Prevenzione, scuola e territorio
Storia, orizzonte teorico, metodologia dintervento
Il concetto di prevenzione e la sua traduzione operativa nel lavoro integrato sul territorio
Prevenzione, scuola e territorio
Gli Itinerari Formativi per i gruppi classe: metodologia, struttura e valutazione
Itinerari formativi per il secondo ciclo della scuola Elementare, per la scuola Media Inferiore e Superiore
Relazione, gestione del conflitto e cooperazione all'interno del gruppo classe
Itinerari formativi per la scuola Media Inferiore e Superiore
I molteplici volti della dipendenza e leducazione allautonomia
Itinerari formativi per la scuola Media Superiore
Itinerari formativi per la scuola Media Inferiore e Superiore
Formazione Insegnanti
Il metodo Struttura del percorso Proposte formative brevi
Premesse e finalità generali dell'intervento
Metodologia e struttura degli incontri , Itinerari proposti
4. Spazio di Ascolto
4.1. Lo Sportello
4.2. Lo Spazio di Ascolto si apre al gruppo...
1.1. STORIA, ORIZZONTE TEORICO, METODOLOGIA DINTERVENTO
Il gruppo che ha dato origine alla coop. soc. TERRA MIA è nato nel 1984 da una Ricerca-Intervento sul territorio della Circoscrizione 9 di Torino.
In un primo tempo si costituì come Associazione di Solidarietà (ASG) con un laboratorio artigianale e una struttura di pronta accoglienza.
Lobiettivo specifico della Cooperativa era, ed é tuttora, l intervento sul disagio e sulle varie forme di marginalità.
Tale obiettivo si inserisce in un altro più generale che é individuato nella prevenzione e nella presenza sul territorio.
Oggi TERRA MIA è riconosciuta come Ente Ausiliario regionale e gestisce cinque comunità residenziali e un Centro diurno per il recupero dei tossicodipendenti. Dispone di un Centro Studi, che in collaborazione con l équipe Prevenzione e Territorio della cooperativa progetta e gestisce numerose attività di prevenzione ed una serie di iniziative educativo-formative ad esso collegate.
E presente sul territorio come cooperativa agricola giovanile con mercati ortofrutticoli e punti vendita biologici.
Il modello di rete al quale la coop. Terra Mia fa riferimento, è un modello strategico orientato alla cultura dellintegrazione e alla cura delle connessioni.
Per integrazione intendiamo il tentativo di rispondere in modo globale e non riduttivo alle varie dimensioni del bisogno della persona, per connessione il coordinamento tra le varie risorse ed agenzie (formali o meno) mobilitate.
Tra lambito dellintervento terapeutico in comunità ed il lavoro educativo sul territorio esiste quindi un rapporto significativo: la comunità è intesa come "laboratorio" dove i complessi fenomeni del disagio giovanile vengono analizzati ed affrontati, lanimazione del territorio è lampio terreno dellapplicazione e, nello stesso tempo, dellincontro e dellascolto con il concreto vissuto dei mondi giovanili.
In sintesi il complesso intervento della Cooperativa si esprime su tre versanti: il rapporto terapeutico/educativo con l'utenza; la presenza sul territorio come animazione e prevenzione ed infine il lavoro e la formazione professionale come strumenti della ricostruzione del Sé sociale. Nessuno dei tre momenti è percepito come isolabile dagli altri, di conseguenza, anche se l intervento della Cooperativa è conseguente a un problema "critico", (la devianza nelle sue varie forme), occorre risalire a monte ed intervenire nel contesto dove la devianza si definisce, si produce e si manifesta.
L'intervento della Cooperativa si può allora definire come lavoro sociale oppure come animazione del territorio nel suo senso più lato.
1.2 IL CONCETTO DI PREVENZIONE E LA SUA TRADUZIONE OPERATIVA NEL LAVORO INTEGRATO SUL TERRITORIO
Il presupposto teorico da cui partiamo per dare una definizione di prevenzione è che non ci sono percorsi tracciati o prestabiliti che conducano alla "normalità" o che preservino dalla "devianza".
Sono determinanti invece le risposte che ognuno riesce a darsi davanti alla sofferenza, alla noia, al vuoto, alla mancanza di senso.
In senso generale si può intendere per prevenzione quell insieme di azioni e di interventi che investono la totalità delle condizioni che concorrono a tutelare e migliorare la qualità della vita degli individui, nelle loro relazioni reciproche e con lambiente.
Prevenire significa quindi ascoltare i bisogni dei ragazzi per trovare insieme a loro delle strade percorribili; attivare momenti di promozione che offrano positive risorse per uno sviluppo armonico, per costruire autonomia, senso critico e identità, nel rispetto della centralità della persona, dei suoi percorsi e delle sue esperienze.
Alla luce di quanto detto, la traduzione operativa dell obiettivo prevenzione, non può che avvenire attraverso contributi flessibili e diversificati.
L esperienza di questi anni, coerentemente con la letteratura sul tema, insegna che lavorare in senso preventivo significa lavorare " a tutto campo ", elaborando e ridefinendo costantemente, sulla base di una progettazione e di una verifica attenta nuove strategie.
I nostri interventi sono pensati per coinvolgere ragazzi appartenenti a differenti contesti sociali, incontrati in luoghi istituzionali o del tutto informali, proponendo loro contenuti e modalità di confronto adeguate.
Tra le iniziative cui la Cooperativa partecipa attivamente, ricordiamo :
Progettazione e realizzazione di Ricerche-Intervento sul territorio, una delle metodologie più interessanti e feconde per attivare processi di partecipazione e cittadinanza.
3 Ricerche-intervento sono state condotte nel territorio della Circoscrizione 10: la prima negli anni 1994-95, che ha dato inizio ad un Consultorio giovanile e ad attività di lavoro di strada; la seconda con i giovani frequentatori di discoteche i cui risultati sono stati presentati e e commentati nel volume "Se tuo figlio in discoteca..." Ed. Deoniane (1998); la terza, i cui risultati costituiranno il volume "nuove culture, nuovi giovani, nuove droghe".
Collaborazione su progetti di prevenzione del Comune di Torino e di alcune Circoscrizioni cittadine : sono in fase di attuazione un progetto di Ed. Ambientale con la Circoscrizione VIII e i due progetti "Percorsi Sicuri" e "Orientamento scolastico" sulle scuole elementari e medie inferiori della circoscrizione X pensati per la 285 in collaborazione con il Comune.
Sempre con il Comune di Torino, la Coop. Terra Mia ha portato avanti nellambito del Progetto Est-adò, liniziativa Camper-adò, unattività di aggregazione, animazione e ascolto rivolta principalmente agli adolescenti della Circoscrizione X e che verrà portata avanti anche per il periodo invernale.
Nell ambito scolastico promuove itinerari educativi rivolti a insegnanti, genitori e ragazzi delle Scuole, intervenendo nei progetti di Educazione alla Salute, in collaborazione con Scuole materne ed elementari, Medie Inferiori e Superiori elaborando con gli Insegnanti referenti alla salute, soluzioni di intervento specifici sulla base delle esigenze spacifiche di studenti e personale docente (Itinerari formativi a tema, Sportelli di ascolto...)
Dispone presso la propria sede di spazi per attività educativo-ricreative ( da tre anni è aperto un Centro Diurno per minori in collaborazione con i Servizi Sociali cittadini) e di ascolto, informazione e consulenza psicologica per pre adolescenti e adolescenti nell ambito del Consultorio Giovanile. Presso la sede di Moncalieri nei locali dell"Ecospazio"si sono svolte alcune attività di laboratorio in collaborazione con il Progetto Giovani del comune di Moncalieri: laboratorio del gusto, laboratorio di informatica, i tornei di beach-volley, cantastorie, rivolti ad adolescenti e giovani adulti.
