Il Mulino grande

 

Comunit Riabilitativa Psicosociale per Minori

 

 

Premessa

 

Il progetto della Comunit Terapeutica per Minori e della Comunit Riabilitativa Psico-sociale per Minori nasce dall' esperienza clinica ed educativa della Cooperativa Terra Mia che, dal 1984, opera nell'ambito del lavoro di comunit, dell'educativa territoriale, del lavoro di prevenzione e formazione nelle scuole.

In particolare, alcune esperienze specifiche e prolungate di contatto e trattamento di minori, hanno stimolato riflessioni e momenti di studio sul disagio e sulle patologie degli adolescenti.

Inoltre, la necessit ormai sempre pi chiara di una progettualit integrata di risorse tese a sviluppare connessioni tra i diversi servizi e tra le varie fasi - al fine di rispondere in maniera flessibile ai momenti di crisi degli adolescenti problematici - ha aiutato a sviluppare il progetto di due comunit, che, collocandosi in rete tra loro e all' interno di un circolo virtuoso di rapporti con i Servizi invianti, la famiglia e il territorio, possano favorire il dipanarsi della soluzione migliore per il minore.

 

 

Metodologia

 

Il modello di rete, al quale la Cooperativa Terra Mia fa riferimento, un modello strategico orientato alla cultura dellintegrazione e alla cura delle connessioni. Per integrazione intendiamo il tentativo di rispondere in modo globale e non riduttivo alle varie dimensioni del bisogno delle persone e per connessione il coordinamento tra le varie risorse ed agenzie (formali o meno) mobilitate.

La presa in carico di minori non deve operare riduzioni di complessit: la comunit accetta di definirsi come punto di una rete per costituire insieme ad altre risorse e proposte ununica catena.

Unazione incisiva ed una risposta adeguata alle sfide dell'adolescenza deve valorizzare e collegare le reti informali della comunit locale per poter usufruire, nel modo pi completo, delle risorse spesso sconosciute ed inespresse. Per questo, la comunit, ricerca e valorizza gli apporti offerti dai servizi territoriali, crea e stimola linterazione con la rete dellassociazionismo e con il mondo del volontariato e costruisce, ove possibile, un percorso parallelo con le famiglie dorigine e rivalorizzando gradualmente tutte le risorse e i contatti positivi delle singole esperienze.

La comunit viene intesa come struttura aperta, dove cio i cambiamenti possano essere valutati e riconosciuti, dove esistano tappe che segnino in crescendo un percorso e dove venga rispettata lindividualit dei singoli.

Inoltre la comunit aperta, secondo la metodologia della Cooperativa, viene intesa come spazio in cui sono molteplici le connessioni con lesterno; in particolare, nella struttura di Moncalieri, da sempre si sono realizzati progetti di animazione, didattica, intrattenimento e formazione rivolti alle famiglie, ai bambini e ai giovani. Attualmente, ad esempio, attiva LAgritorteria del Mulino, spazio di apertura con offerta di consumazioni e laboratori ecologici, rivolto principalmente a famiglie con figli.

 

 

Approccio clinico

 

Ladolescenza si caratterizza per il modo nuovo con cui le profonde modificazioni del corpo scombussolano il mondo personale interiore (il vissuto corporeo, la percezione di s, lidentit) e trasformano le relazioni interpersonali (i rapporti in famiglia, lamicizia tra pari, il rapporto con il mondo adulto in generale). Nelladolescenza avviene quindi un processo di trasformazione intrapsichico e relazionale, in un movimento di presa di distanza (differenziazione) dallinfanzia e dai genitori, e di nuova integrazione, nellidentit personale del corpo nuovo e nella societ degli adulti. I compiti dello sviluppo della prima adolescenza si possono quindi riassumere in una doppia separazione, dallinfanzia e dai genitori, per poter intraprendere un doppio lungo viaggio, verso lidentit personale e verso lidentificazione sociale.

Il luogo delle fatiche e delle contraddizioni degli adolescenti anche lambito in cui possibile cogliere loriginalit delle loro risposte e i loro punti di forza, riferimenti essenziali da cui partire per empatizzare con il loro mondo (cfr. Domenico Cravero Ragazzi che ce la fanno, Effat, 2006).

