Il linguaggio e la rappresentazione spettacolare e demoniaca con cui si continua a descrivere il drogato e il suo mondo, ritenendolo, nei fatti, irrecuperabile ed incapace di riscatto (o compatendolo, disposti magari ad assisterlo a vita come tossicomane) contiene il rifiuto di uno sguardo di saggezza etica ad una drammatica esperienza umana.
Scopo dei percorsi di cura e di prevenzione non consiste soltanto nel fermare labuso di sostanze dannose o nel salvare qualche vita dalla distruzione.
Consiste, piuttosto, nel contribuire a creare le condizioni di una vita diversa, nell operare, nel concreto delle vite delle persone, un cambio di civiltà.
Non si può quindi guarire a livello personale o dare battaglia alle droghe a livello sociale, senza un profondo e rigoroso riesame dei nostri stili di vita e della nostra civiltà, chiedendo che la stessa cultura dominante si metta in stato di revisione.
Solo a questo punto una società risanata può garantire la piena salute dei suoi membri e persone rinnovate possono rendere sana la società.
La riconsiderazione del valore del corpo, della salute intesa come benessere psicofisico e sociale, leducazione allespressione dei sentimenti e della sessualità sono punti forti di percorsi che mirino alla qualità della vita.
Intendiamo infatti per salute non solo l'assenza di malattia ma il ben-essere fisico, psichico e sociale.
La salute riguarda una pluralità di aspetti: sociali, affettivi, mentali e morali: coincide con qualità della vita e benessere generale.
La malattia è sempre in qualche modo collegata con l'usura e la degenerazione della vita, provocata dalle modalità di lavoro, dall'ambiente in cui si vive, dagli stress e dai disordini di vita e negli ambienti di vita, dalla povertà di scambi significativi tra le persone, dalla mancanza di senso e di significato attribuiti l'esistenza.
La malattia è , in ultima analisi, spesso conseguenza di valori sbagliati, nelle scelte di vita personali e sociali.
La salute va quindi definita non solo come concetto biologico e psicologico ma anche nei suoi risvolti sociali: è sintomo della qualità di vita che si conduce, non solo a livello personale.
In questo senso, (ma solo in questo senso), labuso delle droghe può essere considerata "malattia".
Spesso, anche a livello politico, si continua a intendere la malattia in modo semplicistico e riduttivo: come se la malattia fosse solo una degenerazione organica. La difesa della salute viene quindi affidata all'efficacia della medicina. La tossicodipendenza viene intesa come devianza o disadattamento individuale e la terapia viene pensata come "reinserimento sociale".
Una reale promozione del valore della salute può essere avviata proprio a partire dai percorsi terapeutici delle comunità di accoglienza.
Esiste, in chi abusa di sostanze, un modo distorto e disordinato di esperire il proprio corpo, di gestire il bene sommo della salute. Per loro la tentazione dell "ebbrezza" è così avvertibile fino a costituire come lo sfondo della percezione di sé e della conduzione dei propri stili di vita.
Ebbrezza diventa il modo stesso di intendere il divertimento, luso del tempo, è limmaginario della libertà: non solo per coprire il vuoto e non avvertirlo più ma, forse più, per dilatare a dismisura il tempo della soddisfazione del bisogno.
I momenti settimanali di educazione sanitaria ci aiuteranno a prendere coscienza di questo modo diverso di pensare alla nostra salute.
Non saranno tanto i contenuti tecnici delle informazioni il lato qualificante della nostra formazione ma, piuttosto, un diverso rapporto con il proprio corpo, con i farmaci, con le istituzioni sanitarie, l'apprendimento di abitudini sane e l'eliminazione degli errori più radicati.
Lattenzione alla salute non comporta solo la conoscenza del corpo ("il corpo che ho") ma laccettazione del significato che ha l esistere come corpo ("il corpo che sono") in una vita che si rivela fragile, destinata alla fine e, per questo, bene così prezioso.
Leducazione alla salute non può quindi eludere le domande più impegnative che solo possono introdurre al corpo come "valore": quale è il significato della cura di me ? io chi sono, quale senso mi attribuisco, quale destino mi attende ? Non può non prendere in considerazione la realtà della malattia e della morte, il rilievo ed il limite dei rimedi offerti della scienza e della tecnica.
I percorsi di formazione alla salute si prefiggono infine di formare utenti dei servizi sanitari consapevoli e critici verso di sé e verso gli stili di vita personali e societari facendo della prevenzione alla salute un punto qualificante delle proposte terapeutiche ed educative.