Si occupa di Lavoro di strada e di interventi educativi a bassa soglia in particolare con il Progetto Porta Nuova con il Comune di Torino: lapertura di un dormitorio e unintensa attività di aggancio di strada rivolta a giovani tossicodipendenti senza fissa dimora.
2.1 PREVENZIONE, SCUOLA E TERRITORIO
Prevenzione, scuola e territorio, nel modello teorico e metodologico cui fa riferimento la nostra Cooperativa sono termini strettamente interconnessi tra loro.
La scuola è un ambito insostituibile e privilegiato nel quale realizzare la prevenzione, perché rappresenta un polo di aggregazione e di costruzione di identità e di socialità per i giovani del territorio, che si trovano inseriti in una rete di relazioni che si stabiliscono tra l'istituzione, le persone che la costituiscono e il suo esterno.
Il binomio scuola -territorio, indica l integrazione tra due aspetti di una stessa realtà: il territorio appartiene alla scuola e la scuola al territorio.
La scuola non è solo il luogo in cui vengono "istruiti" i giovani, ma rappresenta per il territorio una fonte di vita sociale, culturale, affettiva.
Sulla base di questa riflessione, ci sembra che il costrutto di empowerment sintetizzi perfettamente le finalità generali del nostro intervento nell ambito scolastico.
L empowerment viene definito in generale come accrescimento delle possibilità che l individuo ha di controllare la propria vita (Rappaport, 1981) e indicherebbe l atto di acquisizione di potere, cioé di conoscenze, competenze, modalità relazionali, che permette all individuo di affrontare con fiducia, creatività, progettualità gli eventi che gli si presentano.
Il costrutto di empowerment ha come centralità intrinseca la finalità trasformativa, sia sul piano individuale che istituzionale.
Per finalità trasformativa si intende la tendenza di un intervento ad attivare risorse e fornire competenze per attuare cambiamenti.
Questo obiettivo va perseguito a livello individuale, con interventi mirati alla promozione dell autostima e a fornire strumenti per aumentare le competenze (vedi gli obiettivi degli itinerari); a livello istituzionale e organizzativo, orientando e fornendo competenze a piccoli gruppi per cercare strategie adeguate ad attuare innovazioni possibili e realisticamente attuabili (pensiamo alla strutturazione-utilizzo dei C.I.C. da parte dei ragazzi, alle relazioni scuola-agenzie educative e non del territorio, alle opportunità, talvolta non sfruttate a pieno dei Progetti Genitori ecc.).
2.2 GLI ITINERARI FORMATIVI PER I GRUPPI CLASSE: METODOLOGIA, STRUTTURA E VALUTAZIONE
Gli itinerari formativi del Progetto Scuola affrontano tematiche legate ai compiti di sviluppo e alle problematiche rilevanti ed emergenti nei preadolescenti e adolescenti di oggi. Queste ultime si manifestano attraverso moduli narrativi nuovi e talvolta difficili da accogliere da parte del mondo adulto (un esempio può essere il fenomeno della diffusione delle "nuove droghe").
Si tratta di sostenere lindividuo nei suoi bisogni di conoscenza, competenze, modalità relazionali, intervenendo attraverso quel ventaglio di attività trasversali e metacurricolari previste dall Educazione alla Salute., a loro volta in sintonia con le finalità generali dei Programmi Ministeriali, che mirano alla "formazione dell individuo come uomo e cittadino" cosciente delle proprie potenzialità e caratteristiche.
Educare alla Salute, nella definizione dell OMS é promuovere un benessere fisico, psichico, mentale, sociale e anche morale: significa sostenere le nuove generazioni del loro saper essere, saper interagire e saper fare, in modi flessibili e articolati.
I percorsi formativi sono realizzati utilizzando una metodologia che fa leva sulla promozione e sul protagonismo degli adolescenti e che utilizza come strumento principe la relazione, sia essa quella che si instaura con il conduttore, sia le relazioni che si originano nel gruppo dei pari. Ciò nella convinzione che nessun contenuto o esperienza possano essere trasmessi da un individuo allaltro come un oggetto, ma che sia piuttosto linterazione significativa tra gli individui, ad assumere unimportante funzione di mediazione cognitiva nellapprendimento.
Trasversali a tutti gli itinerari nelle classi sono infattitre presupposti teorici e di metodo che informano ogni singolo intervento:
1) Apprendere attraverso la comprensione e lelaborazione critica dellesperienza vissuta
Gli adolescenti sono innanzitutto portatori di un sapere costruito a partire dalle esperienze da essi maturate:sono quindi attori e protagonisti del proprio percorso formativo. Ogni percorso formativo intende dunque partire dalla vita dei partecipanti con il carico di significati, pre-comprensioni, atteggiamenti affettivi e mentali che porta con sé, in direzione di una rilettura critica e consapevole di questa dimensioni.
2) Apprendere attraverso strumenti molteplici ed attivi
Gli interventi prevedono lutilizzo di metodologie didattiche diversificate a seconda degli obiettivi dellitinerario e delletà degli alunni. Verranno alternati pertanto, anche durante lo stesso incontro, sì le lezioni frontali, ma soprattutto alcune tecniche di animazione delle lezioni (ad es. il role-playing, le simulazioni, il circle-time etc...) tanto più efficace perché risultato prima di unesperienza emotiva e poi, di una rielaborazione cognitiva.
3) Apprendere attraverso lo strumento del gruppo
Le relazioni interpersonali che si strutturano allintreno di un gruppo-classe, sono uno strumento essenziale per lo sviluppo cognitivo, relazionale e sociale degli alunni adolescenti.
Tra le valenze positive delle relazioni tra pari sottolineamo lopportunità di: apprendere atteggiamenti, valori e conoscenze attraverso lidentificazione con lAltro che possiede competenze apprezzate ("peer education"); facilitare il superamento di tendenze egocentriche con lacquisizione di punti di vista più ampli e complessi;consentire di sperimentare una gamma di ruoli sociali che aiuta ad integrare la rappresentazione di sé. E per queste ragioni che tutti i percorsi prevederanno momenti di lavoro di gruppo, che facilitino lapprendimento tramite la cooperazione ("cooperative learning").
Ciascun incontro si sviluppa in almeno 5 incontri di due ore a cadenza settimanale.
Durante lo svolgimento degli incontri, soprattutto per le scuole elementari e medie inferiori, riteniamo indispensabile, per garantire la continuità tra lattività scolastica ed il laboratorio, la presenza dellinsegnante, quale osservatore in una situazione privilegiata (eventuali variazioni in merito, connesse a circostanze particolari, verranno preventivamente concordate con gli insegnanti).
Per gli stessi motivi abbiamo ritenuto utile inserire anche due incontri di unora con gli insegnanti: uno iniziale e uno a percorso ultimato.
Lobiettivo dellincontro iniziale é quello di presentare agli insegnanti in modo completo e dettagliato il laboratorio e le sue finalità e contemporaneamente di avere da loro degli elementi di conoscenza del gruppoclasse per strutturare in maniera più "personalizzata" gli incontri.
Nellincontro finale di verifica con gli insegnanti verranno invece presentati gli elementi emersi nel corso del laboratorio, evidenziando risorse e difficoltà incontrate in merito al raggiungimento degli obiettivi ed elaborando eventuali strategie di prosecuzione dellintervento.
Lo svolgimento dellitinerario si verificherà con i ragazzi nel corso dellultimo incontro, con il duplice scopo di fornire agli alunni la possibilità di riflettere sul percorso attraverso una rielaborazione personale dellesperienza nonché di esprimere una valutazione soggettiva multidimensionale su ciò che si é fatto.
In alcuni itinerari (per esempio di educazione sessuale ed affettiva) é prevista, facoltativamente, la presentazione e la verifica oltre che con i docenti, anche con i genitori, da concordare anchessa con il conduttore in fase di progettazione.