Ladolescente sofferente dal punto di viste psicologico, che si trova gi fisiologicamente allinterno di un processo delicato di transizione e di grossi mutamenti fisici e mentali, va  a maggior ragione accolto e accompagnato in modo specifico e attento. In particolare andr recepita la sua confusione, lo smarrimento, lincapacit di comprendere quello che gli sta succedendo (soprattutto per quello che riguarda lesordio o lacuzie del sintomo psichiatrico), il tentativo di difesa (ad esempio attraverso la scissione, lidentificazione proiettiva o il passaggio allatto), i vissuti depressivi di solitudine e perdita. Nella relazione con ladolescente sar importante conoscere profondamente i suoi processi di individuazione, l uso pi o meno corretto che ne fa e i meccanismi difensivi di cui si serve contro di essi. La nostra posizione nei suoi confronti e luso che noi faremo delle informazioni via via raccolte da lui permetteranno a noi una corretta identificazione a lui e a lui una controidentificazione a noi determinando cos un effetto a specchio che indurr  vissuti di riconoscimento di aspetti parziali, settoriali e globali del s; dobbiamo riuscire a capire come lui in quel momento e cosa vuole dirci (Senise Psicoterapia breve dindividuazione, Feltrinelli, 1994).

In questa prospettiva la globalit dellintervento degli educatori e dei terapeuti, la valenza della diagnosi ed anche della terapia farmacologica possono acquisire un significato simbolico omogeneo di comunicazione empatica, rassicurante, riflessiva, contenitiva, di stimolo delle risorse personali a seconda dei bisogni e dei momenti. I vari interventi allinterno della comunit (i momenti individuali, i gruppi, lo spazio ricreativo, le attivit pratiche) sono collegati tra loro e si richiamano sinergicamente; anche dal punto di vista teorico possibile utilizzare una rete di modelli con tecniche e strategie propri.

 

La Comunit Terapeutica e Riabilitativa psico-sociale per Minori, specificamente compresi nella fascia d et 10-14 anni, si rivolgono, secondo le parole della DGR 41/2004 a minori che hanno superato la fase acuta di un disturbo, ma necessitano di sostegno e una terapia specifica. Lobiettivo quindi specifico: un adolescente con disturbo psicopatologico superiore al disagio semplice.

Lobiettivo specifico e la competenza clinica non vanno per disgiunti da una lettura multidimensionale del problema, comՏ descritta nel modello bio-psicosociale, e da una strategia di rete che modelli intorno e attraverso il gruppo dei minori in comunit un ambiente terapeutico.

Tutta la letteratura sulla comunit terapeutica, a partire dalle prime esperienze inglesi con gli adulti psichiatrici, sottolinea la valenza terapeutica di un ambiente che si pone come matrice simbolica, pi che attraverso linterpretazione, attraverso la comunicazione insita nei comportamenti quotidiani; evidenzia inoltre limportanza di fornire occasioni graduate di riapprendimento delle capacit e di rimodellamento dei comportamenti.

I referenti teorici, oltre all approccio di base della Cooperativa che di matrice sistemica, sono dunque molteplici:

-       la cultura di comunit e lesperienza educativa;

-       la neuropsichiatria dello sviluppo;

-       limpronta psicodinamica, relativa principalmente alla rappresentazione interiore;

-       limpronta sistemica per quanto riguarda linfluenza sui comportamenti da parte della comunicazione e la complessit della posizione del minore nella sua famiglia;

-       la psicofarmacologia;

-       la teoria del compito evolutivo.

Deriva da quanto detto l impostazione che considera indispensabile luso e lintegrazione di diverse professionalit, in particolare educatori per  il polo educativo e neuropsichiatri infantili e psicologi per il polo clinico, con costante riferimento agli invianti delle ASL, per garantire agli ospiti, tramite una corretta e veloce ricostruzione del passato, una progettazione post-comunitaria ben collegata alle risorse sociali, scolastiche e lavorative.

Quindi, la connessione tra i vari Servizi (NPI, servizi Socio-assistenziali) ed eventualmente, ove coinvolto, con il Tribunale dei Minori, costituisce momento fondamentale del lavoro di comunit.

 

 

Dimensione clinica e dimensione educativa della presa in carico

 

Nella comunit un gruppo di adolescenti e un gruppo di operatori condividono esperienze di vita e specificit professionali diverse, cercando una coerente integrazione e uno stile unitario degli interventi.

Al centro del progetto vi la persona dell'adolescente con il proprio disagio e soprattutto la fatica di lasciarsi raggiungere e incontrare ("agganciare"), portando con s inevitabili vissuti di trascuratezza, di abbandono e di violenza. Il progetto di comunit elaborato da un'quipe debitamente preparata nella specifica professionalit e formazione e composta da terapeuti e da educatori.

