comune e degli atelier pratici;

  • gruppi emozionali volti al riconoscimento e all’espressione delle emozioni (laboratori di espressione corporea, di linguaggio gestuale, musicali, arteterapia, videoterapia, laboratori Rap terapeutici);

  • gruppi cognitivo-comportamentali finalizzati al riconoscimento delle relative strategie adattative;

  • frequenza scolastica e attività di sostegno allo studio e alla formazione professionale;

  • laboratori finalizzati al recupero o al potenziamento delle risorse prassiche in affiancamento a personale specializzato (es. Laboratorio di vendita presso la Bottega dei Mestieri, laboratorio di gastronomia, laboratori floro-vivaistici);

  • uscite con obiettivi culturali o sportivi;

  • gruppi di verifica volti al racconto dei fatti significativi della settimana e all’espressione degli stati emotivi;

  • partecipazione alla gestione della casa e assunzione graduale di responsabilità nella cura di sé e dell’ambiente (turni di pulizia, affiancamento in cucina, lavanderia…);

  • partecipazione ad attività sportive, culturali, formative esterne alla comunità per favorire l’integrazione sul territorio

IL RAPPORTO CON I GENITORI

Particolare importanza viene data al rapporto con i familiari o con le figure adulte di riferimento, quali affidatari, ex educatori.

Le difficoltà nella crescita degli adolescenti d’oggi non vanno imputate e interpretate semplicemente come colpa della famiglia.

I genitori vanno invece sostenuti e accompagnati, in un momento di transizione così difficile, anche dal punto di vista sociale.

La Comunità pertanto si pone come un ponte tra la famiglia e il ragazzo, intervenendo sulla relazione tra questi, con il duplice obiettivo di condividere le difficoltà relazionali e di sostenere le nuove strategie ed i nuovi equilibri familiari.

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COORDINATORE AREA MINORI: Dorina Campagnari

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