2.2.1 EDUCAZIONE SESSUALE AFFETTIVA
FINALITA ED UNITARIETA' DELL' INTERVENTO
L O.M.S. definisce la salute sessuale come l integrazione degli aspetti somatici, affettivi, intellettivi e sociali dell essere sessuato realizzata in maniera che valorizzi la personalità e la comunicazione (O.M.S. 1975).
Nella scuola italiana l educazione sessuale-affettiva si inserisce nell ambito degli interventi previsti dalla legge 162/90 che promuove e coordina le attività di educazione alla salute in generale.
In effetti un percorso di educazione e di formazione alla sessualità e all' affettività deve tener conto di come la sfera sessuale non sia solo una funzione specifica dell'organismo, ma un elemento che attraversa tutti gli ambiti dell'esperienza.
Educare alla sessualità e all affettività significa trasmettere una concezione dell esistenza, una visione dell uomo in rapporto ai suoi simili che va inserita in un progetto educativo generale di sviluppo della personalità e delle potenzialità di ognuno.
La finalità dei percorsi educativi proposti consiste nel guidare i ragazzi ad esprimere atteggiamenti positivi verso la sessualità ed il proprio corpo, ad attuare scelte autonome e responsabili nel comportamento di relazione ed in particolare nella sessualità ed a rispettare sè e gli altri nella diversità delle loro opinioni e delle loro scelte.
Ciò in considerazione del fatto che la maturità sessuale non può essere data per scontata in base alla maturazione fisiologica, all evoluzione cronologica o alla mediazione sociale degli individui, ma si pone come obiettivo da coltivare e da raggiungere, attraverso percorsi articolati nel tempo.
L unitarietà sostanziale degli interventi è data dalla concezione di educazione sessuale e affettiva che sorregge e informa gli itinerari; il nostro progetto educativo attraversa le fasi salienti dell arco evolutivo, offrendo un accompagnamento educativo-formativo specifico nella prima adolescenza e nell adolescenza, rispondendo ai bisogni di informazione, di orientamento e di senso che, soprattutto gli adolescenti esprimono, con modalità talvolta drammatiche.
Infine la scomposizione in quattro dimensioni (biologico-riproduttiva, socio-culturale,relazionale e ludica), anche se artificiosa, consente di individuare e ordinare gli obiettivi specifici che ci poniamo rispetto alle varie fasce di età (2° ciclo della scuola elementare, scuola media inferiore, scuola media superiore).
NOTE DI METODO
Partendo dal presupposto che l' educazione sessuale deve essere il più possibile personalizzata e che é importante prevedere interventi separati e iniziative differenziate per età e sesso, ci sembra opportuno, data la complessità e la delicatezza del tema, esplicitare ulteriormente alcune specificità di metodo degli interventi nella scuola elementare, media inferiore e superiore.
Nella scuola dell obbligo, che prelude e in parte coincide con i primi esordi adolescenziali, l insegnante é riferimento educativo unico e l' esperienza ed i riferimenti teorici consigliano di affrontare le tematiche legate alla sessualità e all' affettività attraverso percorsi trasversali alle diverse attività avviate nella scuola; parallelamente a ciò si evidenzia l importanza di creare spazi ad hoc gestiti con il contributo di esperti, sia in appoggio agli insegnanti per attività di formazione e consulenza, sia con interventi diretti con gli alunni, progettati in collaborazione con gli insegnanti stessi.
Nella scuola media superiore invece è il gruppo di pari il riferimento ed il contesto ove realizzare il rispecchiamento di sé nel senso più ampio del termine, anche rispetto alle esperienze e alle aspettative connesse alla sfera sessuale e affettiva.
In questo caso il conduttore avrà tra i suoi obiettivi quello di creare un clima di apertura, fiducia e accettazione, che favorisca il confronto e lo scambio tra i ragazzi.
QUATTRO DIMENSIONI PER ORIENTARE L EDUCAZIONE SESSUALE E AFFETTIVA
Si può strutturare l area di apprendimento dell educazione sessuale in quattro dimensioni:
BIOLOGICO-RIPRODUTTIVA
SOCIO-CULTURALE
RELAZIONALE
LUDICA
Dopo averle sinteticamente definite indicheremo per ciascuna di esse gli obiettivi specifici che ci poniamo, commisurati all età dei bambini o dei ragazzi.
La dimensione BIOLOGICO RIPRODUTTIVA analizza lo sviluppo della sessualità sotto il profilo dei mutamenti biologici, non disgiunti da quelli psicologici. I temi da approfondire riguardano la conoscenza del corpo e delle sue funzioni, fondamentale per una comprensione di sé e delle proprie relazioni con gli altri, con un' attenzione ai fenomeni che il corpo veicola (tra questi la comunicazione, la sessualità, la riproduzione).
Si sottolinea che lo spazio dato a questa dimensione nell economia dei 5 incontri previsti, sarà proporzionale a quanto già trattato dagli insegnanti in classe nell ambito delle discipline scientifiche.
La dimensione CULTURALE si riferisce all assunzione dei ruoli sessuali maschili e femminili con i fattori che la determinano (biologici, culturali, storici, antropologici e relazionali) in quanto l identità di genere comporta l adozione di schemi di comportamento ritenuti socialmente adeguati.
La dimensione AFFETTIVA, nell espressione dei propri sentimenti e delle proprie emozioni e nella comprensione di quelli altrui accompagna sempre la sessualità: la competenza ad instaurare relazioni positive e gratificanti è considerata presupposto per vivere in modo positivo e soddisfacente anche la propria sessualità.
La dimensione LUDICA considera la sessualità anche come gioco, scambio, coinvolgimento reciproco: dare e ricevere piacere presuppone la capacità di comunicare attraverso il corpo sapendo ascoltare i desideri dell altro e trasmettere i propri attraverso molteplici sensazioni ed emozioni. L esperienza del piacere é vista in termini evolutivi definendone le forme principali nelle varie età.
SECONDO CICLO DELLA SCUOLA ELEMENTARE
OBIETTIVI SPECIFICI
Biologico-riproduttiva
-denominare e conoscere gli organi genitali maschili e femminili e le loro funzioni
-descrivere le fasi di crescita dell individuo e le loro caratteristiche con particolare riguardo alla pubertà
-conoscere il processo della fecondazione, la gravidanza e il parto
Socio-culturale
-saper discriminare abitudini e comportamenti tipicamente maschili e femminili
-prendere in esame l aspetto storico, sociale e culturale nell attribuzione dei ruoli sessuali
-comprendere le possibilità della flessibilità e dello scambio dei ruoli sessuali
Relazionale
-riconoscere dalle espressioni le diverse emozioni ed arricchire il proprio vocabolario emotivo
-analizzare gli episodi emotivi
-analizzare vari tipi di comportamento: passivo, aggressivo
-riconoscere le qualità di un amico
Ludica
-descrivere i comportamenti piacevoli che contribuiscono a unire le persone
-descrivere le varie forme con cui ci si può scambiare affetto e amore nelle varie età
SCUOLA MEDIA INFERIORE
OBIETTIVI SPECIFICI
Per quanto concerne il percorso proposto, vengono ribaditi gli stessi obiettivi prospettati per il 2° ciclo della scuola elementare, approfonditi nel contenuto e adattati nella forma, commisurati all' età e al livello di maturità dei ragazzi.