Trattamenti terapeutici e stili di vita, lavoro intrapsichico e valori pedagogici si intrecciano e si completano, soprattutto quando gli operatori si impegnano a integrare le loro competenze e metodologie.

Gli operatori con funzioni terapeutiche curano particolarmente il lavoro intrapsichico di rielaborazione della storia di vita e l'individuazione dei nodi di maggiore sofferenza psichica.

Ambiti essenziali di questo lavoro sono il rapporto con le figure di attaccamento, il radicamento familiare, lesperienza della corporeit, il vissuto dellaffettivit, l'immaginario della sessualit.

Gli operatori con funzioni educative accompagnano gli adolescenti nellaffrontare le insidie della quotidianit; curano lambiente, che deve essere familiare; gestiscono regole ed affettivit; individuano e selezionano le opportunit per il tempo libero presenti sul territorio; affrontano i rapporti con gli insegnanti dei corsi frequentati o guidano l'orientamento delle scelte lavorative; introducono gli ospiti nei diversi laboratori proposti; li accompagnano nei lavori di manutenzione e nella cura della casa.

Ambiti vitali della progettazione educativa della comunit sono la quotidianit, la vita di gruppo e la socialit, cio la capacit di stare con la gente e di vivere da cittadini attivi.

La figura del responsabile, oltre alle mansioni tecniche di coordinamento dell'quipe, di referente dei contatti con l'esterno e di referente per la Cooperativa della metodologia generale, cura la sinergia degli interventi e supervisiona la conduzione e la verifica dei Contratti Terapeutici Personalizzati.

E' prevista una supervisione clinica sui singoli casi.

 

Il lavoro con le famiglie

 

Le difficolt nella crescita degli adolescenti doggi non vanno imputate e interpretate semplicemente come colpa della famiglia. I genitori vanno invece sostenuti e accompagnati, in un momento di transizione cos difficile, anche dal punto di vista sociale.

Uno dei maggiori rischi da tenere sotto controllo la confusione dei ruoli.

Spesso i genitori utilizzano, forzatamente, i loro vissuti personali nel tentativo di creare una grammatica relazionale che consenta di aprire un varco nelle inquietudini di oggi. Altre situazioni vedono lassenza dei genitori costretti a lavorare e che affidano al telefono unimpossibile comunicazione.

Tutto ci porta come conseguenza:

-       confusione tra autorevolezza ed autoritarismo;

-       sensazione di inadeguatezza di fronte alla responsabilit delleducare;

-       profondi sensi di colpa che spesso, anzich aprire all'azione responsabile, aumentano la fragilit affettiva e riducono la capacit educativa.

In particolare, in famiglie con un adolescente sofferente dal punto di vista psicologico  o psichiatrico, lobiettivo generale resta quello di sostenere genitori e figli in un momento delicato quale quello dellesordio, dellacuzie o della remissione della patologia, comprenderli, accompagnarli e favorire i processi di separazione-individuazione (anche attraverso la separazione fisica che comporta la permanenza in comunit).

Molto spesso i genitori non riconoscono nella persona che hanno davanti il figlio di una volta, sono sbalorditi dal suo comportamento, confusi e preoccupati nel non saper cosa fare, delusi nelle loro aspettative, incapaci di comunicare con qualcuno che reagisce in modi inaspettati e contradditori.

importante utilizzare questo momento di sconcerto per aiutarli ad elaborare le frustrazioni connesse alle aspettative deluse, a divenir consapevoli che il figlio altro da loro e, nello stesso tempo scoprire dentro di loro nuove modalit di rapporto con un figlio (Senise).

Nel percorso terapeutico della comunit sono previsti momenti di incontro, di formazione o di terapia familiare per le singole famiglie (con lo psicologo o con il mediatore familiare), coinvolgendo, a seconda del caso, lintero nucleo familiare o un singolo genitore.

 

 

La scuola e la formazione

 

Particolare importanza nel progetto riveste l ambito dellistruzione obbligatoria e della formazione. Superata la fase critica, ove le condizioni lo consentano e a seconda delle valutazioni dellՏquipe curante, gli ospiti potranno frequentare la scuola vicino alla comunit o quella di provenienza in modo da garantire il pi possibile una situazione di quotidianit sana e regolare. Gli educatori e il neuropsichiatra infantile di riferimento cureranno i rapporti con i docenti in modo che la frequenza sia unoccasione costruttiva di ripresa di normalit e non una situazione frustrante per lospite o per i suoi compagni di classe. Anche la scelta di un corso di formazione professionale costituisce un momento importante nella progettazione del contratto terapeutico ed educativo individuale.

Spazi specifici allinterno della comunit sono dedicati al sostegno scolastico ed alla formazione (ove lo si valuti necessario si possono programmare momenti di educazione alla salute, educazione allaffettivit, approfondimento dellattualit, formazione sui film).

 

 

Sede

 

La sede proposta per le Comunit unarea poco distante dal centro di Moncalieri e molto vicina a Torino; una zona tranquilla, dotata di rete accessibile ai servizi generali, sociali, sanitari. I servizi sanitari di riferimento sono dell ASL 8, ma in circa 10 minuti di auto  si raggiunge lOspedale Infantile Regina Margherita e ogni proposta educative e ricreativo-culturale del territorio. A 10 minuti a piedi c' la scuola elementare e la scuola media inferiore (borgata S. Maria).

La Cooperativa ha gestito in tale sede delle comunit terapeutiche a partire dal 1994 ed quindi molto radicata nel territorio: ha gi una serie di collegamenti formali e informali (Scuole, Servizi sanitari di base, Forze dell' ordine, Associazioni, Parrocchie) e ha inoltre attivato diversi progetti riguardanti ladolescenza e la famiglia proprio nel territorio moncalierese.

Le due case, separate tra di loro, sono nuove, ma ricostruite su vecchie strutture rurali  caratteristiche (i mulini); gli ambienti interni sono spaziosi  e funzionali, arredati in modo semplice, ma vivace; latmosfera generale familiare. Una grossa area esterna circonda le due case e offre molteplici occasioni di attivit e socialit (un grande cortile, unarea giochi, campi agricoli, serre, un campo da beach volley). Vi inoltre la presenza di animali (pony e capre).

 

 

 

B) La comunit riabilitativa psico-sociale per minori

 

 

Destinatari
La comunit una struttura di accoglienza per preadolescenti ed adolescenti, di ambo i sessi, affetti da gravi patologie psichiatriche dellet evolutiva, che hanno positivamente superato la fase acuta del disturbo comportamentale, ma non sono ancora in grado di fare ritorno in famiglia, o per prevenire la stessa fase acuta. La C.R.P. accoglie residenzialmente minori, con gravit del quadro individuato attraverso gli assi 1 e 5 dellICD10 OMS. Laccesso pu essere diretto o successivo alle dimissioni dalla comunit terapeutica.
La comunit ha una capienza massima di 10 ospiti nella fascia di et 10 – 14 (estensibile a 16). Tali posti sono riservati a minori provenienti dalle ASL della Citt di Torino; eventuali inserimenti da altre ASL verranno valutate soltanto in caso di disponibilit di posti, e dando priorit allinserimento di minori in carico allASL 8 (Chieri).

Due posti, tra i dieci disponibili, verranno riservati al Pronto Intervento (e dunque retribuiti all80% della retta giornaliera quando non occupati e al 100% quando occupati). Per tali situazioni sar in ogni caso necessario, preventivamente allinserimento, un accordo tra lՏquipe della comunit e i Servizi Invianti.

 

 

Obiettivi e progetto del servizio

 

Gli obiettivi prioritari che il servizio prevede, mirano a superare le situazioni problematiche e patologiche degli adolescenti, in una fase successiva alla crisi, preparando il miglior reinserimento sociale possibile, attraverso:

-       la promozione, laccettazione e la conoscenza della propria storia e del proprio mondo affettivo;

-       il miglioramento e il consolidamento del processo dellautonomia personale, attraverso il sostegno del processo di separazione-individuazione;

-       l'incremento della competenza e del controllo emozionale;

-       lo sviluppo delle abilit personali e interpersonali, di automonitoraggio e di autocontrollo;

-       la ristrutturazione delle convinzioni e dello stile cognitivo disadattivi;

-       la promozione dellautoefficacia;

-       la presa di coscienza delle dinamiche familiari disfunzionali;

-       la promozione della socializzazione e della scolarizzazione.

 

In altre parole, i percorsi comunit proposti intendono aiutare l'adolescente:

-       a ripristinare uno spazio di pensiero nel difficile lavoro di incontro tra il mondo psichico interno e la realt esterna, spesso complessa e anche ostile;

-       a trovare sostegno e stimolo alla costruzione dell'autonomia personale;

-       ad affrontare la sfida della crescita nei suoi diversi compiti di sviluppo;

-       a superare le tipiche fatiche dell'adolescenza attraverso un funzionamento alternativo a quello sperimentato nel disagio;

-       nel promuovere e sostenere il reinserimento sociale.