In particolare, ciascuna dimensione si arricchisce dei seguenti obiettivi:
Biologico-riproduttiva
-descrivere i cambiamenti che avvengono nel corpo durante la pubertà e riconoscere i pensieri e le emozioni ad essi collegati
-comprendere le responsabilità della scelta di avere un figlio
-conoscere il significato della contraccezione e i principali metodi contraccettivi
-conoscere le principali malattie a trasmissione sessuale e i comportamenti preventivi
Socio-culturale
-saper individuare il ruolo dei mass-media nell' apprendimento degli stereotipi sessuali
Relazionale
-comprendere i bisogni sottesi all' amicizia e saper sviluppare le amicizie
-riconoscere le qualità che più desideriamo negli amici
-riflettere sull' innamoramento, sui suoi aspetti positivi e negativi, sulle proprie esperienze ed aspettative
Ludica
-l' autoerotismo
-disporre di alcuni elementi di comprensione rispetto all omosessualità e soprattutto alle fantasie ad esso connesse nella fase adolescenziale
SCUOLA MEDIA SUPERIORE
OBIETTIVI SPECIFICI
Anche per quanto riguarda la Scuola Media Superiore, citiamo unicamente gli obiettivi specifici che si aggiungono a quelli previsti per la scuola dell obbligo.
Biologico-riproduttiva
-approfondimento sul significato della contraccezione e sui metodi contraccettivi
-informazione e prevenzione, in particolare per quanto riguarda l' AIDS e le malattie sessualmente trasmesse, isistendo sull aspetto "formativo" oltre che informativo, in considerazione del fatto che spesso i ragazzi sono informati ma ciò non li porta ad adottare effettivamente comportamenti preventivi
-confronto con il conduttore e in gruppo su alcuni temi specifici legati alle malattie sessualmente trasmesse: distinzione tra comportamento a rischio versus categoria a rischio; modalità di trasmissione e prevenzione; i rischi dell' emarginazione; i motivi che producono una rappresentazione "lontana" dell A.I.D.S. in particolare...
Socio-culturale
-individuare e analizzare criticamente quale modello di uomo e di donna viene proposto dai mass-media e in generale dalla società odierna
-aumentare la consapevolezza dei ragazzi sugli stereotipi legati ai ruoli di genere
-riflettere sul concetto di normalità in relazione ad alcuni comportamenti sessuali
Relazionale
-stimolare la conoscenza reciproca all interno del gruppo classe e in particolare tra ragazzi e ragazze attraverso il confronto sui diversi modelli ideali di uomo e di donna
-far riflettere i ragazzi sui propri vissuti in relazione all identità sessuale e al rapporto con l'altro sesso
-stimolare la riflessione in merito all' interdipendenza tra le dimensioni della sessualità, dell'affettività e della responsabilità
Ludica
-stimolare i ragazzi a riflettere sulla dimensione del piacere e sul suo significato nelle relazioni di coppia
-la pornografia
2.2.2. RELAZIONE, GESTIONE DEL CONFLITTO E COOPERAZIONE ALLINTERNO DEL GRUPPO CLASSE
FINALITA DELLINTERVENTO
La finalità dell itinerario su relazione, gestione del conflitto e cooperazione si ispira al costrutto di empowerment, inteso come atto di acquisizione di potere, cioé di conoscenze, competenze, modalità relazionali, che permette all individuo di affrontare con fiducia, creatività, progettualità, gli eventi che si presentano nel corso dell esistenza.
Tale obiettivo ben si inserisce nella fase adolescenziale, caratterizzata da cambiamenti che preludono ad una ristrutturazione e ridefinizione della propria identità, nonché delle proprie relazioni.
In particolare l attenzione si focalizza sull acquisizione di competenze relazionali all interno di uno specifico e significativo contesto, ovvero il gruppo classe, con l intento di favorire rapporti positivi tra gli studenti.
Verrà dato spazio alla conoscenza reciproca e a momenti di confronto e riflessione sui processi che orientano una classe a diventare gruppo, esplicitando e contestualizzando i meccanismi della cooperazione, del conflitto, della partecipazione e dell' esclusione.
Il raggiungimento di tale scopo si colloca e trova fondamento e valore nell' ambito della teoria del cooperative learning, che promuove le crescita del gruppo classe non solo come spazio privilegiato di socializzazione, ma anche come strumento per migliorare l' apprendimento e la motivazione a costruire processi di elaborazione dei contenuti da parte dei ragazzi.
NOTE DI METODO
L itinerario sulla relazione può essere realizzato sia nelle Scuole Medie Inferiori che Superiori, adattando le tecniche all età dei ragazzi e alla specificità del gruppo classe.
Al fine di accrescere l incisività e l efficacia dell intervento evidenziamo alcune precondizioni di metodo, ossia:
Precisa contestualizzazione dell intervento, che acquista pieno significato ed efficacia se realizzato in momenti strategici per la classe, ovvero: l inizio dell anno scolastico con le prime classi o con gruppi neoformati, per i quali si accentuerà l aspetto della conoscenza e dell approccio cooperativistico; con gruppi o sottogruppi caratterizzati da forte conflittualità o competitività tra pari o nei confronti dell istituzione; come fase precedente e preparatoria rispetto ad altri interventi ecc.
Coinvolgimento e sinergia con il corpo docenti in tutte le fasi della
realizzazione, al fine di inserire a tutti gli effetti l' intervento nella
programmazione didattica.
OBIETTIVI SPECIFICI
Identità
-Stimolare alla conoscenza di sé come presupposto per relazionarsi con laltro
- Riflettere sulla comunicazione ( distinzione tra aspetti di contenuto e di relazione, distinzione tra linguaggio verbale e non verbale...)
- Elaborare modalità efficaci per comunicare agli altri aspetti di sè
- Far sperimentare al singolo sentimenti di accettazione e fiducia e aiuto reciproco, che favoriscano l' integrazione degli studenti che sono o si sentono emarginati, riducendo i rischi di isolamento
Relazione all interno del gruppo di pari
- Creare uno spazio di socializzazione positiva all' interno della classe, favorendo la conoscenza e l' interazione tra studente e studente ed eventualmente tra sottogruppi
- Creare contesti di autovalutazione, valutazione individuale e di gruppo delle esperienze realizzate
Cooperazione
- Sensibilzzare e far sperimentare situazioni di gruppo collaborativo e non competitivo
- Riflettere con i ragazzi sulle possibilità di realizzare situazioni di gruppo collaborativo nella quotidianità della vita scolastica
Gestione del conflitto
- Rendere consapevoli i ragazzi dei conflitti presenti all interno dellistituzione scolastica e all interno del gruppo classe
- Far riflettere sul significato positivo del conflitto, inteso come occasione di crescita, di comunicazione tra parti diverse
- Far sperimentare tecniche di gestione e di risoluzione creativa del conflitto
2.2.3 I MOLTEPLICI VOLTI DELLA DIPENDENZA E LEDUCAZIONE ALLAUTONOMIA
FINALITA' DELL INTERVENTO
Con lacquisizione di nuove attitudini emotive e cognitive, ladolescente matura una diversa capacità di riflessione circa la specificità della sua identità personale e dellunicità della sua esperienza.
La costruzione della propria identità richiede risorse e capacità notevoli: si tratta di accedere ad un livello di autonomia e di "maturità" capace di attribuire coerenza ai molteplici campi di esperienza, di tenere insieme le diverse espressioni di un "Io" che si esprime come "multiplo" (J. Elster, 1985), di scrivere una biografia unitaria, legando la storia passata con quella futura.
Lautonomia personale comporta, quindi, la sperimentazione e la valorizzazione del Sè allinterno delle relazioni di appartenenza e attraverso il confronto con altri.
Si tratta di una tappa estremamente delicata della crescita evolutiva: solo questa nuova capacità di controllo, combinata con la disponibilità al cambiamento ed alla sperimentazione delle alternative, sarà in grado di garantire quel livello di autonomia sufficiente a porsi come alternativa alle diverse forme di dipendenza e di condizionamento.
Ogni dipendenza è una reazione difensiva ed una fuga , un riconoscimento di mancanza di autonomia, unombra sulle capacità dellIo.