Anche nella comunit riabilitativa, cos come in quella terapeutica terapeutica, il metodo di intervento fondato sul trattamento individuale e di gruppo, avvalendosi di strumenti psicoterapeutici e pedagogici; sono infatti previsti momenti di condivisione attraverso gruppi psicodinamici e momenti pedagogici che garantiscano il confronto sulla gestione sul piano della quotidianit; sono inoltre previsti strumenti specifici relativi all inserimento sociale, ad esempio attivit occupazionale, di autodeterminazione, laboratori per il potenziamento e il recupero delle attivit prassiche (agricoltura, cucina), attivit culturali (teatro, cinema...), addestramento pre-lavorativo, gestione di eventuali borse-lavoro. Viene dato ampio rilievo allutilizzo di vari laboratori aventi lo scopo primario di verifica delle risorse personali e sociali; gli adolescenti sono accompagnati e sostenuti in tali attivit dal personale qualificato addetto.

I laboratori previsti in comunit sono i seguenti:

- laboratorio di teatro

- laboratorio di computer

- laboratorio di arteterapia

Particolare cura viene data all organizzazione di attivit sportive.

Il superamento della fase critica e condizioni pi chiare sulle varie situazioni dal punto di vista prognostico e progettuale, permettono tempi pi lunghi e interventi pi mirati e di maggior respiro.

 

 

Le fasi della presa in carico

 

La durata del periodo di permanenza nel programma personalizzata ed individuata in collaborazione con gli invianti e, in genere,  prevede periodi non superiori ai due anni.

In ogni caso, si prevedono tre fasi del percorso terapeutico: l'accoglienza, la comunit e la dimissione.

Linserimento, che in genere prevede dei colloqui di accoglienza, pu essere previsto in modo graduale se la provenienza dalla comunit terapeutica gestita dalla stessa Cooperativa. In ogni caso, si prevedono uno o due colloqui con il responsabile della struttura e con lo psicologo e un incontro con i Servizi invianti.

 

a) La fase dell'accoglienza

 

In questa prima fase, dopo un momento di conoscenza e ambientamento, verranno definiti e stilati gli obiettivi prioritari dintervento; la raccolta dei dati provenienti dai Servizi invianti o dalla precedente struttura contengono gi le indicazioni per il futuro lavoro di comunit, che davvero si colloca allinterno di una catena terapeutica e si pone come punto intermedio tra lintervento pi strettamente terapeutico e lesterno.

Risulta particolarmente importante, come nel lavoro allinterno della Comunit Terapeutica, il rapporto con i Servizi invianti da una parte e con la famiglia dall altra.

La fase di accoglienza si differenzia dalla comunit, oltre che negli obiettivi prioritari e pi specifici, anche nel diverso utilizzo dei laboratori e di alcune attivit quotidiane.

 

La durata dell'accoglienza (1 mese circa) definita dall avvio del rapporto tra il ragazzo e la nuova equipe e dalla stesura del primo Contratto Educativo Personalizzato.

 

b) La fase di comunit

Il tempo della comunit si propone due sotto obiettivi specifici:

-       gestire il quotidiano come spazio educativo e terapeutico in modo da portare avanti le azioni di contenimento e di trasformazione pi specifiche della comunit terapeutica;

-       avviare un processo, graduale e sostenuto, di sperimentazione sullesterno che reintroduca dimensioni di normalit (la scuola, lo sport, la formazione professionale, le relazioni con gli altri, la famiglia).

In questo difficile lavoro la comunit dispone di tre strumenti fondamentali affidati agli operatori:

-       la cura della quotidianit sia nella sua dimensione affettiva di gruppo che nel concreto stile di vita che caratterizza la proposta della comunit.

-       la presa in carico del percorso terapeutico individuale di ogni ospite che avviene attraverso: (a) i colloqui terapeutici; (b) la formulazione dei Contratti Educativi Personalizzati; (c) le relazioni periodiche scritte e le schede di valutazione dei percorsi individualizzati.

-       la proposte educativa di laboratori e attivit a carattere risocializzante.

Ogni ospite ha uno psicologo di riferimento con il quale ha la possibilit di un colloquio settimanale e un educatore di riferimento con il quale verifica sistematicamente gli obiettivi del contratto educativo.

Gli operatori di comunit lavorano in quipe per superare la dimensione individuale del lavoro terapeutico e per garantire:

-       un lavoro clinico attraverso la professionalit di psicologi, psicoterapeuti, medici...

-       un lavoro educativo attraverso la professionalit di pedagogisti, educatori...

-       una presenza vitale attraverso i volontari, gli ospiti, persone significative e amici invitati in comunit.

Particolarmente significativo sar il rapporto con la scuola, ambito fondamentale per il collaudo del minore dopo il superamento di fasi critiche.

Gli educatori si impegnano nello specifico a tenere rapporti stretti con gli insegnanti, a curare linserimento e le relazioni con i coetanei, a prevenire e gestire momenti critici o difficili che la dimensione del confronto scolastico e della prestazione pu suscitare.

Anche la formazione professionale o la partecipazione ad altri corsi assume una valenza importante di collegamento tra la comunit e il fuori e costituisce una base fondamentale per un serio reinserimento.

La ricerca di ambiti in cui il minore pu investire, sentirsi valorizzato, recuperare interesse ed esplicitare potenzialit e risorse costituisce obiettivo prioritario degli educatori e dellՏquipe curante nel suo insieme. Inoltre, lutilizzo delle risorse del territorio (Moncalieri e Torino) in meritpo ad iniziative sportive, culturali e ricreative rappresenta gi patrimonio delle modalit operative della Cooperativa, che connessa con le varie realt.

Possono essere previste uscite individuali con familiari o amici, rientri a casa nel week end, qualora lՏquipe curante lo ritenga possibile e opportuno.

La comunit si pone inoltre come snodo fondamentale per il recupero e la nascita di nuove relazioni significative (progetti all interno della struttura portati avanti da volontari o da altre Associazioni).

La durata della fase di comunit personalizzata e determinata dagli obiettivi individuali.

 

c) La dimissione

La fase finale della comunit prepara e organizza il passaggio successivo che, in base alle varie situazioni individuali, potr essere il rientro in casa o il passaggio ad altra struttura di maggior autonomia. La fase delle dimissioni, che la pi personalizzata ed descrivibile solo in termini individualizzati, prevede nuovamente un intensa collaborazione con i Servizi invianti e con le risorse sul territorio in vista di un graduale passaggio verso l esterno. Il Contratto Educativo Personalizzato prevede in questa fase anche l'inserimento in attivit e gruppi, fuori dell'ambito protetto della comunit, sperimentando e costruendo gradualmente la rete esterna.

Per garantire un accompagnamento senza soluzione di continuit tra la comunit e il progetto di reinserimento e per garantire prevenzione e contenimento ad eventuali riacutizzazioni di patologia, si possono prevedere periodi di appoggio semiresidenziale alla struttura.

 

 

Le attivit e l'organizzazione della giornata

 

Lorganizzazione della giornata rigorosa, per quello che riguarda il recupero sano e rassicurante della normalit anche attraverso lassunzione graduale di responsabilit individuali, ma anche flessibile e calorosa per permettere il recupero della dimensione familiare. La scansione del tempo della giornata in ritmi stabili e prevedibili e  il rispetto di un regolamento interno, garantiscono stabilit e sostegno (anche per quello che riguarda la prevenzione delle ricadute).

La gestione della settimana prevede, oltre ai colloqui individuali:

-       gruppi di matrice educativo-pedagogica finalizzati allorganizzazione e gestione della vita in comune e degli atelier pratici;

-       gruppi emozionali volti al riconoscimento e allespressione delle emozioni. (laboratori di espressione corporea, di linguaggio gestuale, musicali);

-       gruppi cognitivo-comportamentali finalizzati al riconoscimento delle relative strategie adattative;

-       laboratori finalizzati al recupero o al potenziamento delle risorse prassiche (attivit agricolo-vivaistica, attivit di pasticceria);

-       uscite con obiettivi culturali o sportivi;

-       gruppi quotidiani di verifica volti al racconto dei fatti significativi della giornata e allespressione degli stati emotivi;

-       partecipazione alla gestione della casa e assunzione graduale di responsabilit nella cura di s e dell ambiente (turni di pulizia, affiancamento in cucina, lavanderia).

Centrale nella giornata, l dove possibile, la frequenza a scuola o a corsi di formazione professionale.