Ladolescente sperimenta, sempre più spesso, la solitudine, il senso del vuoto ed una diffusa sensazione di incertezza che lo porta a dubitare del proprio valore, della propria normalità, a volte anche degli affetti che lo circondano.
La dialettica tra leffettiva dipendenza affettiva, economica, decisionale e la spinta allemancipazione che pure avverte fortemente, tende ad esasperarsi: ha bisogno di provarsi, è in ricerca di luoghi e di tempi per decretare la propria autonomia.
In tale contesto, particolarmente là dove i valori del radicamento e della tradizione hanno perso il loro potere di riferimento, qualsiasi forma di comportamento (non solo quindi certe sostanze chimiche) può creare dipendenza.
Una interpretazione esclusivamente "medicalizzante" (o vagamente psicologica: "il disagio giovanile....") dei fenomeni di dipendenza devierebbe anzi lattenzione degli intimi legami di questi con gli stili di vita della popolazione e con i processi dellidentità del Sé.
I fenomeni della dipendenza vanno studiati allinterno di una società nella quale la tradizione è stata spazzata via e nella quale il progetto riflessivo dellIo assume unimportanza speciale.
Nell'adolescenza il tema della "dipendenza" acquista una risonanza interiore molto forte poiché si innesta sul percorso di individuazione-separazione che l'adolescente porta avanti.
Il percorso sul tema delle dipendenze si pone allora come momento di presa di coscienza e di elaborazione personale dei diversi aspetti connessi al crescere nella direzione della propria autonomia personale.
Si cercherà allora di affrontare non solo e non tanto il problema della dipendenza da sostanze psicoattive, quanto piuttosto di prendere in esame le caratteristiche dellautonomia personale, di approfondire l analisi delle diverse forme di dipendenza come atteggiamento presente nelle relazioni umane e quello della dipendenza matura.
OBIETTIVI SPECIFICI
-Stimolare i ragazzi a prendere coscienza dell'importanza del gruppo di pari nella loro vita quotidiana e nel processo individuale di costruzione di identità
-Approfondire insieme ai ragazzi il ruolo che possono giocare le dinamiche all'interno del gruppo dei pari per il consolidarsi di una dipendenza
-Analizzare in specifico diverse forme di dipendenza: cibo, sesso, lavoro, fumo, droghe, gioco di azzardo, shopping, dipendenza affettiva...
-Disamina di tutte le possibili dipendenze da sostanza chimica e delle conseguenze psico-fisiologiche correlate, lasciando spazio a dubbi, domande e alle esigenze di chiarificazione dei ragazzi
2.2.4 L ORIENTAMENTO SCOLASTICO
La veloce trasformazione dellattuale assetto del mercato lavorativo e la constatabile non-sequenzialità tra percorso formativo/scolastico e professione svolta, sono alcuni tra i fattori che interrogano sulla necessità di pensare ad una scelta scolastica "orientata".
In particolare nella scuola media lorientamento ad una scelta efficace del proprio percorso formativo, appare necessario in considerazione della precocità della stessa, della pluralità dei punti di vista degli attori significativi coinvolti nel processo (alunni, genitori, insegnanti e gruppo dei pari) nonché di un preciso mandato istituzionale a cui la Scuola Media é chiamata a rispondere.
Lattività di orientamento scolastico-professionale deve dunque essere intesa come una modalità di eduaczione permanente che promuove lo sviluppo della personalità dellalunno nella sua interazza nellarco dei tre anni di Scuola Media.
Allinterno di quasta prospettiva, proponiamo una serie di incontri con gli alunni delle classi terze per focalizzare ed analizzare, singolarmente ed in gruppo, le interazioni tra aspettative proprie ed altrui, interessi ed aspirazioni implicate con la imminente scelta scolastica e/o lavorativa, nonché discutere e confrontare le principali caratteristiche degli attuali percorsi formativi delle Scuole Superiori.
In riferimento a questo itinerario, si evidenzia lopportunità di affiancare al percorso con i ragazzi, quello con i loro genitori.
FINALITA DELLINTERVENTO
Aiutare una persona alle prese con una decisione che rigurda il suo fututro lavorativo o scolastico può significare molte cose: può voler dire suggerire a quella persona la decisione più saggia da prendere, o fornirle informazioni supposte esaurienti e "neutrali" come base per la scelta oppure.....intervenire nel direzionare una scelta può significare rendere espliciti al soggetto i passaggi che segnano il percorso del suo processo decisionale e indicare i pericoli che lo possono insidiare (Arcuri, 1995).
Per fare ciò é quindi necessario prendere in carico le informazioni disponibili nellambiente e successivamente elaborarle criticamente, poiché la sola acquisizione di informazioni non é garanzia di per sé di un utilizzo efficace delle stesse.
OBIETTIVI SPECIFICI
Riflessione sul significato del processo di scelta come espressione di sé
Analisi dellinterazione tra le dimensioni delle attitudini, degli interessi e delle aspirazioni implicate nella decisione in esame
Auto ed eterovalutazione delle proprie attitudini scolastiche
Analisi del ruolo delle informazioni e delle suggestioni che possono influenzare il processo decisionale
Presentazione, attraverso la metodologia attiva dei percorsi formativi delle Scuole Medie Superiori
I percorsi ad hoc rappresentano il versante di sperimentazione e ricerca della cooperativa nellambito scolastico.
Per percorsi ad hoc intendiamo quei percorsi che vengono sperimentati per un determinato Istituto in base a specifiche esigenze e necessità e sui quali si investe in termini di impegno e professionalità.
Si tratta a volte di itinerari pensati quando si individua un gruppo-classe con particolari dinamiche tra i suoi membri, quando una realtà territoriale difficile viene a riflettersi inevitabilmente sulla qualità della vita degli studenti che frequentano la scuola, quando un Istituto manifesta un grosso incremento di drop-out tra gli studenti del biennio e ogniqualvolta vengono individuati dal corpo insegnanti problemi specifici che si vuole provare ad affrontare in maniera nuova.
I percorsi ad hoc vengono perciò elaborati sulla base dellanalisi di una domanda specifica, venuta da corpi docenti che ci hanno interpellato sulla base di una collaborazione già avviata attraverso la realizzazione degli itinerari consolidati.
A titolo esemplificativo citiamo i percorsi:
analisi della demotivazione scolastica (Istituto Giulio 1996-97)
disturbi dellalimentazione e dipendenza affettiva (Istituo Santorre di Santarosa a.s. 1996-97; 1997-98 Istituto Giulio a.s. 1999-2000)
lidentità e la conoscenza di sé (Istituto Pininfarina A.s. 1996-97; 1999-2000)
il drop-out scolastico: itinerario formativo e ricerca-intervento (Istituto Majorana a.s. 1997-98)
educazione ambientale: itinerario formativo e ricerca-intevento in rete con altre realtà associative sulle scuole elementari e medie della circoscrizione X ( progetto in fase di attuazione)
autostima (Istituto Pininfarina a.s. 1999-2000)
E nostra intenzione continuare ad incrementare queste forme di collaborazione perché ci consentono di arricchire gli interventi, a livello di analisi della situazione e di definizionedegli strumenti operativi, al fine dii rispondere efficacemente e con flessibilità alle problematiche che di volta in volta emergono.
La logica sottesa é che gli itinerari, quelli consolidati e quelli ad hoc, costituiscono un evento significativo (per i contenuti e per la specificità della metodologia), ma anche uno strumento per avviare un dialogo Scuola Territorio orientato ad una progettazione integratate a forme di collaborazione non episodiche.
La domanda di formazione da parte di quanti svolgono un ruolo educativo si é fatta più insistente e al contempo maggiormente esigente.
E maturata la consapevolezza delle sfide che il compito educativo chiama ad affrontare.