L'organizzazione  giornaliera del centro la seguente:

ore 07,00 inizio giornata – igiene personale - pulizia camere.

ore 07.30 colazione

ore 08,00 inizio attivit pratica o uscita per frequenza scuola

ore 10,00  laboratorio

ore 11.00 pausa  - attivit varie (sistemazione ambienti, lavori)

ore 13.00 pranzo - attivit ricreativa

ore 15.00 laboratori

ore 16.00 pausa  - attivit varie

ore 18.00 attivit terapeutica di gruppo

ore 19.30 cena

ore 21.00 attivit ricreative,tempo insieme

ore 22.00 verifica e chiusura della giornata.

 

Gli operatori in equipe

 

Formano il gruppo degli operatori, a turni o per presenza programmata, le seguenti

figure professionali:

-       un quipe di neuropsichiatria infantile (dr. Giulio Spinelli, dr.ssa Serena Vesco)

-       un responsabile del centro (dr.ssa Daniela Genovese)

-       uno psicoterapeuta  (dr. Domenico Cravero)

-       uno psicologo (dr. Alessandro Antonello)

-       assistenza infermieristica

-       6 educatori professionali

-       3 OSS

-    2 animatori dei laboratori

-       volontari

L'quipe si avvale della consulenza stabile di un supervisore.

Il lavoro in quipe, le modalit operative, gli strumenti sono gli stessi della

comunit terapeutica.

 

 

Progetti attivi

Nellarea interessata sono attivi e in fase di attivazione alcuni progetti:

-       Agritorteria del Mulino: la Cooperativa Terra Mia e lAssociazione Ecospazio hanno avviato dal maggio 2006 (in prosecuzione di altri progetti simili come Il Cantastorie e Cybercaf) un progetto specifico di coinvolgimento delle famiglie con bambini. Il locale aperto al pubblico tutte le domeniche pomeriggio con programmi specifici di animazione e laboratori ecologici per genitori con figli su tematiche legate allagricoltura, alle energie alternative, alla panificazione, nonch con momenti di formazione specifica per i genitori secondo la metodologia della Scuola per Genitori.

Sono in vendita consumazioni a base di torte rustiche, tisane e gelati biologici.

-       Progetto scuole: la Cooperativa Terra Mia propone da anni percorsi didattici della durata di un giorno o di mezze giornate per gli asili nido, per le scuole dinfanzia e per la scuola primaria su tematiche legate al ciclo vitale delle piante, all agricoltura biologica, alle energie alternative, alla musicalit e alla panificazione.-      

 

 

Tutti i progetti di animazione del territorio collegati al progetto I due Mulini e rivolti a famiglie, scuole, bambini e ad altre associazioni del privato sociale costituiscono una specificit e una grossa ricchezza della modalit dintervento della Cooperativa Terra Mia e dellAssociazione Solidariet Giovanile, sperimentata ormai da molti anni, secondo la metodologia della comunit aperta.

Tali progetti verranno gradualmente sperimentati anche con i minori ospiti delle comunit, al fine di valutare a fondo modalit specifiche dintervento, compatibili e vantaggiose per i singoli percorsi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Presentazione della Cooperativa Terra Mia

 

La Cooperativa Terra Mia, iscritta all Albo Regionale delle Cooperative Sociali ed Ente ausiliario della Regione Piemonte nellambito della prevenzione e cura di soggetti tossicodipendenti, sorta allinterno di unesperienza di base avviata nel 1984 per rispondere alle esigenze della popolazione di un territorio e, in particolare, dei giovani.

La Cooperativa nata da unesperienza di ricerca-intervento attuata nella Circoscrizione IX della Citt di Torino che ha portato ad occuparsi gradualmente in modo attivo delle varie forme di disagio e in particolare della tossicodipendenza; un primo nucleo di comunit terapeutica risale al 1984.

Fondamentale, nella metodologia della Cooperativa, rimasto il profondo legame con il territorio e lapproccio caratteristico, su una base teorica di tipo sistemico, del lavoro a rete. Nel corso degli anni infatti cՏ stata una ricerca costante ad operare in modo integrato con le risorse del privato sociale e con le strutture dellEnte Pubblico, mirando alla realizzazione di una politica sociale innovativa e attenta ai bisogni emergenti.

Lintervento di Terra Mia si struttura dunque in modo complesso su almeno tre versanti:

-       il rapporto terapeutico ed educativo nelle comunit di accoglienza;

-       la presenza sul territorio come animazione e promozione;

-       il lavoro e la professionalit come strumenti educativi, come spazio di protagonismo, come intervento sui processi di comunicazione.

 

La Cooperativa gestisce attualmente quattro comunit terapeutiche residenziali per adulti con problematiche di dipendenza che nel corso degli anni si sono trasformate e specializzate per quanto riguarda gli interventi e la metodologia, soprattutto nellambito della gestione dei percorsi brevi, del reinserimento lavorativo, della comorbilit psichiatrica, del trattamento di madri tossicodipendenti con i loro figli. Gli interventi terapeutici si caratterizzano per un programma strutturato in fasi, all interno del quale ogni ospite ha un progetto educativo personalizzato.

Nello specifico sono attive:

-       una comunit residenziale per i casi di doppia diagnosi e di terapia breve;

-       una comunit femminile che ospita madri con figli;

-       due comunit residenziali di reinserimento.

 

La Cooperativa inoltre in questi anni ha promosso momenti di studio e formativi, ricerche- intervento (le pi recenti centrate sugli adolescenti, i genitori e il volontariato, sugli adolescenti e il rapporto con il corpo, sulle discoteche, sull utilizzo delle nuove droghe e sui non luoghi di aggregazione degli adolescenti) e lavoro di strada.

Vedi:

Cravero D. Ragazzi che ce la fanno, Effat, 2006

Cravero D. Corpi allo specchio, EDB, 2006

Cravero D. Padri e madri insieme, EDB, 2004

Cravero D. Fascino della notte, paura del giorno, EDB, 2001

Cravero D. Se tuo figlio in discoteca, EDB, 1998.

 

Nel 1998-99, la Cooperativa, ha partecipato al progetto POS (operatori di strada) in collaborazione con l ASL 1 di Torino e da allora ha continuato a portare avanti un lavoro di strada nella zona di Porta Nuova.

Dal 2000, per conto del Comune di Torino, gestisce un dormitorio a bassa soglia a Porta Nuova per persone con problemi di dipendenza e fino al mese di ottobre 2002 ha collaborato al  progetto SOS di ospitalit per persone dimesse dal carcere.

Numerose sono le iniziative rivolte a ragazzi, genitori ed insegnanti ed quipe specifiche lavorano negli ambiti dei bambini, degli adolescenti e dei giovani, delle famiglie.

Dal 1998 al 2004 la Cooperativa ha gestito nella Circoscrizione IX della Citt di Torino, un centro diurno terapeutico per minori, in regime di accreditamento con il Comune di Torino; da dieci anni, nellambito degli interventi di prevenzione, svolge laboratori ed interventi educativi e formativi  (in particolare percorsi centrati sull affettivit e sulla sessualit) per gli allievi di varie scuole elementari, medie inferiori e superiori di Torino e Provincia. Gestisce altres sportelli per le famiglie e conferenze per i genitori.

Da quattro anni gestisce, in collaborazione con l' Associazione Odissea 33 di Chivasso, una comunit residenziale socio-assitenziale di prima accoglienza per minori.

Ha promosso numerose Scuole per Genitori presso parrocchie, scuole e per conto del Comune di Moncalieri.

Nel 1998 ha progettato e realizzato Ecospazio, uno spazio di aggregazione per gruppi informali, rivolto agli adolescenti e situato nella zona di Moncalieri.

Dallestate del 1999 in avanti ha gestito diverse attivit nell ambito di Estrad  e successivamente Non solo est promosso dal Comune di Torino, nelle Circoscrizioni IX e X e il progetto VIP nella Circoscrizione IX.

Allinterno della Cooperativa lavorano varie professionalit, diverse a seconda dei progetti da gestire: psicologi, psicoterapeuti, educatori, un medico, un sociologo, operatori ADEST, operatori pari, operatori di comunit.

E attivo un programma di formazione e di supervisione.

La Cooperativa attua un processo di selezione continua degli operatori che vengono affiancati e formati nelle varie strutture.

La Cooperativa collabora in modo stabile con l'Associazione Solidariet Giovanile, di cui costituisce unemanazione, che unAssociazione di volontariato, che cura in particolare sia la formazione degli operatori sia l'ambito progettuale e valoriale.

La Cooperativa inoltre collabora ed strettamente collegata con la Cooperativa Spes e la Cooperativa Bioedil (cooperative di tipo B per il reinserimento lavorativo) e sta attualmente promuovendo tra vari partners un percorso per la costituzione di un Consorzio.

La Cooperativa aderisce al C.N.C.A. – Coordinamento Nazionale delle Comunit di Accoglienza e al CEAPI.

La Cooperativa ha avviato un lavoro interno per la certificazione di qualit.