La complessità crescente di questo nostro tempo, i processi di cambiamento e trasformazione sempre più rapidi, le nuove competenze da acquisire, presuppongono nellinsegnante non solo il saper essere e il saper fare, ma anche il "saper divenire".
La formazione perciò non può venire intesa oggi, come semplice trasmissione di sapere o di competenze ma piuttosto come costruzione di uno spazio comune per pensare e ripensarsi.
Per questo lintervento formativo non può essere sporadico, deve diventare permanente per poter incidere sul piano culturale, rimettere in discussione concezioni e atteggiamenti ed attivare nuove capacità.
3.1.1. IL METODO
Lidentità di un percorso formativo molto dipende dalla metodologia utilizzata e dalla sua struttura organizzativa: come si costruisce la conoscenza, come si trasmette il sapere, come si comunicano i valori.
I partecipanti sono innanzi tutto portatori di un sapere costruito a partire dalle esperienze da essi maturate: sono attori e protagonisti del proprio percorso formativo. Ogni singolo partecipante al training si pone nel gruppo con la propria "storia" e con un proprio "stile" personale di gestire affetti ed emozioni: si costituisce un "gruppo" con proprie dinamiche interne e con una propria specificità.
Lavorare in gruppo e insieme al gruppo per un obiettivo comune, significa operare in un laboratorio esperienziale che permette lemergere di un "clima di gruppo" che può favorire il benessere dei singoli e migliorare la qualità del lavoro.
Inoltre la narrazione e la discussione casi, lesercitazione alla costruzione di "narrazioni dal quotidiano", lapprofondimento della conoscenza e la riflessione sulla realtà in cui i partecipanti vivono e operano quotidianamente, li guideranno ad una maggiore consapevolezza delle valenze positive implicite nel loro impegno professionale quotidiano e nel servizio educativo che già esercitano. Il "metodo dei casi" propone lo studio di situazioni reali che i partecipanti si trovano ad affrontare per sperimentare e sviluppare le proprie capacità di analisi e di diagnosi ed esercitarsi nei processi di decisione e di intervento.
Si impara a coniugare costantemente azione e riflessione, ad immedesimarsi nei ruoli in gioco, nelle situazioni concrete esaminate in modo che il processo formativo possa servire ad ogni partecipante per acquisire uno stile personale da applicare al proprio lavoro.
Gli incontri si svolgeranno secondo una metodologia di tipo attivo con momenti di elaborazione personale, discussione, approfondimento, attivazioni nei gruppi di lavoro.
Il percorso di formazione viene attivato con un minimo di 8 partecipanti e viene chiuso con il massimo di 20.
3.1.2. STRUTTURA DEL PERCORSO
Il training formativo si suddivide in due moduli. Prevede quindi un percorso evolutivo di gruppo: dal suo costituirsi come "qualcosa di più e di diverso dalla somma dei singoli individui che lo compongono" (Bion) al divenire un gruppo di lavoro formato da professionisti "esperti" nel campo delleducazione.
Il secondo modulo prevede quindi lacquisizione di competenze ma soprattutto lacquisizione della capacità di lavorare allinterno di un gruppo, con la consapevolezza che le dinamiche emotive che emergono al suo interno possono, se affrontate ed elaborate, divenire strumento di crescita del gruppo stesso e facilitare il raggiungimento degli obiettivi prefissati.
I modulo : "Le dinamiche di gruppo, l'approccio del cooperative learning e la comunicazione emotiva"
5 incontri della durata di 2 ore a cadenza quindicinale
Obiettivi:
Presentazione dei partecipanti ed esercizi di riscaldamento. Analisi della domanda e obiettivi del training formativo per i singoli partecipanti.
Elaborazione e discussione delle dinamiche del gruppo di lavoro. Prima definizione degli aspetti problematici che ostacolano il raggiungimento degli obiettivi e ricerca delle risorse che invece potrebbero facilitare il lavoro stesso.
Riflessione sulla comunicazione e lascolto allinterno di un contesto gruppale: analisi di alcune strategie di comunicazione nel gruppo-classe e valorizzazione delle competenze comunicative e sociali del singolo insegnante.
La comunicazione "emotiva" e la gestione dei comportamenti aggressivi: la modulazione del "clima" del gruppo-classe. Lobiettivo é di evitare che una rigidità emozionale delladulto blocchi gli spazi di cambiamento del ragazzo.
Lapproccio a gruppi-classe problematici e ai "casi difficili" che si possono presentare, cercando di superare il senso di inadeguatezza e la conseguente sensazione di svalutazione di sé sul lavoro. Valutazione dei fattori di rischio predittivi di un disturbo psicopatologico.
II modulo: " Gruppo di discussione casi"
un incontro di due ore a cadenza mensile
Obiettivi:
Analisi e discussione di casi problematici presentati dal gruppo degli insegnanti, ponendo attenzione alle interconnessioni tra i diversi nodi della "rete" in cui é inserita la scuola (famiglia, isituzioni sanitarie pubbliche e private, associazioni religiose e sportive etc.)
Partendo dallanalisi di casi concreti, attivare e sviluppare competenze di gruppo e individuali, al fine di poter attuare un gioco di squadra che possa coinvolgere in modo coerente le diverse figure di riferimento educativo dei ragazzi.
Offrire strumenti teorici e sviluppare la conoscenza psicologica rispetto a problematiche specifiche presenti in un dato contesto scolastico e che emergono in modo più evidente dai casi presentati: problematiche delletà evolutiva, grave disagio socio-ambientale, disturbi dellalimentazione, tossicodipendenza e alcolismo....
Follow-up
un incontro di due ore a distanza di un mese dal termine degli incontri del primo o del secondo modulo.
Obiettivo:
una valutazione rispetto al training svolto, considerando il punto di vista dei singoli partecipanti e il punto di vista del gruppo di lavoro.
Si valuteranno gli obiettivi raggiunti e gli aspetti rimasti insoluti, le delusioni rispetto alle aspettative inizali, le risorse attivate e le nuove competenze acquisite. Si faranno proposte, critiche e aggiustamenti per progettare insieme itinerari futuri.
3.1.3. PROPOSTE FORMATIVE BREVI
Si tratta di seminari di formazione articolati in tre incontri su tematiche specifiche che possono rientrare nel percorso di aggiornamento annuale per insegnanti.
In particolare, i percorsi si strutturano sulla base delle esigenze specifiche degli insegnanti di un particolare Istituto Scolastico e in base alla fascia di età degli studenti con cui si é in un rapporto formativo-educativo.
Gli argomenti proposti per i seminari sono:
1- L'adolescenza difficile
2- Le tossicomanie e i disturbi dell'alimentazione
3- Aspetti problematici dell'età evolutiva: alcuni cenni sui disturbi dell'apprendimento
3.2.1. PREMESSE E FINALITA GENERALI DELLINTERVENTO
Le famiglie si trovano oggi sottoposte a un doppio messaggio dal quale sembra difficile uscire. Da una parte si sottolinea che dalla qualità di vita della famiglia dipende la vita della società tutta, perché la crescita della persona determina la crescita della comunità così come la serenità e il ben-essere dei genitori condiziona la serenità e il ben-essere dei figli. Dallaltra però, i genitori vedono fortemente ridotto lo spazio e lefficacia della loro azione educativa per una molteplicità di motivi: la concorrenzialità dei mass-media, lattrattiva di modelli culturali di riferimento, il fascino seduttivo di stili di vita sovente distorti e devianti, etc.
Pertanto, mentre i genitori si vedono addossata una grande responsabilità, nello stesso tempo, prendono sempre più coscienza dei rischi a cui i figli, nellarco delletà evolutiva, sono sottoposti e della difficoltà ed incertezza della loro opera educativa.
Da queste considerazioni e dalla convinzione che la famiglia costituisca una risorsa preziosa allinterno delle politiche di prevenzione e di lotta al disagio giovanile, é nata lidea di strutturare degli itinerari appositamente studiati per i genitori.
Nella nostra metodologia preferiamo parlare di itinerari educativi con i genitori. Ci pare sia importante non offrire loro situazioni formative rigide, con programmi prestabiliti ai quali siano costretti ad adattarsi, assumendo un ruolo di destinatari passivi. Crediamo sia utile offrire insieme a delle informazioni scientificamente corrette, uno spazio di contatto con se stessi, di accoglienza delle loro esperienze e dei loro vissuti, di condivisione, di rielaborazione, di confronto delle pratiche educative con altri genitori.
Tutto ciò in modo che le esperienze, la loro creatività di persone prima, e di genitori poi, possano essere messe in primo piano e non svuotate del loro profondo significato, attraverso lofferta di soluzioni preconfezionate da parte di "esperti " delleducazione o della psicologia.
Utilizziamo il termine educativi, in quanto, in questa parola ritroviamo, sia lidea di asimmetria che di reciprocità: chi educa viene a sua volta educato dalleducando, in una situazione di inter-relazione e circolarità con laltro; il suo agire ha unintenzionalità chiara ed aperta.
Perchè con , ce lo ricordano tanti pedagogisti, da Socrate a Froebel, da Don Milani a Freire, fino ai nostri giorni: leducazione per sua natura non è "per" o "sulle" persone, ma sempre con, perchè chi educa davvero si pone in una relazione di interdipendenza e circolarità "con" laltro.
Pertanto, le finalità dellitinerario sono:
Promuovere autostima
Fornire ampi spazi di dibattito e confronto tra le famiglie
Fornire strumenti per aumentare le proprie competenze educative
Rivalutare la propria condizione di " adulto in crescita "
Sviluppare creatività per produrre cambiamenti
Aumentare le conoscenze relative alle problematiche legate alle fasi delletà evolutiva, con attenzione alle varie implicazioni psicologiche-relazionali
Fornire ampi spazi di confronto e dibattito
Favorire il collegamento e la collaborazione tra Scuola e Genitori
3.2 .2 METODOLOGIA E STRUTTURA DEGLI INCONTRI
Litinerario educativo che la Cooperativa propone, è centrato sul rinnovamento qualitativo dei processi educativi. La nostra metodologia fa riferimento alla psicologia di comunità mettendo in atto l "empowerment", quale processo in cui lindividuo ottiene padronanza e controllo della propria vita e acquisisce riconoscimento, consapevolezza, ampliamento delle proprie risorse, nella conoscenza del proprio mondo di appartenenza.Condividiamo inoltre la teoria elaborata da C. Rogers, dellapproccio centrato sulla persona, secondo cui ogni persona possiede la capacità di gestire il suo processo di autorealizzazione, durante il quale, la creatività della persona viene messa in primo piano.
Sulla base di queste considerazioni, il nostro itinerario non è strutturato in una serie di conferenze tenute da esperti, ma intende essere uno strumento di formazione partecipata, secondo il modello del gruppo eterocentrato sul compito.
Crediamo sia utile offrire ai genitori (insieme a delle informazioni scientificamente corrette), uno spazio :
di contatto con se stessi, dove poter definire e comprendere i propri bisogni e attualizzare le proprie risorse;
di accoglienza delle loro esperienze e dei loro vissuti;
di condivisione, di rielaborazione, di confronto delle pratiche educative con gli altri genitori
Possono partecipare allitinerario i genitori iscritti, senza limite numerico.
Si formeranno gruppi di 15/20 persone, ogni gruppo avrà un conduttore.
La scelta del piccolo gruppo è giustificata dal fatto che esso possiede unintensa energia o potenziale formativo rispetto alle persone, in quanto, attraverso lidentificazione che lindividuo ha nel piccolo gruppo, è possibile unesperienza profonda ed autentica in cui risuonano tutte le dimensioni della comunicazione, dove è più facile condividere e rielaborare con gli altri le proprie esperienze.
Ogni incontro é articolato in tre momenti distinti:
lavoro teorico
Presentazione teorica dellargomento da parte del formatore, in modo da fornire materiale-stimolo per ripensare alla propria esperienza e poterla rielaborare in gruppo.
Laboratorio esperienziale.
Creazione di uno spazio finalizzato al pensare alla propria esperienza educativa-relazionale, per cercare strategie adeguate per attuare innovazioni possibili e realisticamente attuabili, mettendosi in gioco in prima persona, attraverso lutilizzo di tecniche di animazione (brainstorming, problem solving, simulate ecc.) .
Discussione in plenaria dellesperienza, confronto con il formatore e sintesi finale.
Momento finale di rielaborazione dei vissuti, degli interrogativi emersi nel corso dellincontro e dei rimandi mediati dal conduttore.
La proposta si articola in una serie di quattro incontri di due ore ciascuno, con cadenza settimanale, in orario da concordare con i genitori.
Gli incontri saranno condotti da un operatore esperto nella formazione adulti e nella conduzione di gruppo, con il ruolo di facilitatore.
Si evidenzia la necessità di una fase preliminare di progettazione (un incontro di unora) la quale, oltre a costituire un momento di conoscenza reciproca tra i genitori e il conduttore, sarà mirata a rilevare i bisogni formativi e a presentare litinerario nelle sue linee generali.
Analogamente agli Itinerari per i ragazzi, sulla base di una domanda formativa specifica, è possibile concordare con lequipe lelaborazione di un progetto per ad hoc per i genitori.
La metodologia potrà essere quella su esposta, oppure quella della conferenza-dibattito.
3.2.3 ITINERARI PROPOSTI
Comunicazione e Ascolto
OBIETTIVI SPECIFICI
-La capacità di entrare in empatia, lattenzione a cogliere e decodificare i bisogni, sono gli elementi determinanti per la costruzione di una comunicazione efficace con i figli. Dopo una breve presentazione teorica, ci si sperimenterà nella scoperta delle proprie modalità comunicative e nella possibilità di migliorarle.
-Analisi e discussione degli stili e degli assiomi comunicativi familiari.
-Riflettere sulle proprie modalità di ascolto allinterno della famiglia e stimolare il riconoscimento dei processi che guidano la possibilita di ascoltarsi e di ascoltare. Si proporrà "lascolto attivo" come modalità per la costruzione di una comunicazione effecace.
Educare alla Sessualità e allAffettività
OBIETTIVI SPECIFICI
-Nozioni sulla sessualità e sullo sviluppo sessuale, in riferimento alle fasi delletà evolutiva, con particolare attenzione alladolescenza.
-La comunicazione efficace per una buona educazione sessuale la capacità di rapportarsi in modo positivo con i figli per riuscire a decodificare in maniera efficace
i loro messaggi verbali e non.
-Rielaborazione delle emozioni (paure, ansie, preoccupazioni) che i genitori provano di fronte alladolescenza dei figli attraverso la riflessione sui propri vissuti personali di adolescenti.
-Nozioni sulle malattie a trasmissione sessuale e analisi dei comportamenti preventivi e degli atteggiamenti psicologici che favoriscono o inibiscono lacquisizione dei suddetti comportamenti.
Le Dipendenze
OBIETTIVI SPECIFICI
-Analisi del concetto di Dipendenza e delle dinamiche psicologiche ad essa connesse. Attraverso alcune attivazioni si cercherà di leggere la "dipendenza" all'interno della propria vita.
-Interpretazione e confronto sulle dipendenze alimentari che stanno assumendo, nella società attuale, sempre più rilevanza, come testimonia la diffusione tra i giovani delle cosiddette patologie alimentari : anoressia, bulimia ed obesità.
-Le dipendenze da tabacco e da alcool. L'attenzione si concentrerà sui significati
che questi tipi di dipendenze assumono nel mondo giovanile e sul ruolo del gruppo adolescenziale quale promotore di uniformità e ritualità.
-Le dipendenze da sostanze stupefacenti. Le droghe, vecchie e nuove, rappresentano la dipendenza più temuta sia dalla famiglia che dalla società stessa stessa. Si analizzeranno i significati che esse assumono per i giovani, le loro conseguenze tossicologiche e le implicazioni che ne discendono a livello dei rapporti delle famiglie coinvolte
4. LO SPAZIO D'ASCOLTO
FINALITA GENERALI
Nellambito della scuola media Superiore sembra particolarmente efficace creare uno Spazio di Ascolto per i ragazzi, sia durante che al di fuori dellorario scolastico.
La scuola rappresenta infatti un luogo "vicino" ed immediatamente accessibile per gli studenti. Allinterno della scuola lo Spazio di Ascolto si configura con una valenza non tanto di presa in carico terapeutica, quanto di promozione della salute e del benessere dei ragazzi.
Sottolineiamo che la collocazione di uno Spazio di Ascolto all'interno dei contesti normali di vita e di socializzazione dei ragazzi (come è la Scuola) è un fattore che ne favorisce l'accessibilità proponendosi come un Servizio "a bassa soglia" sia per visibilità sia, soprattutto, per la sua connotazione non orientata alla devianza o alla patologia.
Obiettivi dello Spazio di Ascolto sono:
offrire una prima accoglienza delle problematiche legate alla crisi adolescenziale fisiologica
orientare i ragazzi ad elaborare una domanda di chiarificazione e/o sostegno rispetto alle proprie esperienze e vissuti personali
mettere a disposizione dello studente una consulenza rispetto a tematiche specifiche (AIDS, droga, disturbi del comportamento alimentare...), realizzando un primo "aggancio"
fornire dei riferimenti alladolescente in merito alle agenzie presenti sul territorio
LO SPORTELLO
Lo Sportello di Ascolto é uno spazio di accoglienza e di orientamento, di ascolto e di sostegno gestito da psicologi competenti e disponibili.
E' un luogo in cui si è accolti per consultarsi da protagonisti su situazioni di cambiamento e di crescita, tipiche dell'età adolescenziale.
Lo strumento di intervento è il colloquio che, a seconda dei casi, privilegerà nella relazione con l'alunno l'aspetto dell'informazione, della chiarificazione, dell'orientamento.
Obiettivo prioritario dell'iniziativa è la prevenzione del disagio e la promozione di una migliore qualità di vita attraverso l'offerta di uno spazio di ascolto e di protagonismo all'interno della scuola, dove gli adolescenti possano sentirsi accolti con empatia e professionalità e trovare un sostegno nelle difficoltà dei loro percorsi di crescita e affermazione di sè.
Lo Sportello di ascolto non va dunque concepito come il luogo per il trattamento della patologia e della devianza, pena l'eccessiva connotazione in senso specialistico con il conseguente affermarsi di una immagine medicalizzante e la creazione di filtri di accesso.
La presa in carico dello studente nello Sportello. pertanto avrà il carattere della consulenza ad hoc in Istituto e, qualora se ne ravvisasse la necessità, orienterà l'alunno verso le risorse disponibili sul territorio. Tra queste, la Cooperativa Terra Mia che dispone di un Consultorio Giovanile aperto agli adolescenti del territorio (Consultorio Giovanile Terrainvista! ) in cui operano gratuitamente medici e psicologi e che potrà costituire una ideale prosecuzione dello Sportello per una eventuale presa in carico di sostegno psicologico degli alunni.
Si intendono concordare con i referenti del Progetto Salute dell Istituto le modalità più opportune per presentare lo Sportello ai ragazzi, alle famiglie e al corpo docenti.
TEMPI DI REALIZZAZIONE
A partire dal mese di Ottobre per almeno 6 mesi.
Si ipotizzano, in relazione alle richieste della scuola, 2-3 ore di apertura settimanali, in parte in orario di lezione.
LO SPAZIO DI ASCOLTO SI APRE AL GRUPPO.....
Durante ladolescenza il gruppo dei pari viene ad assumere unimportanza rilevante per la strutturazione dellidentità del futuro adulto: gli adolescenti in gruppo sentono meno la paura legata alle dimensioni del crescere e dellautonomizzarsi dal contesto della famiglia dorigine, nel gruppo si perdono e si trovano...
Proprio per questa funzione di "puntello" della personalità delladulto nascente, il gruppo si pone come una grandissima risorsa che ha però insite dentro di sé valenze creative funzionali alla crescita sana e valenze distruttive che conducono facilmente alla devianza.
Il comportamento e latteggiamento relazionale che un adolescente attiva allinterno di un gruppo di coetanei, permette allosservatore competente di evidenziare ed elaborare difficoltà nella gestione corretta della propria affettività: blocchi emotivi che causano insicurezze e conseguente sensazione di inadeguatezza, acting out aggressivi o sessuali che rimandano ad una difficile gestione del proprio patrimonio istintuale, aggressività che mal incanalata si trasforma in rabbia, autodistruttività e trasgressione deviante.
METODOLOGIA
La metodologia utilizzata nella conduzione di gruppo si caratterizza per la flessibilità in base alle esigenze ed ai bisogni che via via emergeranno nel gruppo. Si prevede un approccio che si può avvalere di tecniche quali il circle time, il role playing, lo psicodramma, oltre a giochi di psicomotricità nelle fasi iniziali del gruppo.
Il setting gruppale, che prevede un numero fisso di max 15 partecipanti, permette un approfondimento e una differente rielaborazione delle problematiche individuali, attraverso la discussione e lelaborazione delle specifiche dinamiche che si vengono inevitabilmente a creare tra i membri di un gruppo che lavora insieme per un obiettivo comune.
Al gruppo i ragazzi vengono per parlare dei loro problemi rispetto a:
amore e amicizia
famiglia
scuola
MODALITA E TEMPI DI REALIZZAZIONE
Il gruppo ha cadenza settimanale, avrà la durata di due ore e si terrà in orario pomeridiano per almeno quattro mesi.
Per poter accedere al gruppo é necessario un colloquio preliminare con lo psicologo che condurrà il gruppo ed é auspicabile la frequenza costante agli incontri. Si ritiene altresì importante sostenere la scelta spontanea del ragazzo che sceglie autonomamente di partecipare al gruppo.
Sono perciò da evitare invii forzati al gruppo che oltre a contrapporsi con la finalità esplicita del gruppo, verrebbero ad interferire nelle dinamiche gruppali ostacolando levoluzione del gruppo e dei singoli. Sarà distribuito ai gruppi-classe un volantino che informi gli studenti rispetto allopportunità dello Spazio di gruppo allinterno del loro Istituto.
Lo psicologo che conduce il gruppo sarà a disposizione unora la settimana, su richiesta dei ragazzi per un momento di rielaborazione individuale di difficoltà eventualmente emerse in gruppo.
Si intendono concordare con i referenti del Progetto Salute dell Istituto le modalità più opportune per presentare lo spazio di gruppo ai ragazzi, alle famiglie e al corpo docenti.
Riteniamo inoltre utili tre momenti di incontro con gli inseganti:
1- un confronto iniziale per far meglio conoscere e favorire laccesso degli studenti al gruppo,
2- un momento di confronto dellesperienza in itinere per permettere un primo monitoraggio dellesperienza in corso e prevedere quindi eventuali aggiustamenti
3- un momento finale di verifica dellesperienza
Cooperativa "Terra Mia"
Equipe Prevenzione e Territorio - Centro Studi
Via Valenza 46 - 10127 Torino
Tel. 011-66.30.500 Fax 011- 66.37.698