Il Mulino piccolo
Comunit
Terapeutica per Minori
Premessa
Il progetto della Comunit
Terapeutica per Minori e della Comunit Riabilitativa Psico-sociale per Minori
nasce dall' esperienza clinica ed educativa della Cooperativa Terra Mia che,
dal 1984, opera nell'ambito del lavoro di comunit, dell'educativa
territoriale, del lavoro di prevenzione e formazione nelle scuole.
In particolare, alcune
esperienze specifiche e prolungate di contatto e trattamento di minori, hanno
stimolato riflessioni e momenti di studio sul disagio e sulle patologie degli
adolescenti.
Inoltre, la necessit ormai
sempre pi chiara di una progettualit integrata di risorse tese a sviluppare
connessioni tra i diversi servizi e tra le varie fasi - al fine di rispondere
in maniera flessibile ai momenti di crisi degli adolescenti problematici - ha
aiutato a sviluppare il progetto di due comunit, che, collocandosi in rete tra
loro e all' interno di un circolo virtuoso di rapporti con i Servizi invianti,
la famiglia e il territorio, possano favorire il dipanarsi della soluzione
migliore per il minore.
Metodologia
Il
modello di rete, al quale
la Cooperativa Terra Mia fa riferimento, un modello strategico orientato alla
cultura dellintegrazione e alla cura delle connessioni. Per integrazione intendiamo il tentativo di rispondere in
modo globale e non riduttivo alle varie dimensioni del bisogno delle persone e
per connessione il
coordinamento tra le varie risorse ed agenzie (formali o meno) mobilitate.
La presa in
carico di minori non deve operare riduzioni di complessit: la comunit accetta
di definirsi come punto di una rete per costituire insieme ad altre risorse e
proposte ununica catena.
Unazione
incisiva ed una risposta adeguata alle sfide dell'adolescenza deve valorizzare
e collegare le reti informali della comunit locale per poter usufruire, nel
modo pi completo, delle risorse spesso sconosciute ed inespresse. Per questo,
la comunit, ricerca e valorizza gli apporti offerti dai servizi territoriali,
crea e stimola linterazione con la rete dellassociazionismo e con il mondo
del volontariato e costruisce, ove possibile, un percorso parallelo con le
famiglie dorigine e rivalorizzando gradualmente tutte le risorse e i contatti
positivi delle singole esperienze.
La
comunit viene intesa come struttura aperta, dove cio i cambiamenti possano essere
valutati e riconosciuti, dove esistano tappe che segnino in crescendo un
percorso e dove venga rispettata lindividualit dei singoli.
Inoltre la comunit
aperta, secondo la
metodologia della Cooperativa, viene intesa come spazio in cui sono molteplici
le connessioni con lesterno; in particolare, nella struttura di Moncalieri, da
sempre si sono realizzati progetti di animazione, didattica, intrattenimento e
formazione rivolti alle famiglie, ai bambini e ai giovani. Attualmente, ad
esempio, attiva LAgritorteria del Mulino, spazio di apertura con offerta
di consumazioni e laboratori ecologici, rivolto principalmente a famiglie con
figli.
Ladolescenza si caratterizza per il modo
nuovo con cui le profonde modificazioni del corpo scombussolano il mondo
personale interiore (il vissuto corporeo, la percezione di s, lidentit) e
trasformano le relazioni interpersonali (i rapporti in famiglia, lamicizia tra
pari, il rapporto con il mondo adulto in generale). Nelladolescenza avviene
quindi un processo di trasformazione intrapsichico e relazionale, in un
movimento di presa di distanza (differenziazione) dallinfanzia e dai genitori,
e di nuova integrazione, nellidentit personale del corpo nuovo e nella
societ degli adulti. I compiti dello sviluppo della prima adolescenza si
possono quindi riassumere in una doppia separazione, dallinfanzia e dai
genitori, per poter intraprendere un doppio lungo viaggio, verso lidentit
personale e verso lidentificazione sociale.
Il luogo delle fatiche e delle contraddizioni degli adolescenti
anche lambito in cui possibile cogliere loriginalit delle loro risposte
e i loro punti di forza, riferimenti essenziali da cui partire per empatizzare
con il loro mondo (cfr. Domenico Cravero Ragazzi che ce la fanno, Effat,
2006).
Ladolescente sofferente dal punto di viste
psicologico, che si trova gi fisiologicamente allinterno di un processo
delicato di transizione e di grossi mutamenti fisici e mentali, va a maggior ragione accolto e accompagnato
in modo specifico e attento. In particolare andr recepita la sua confusione,
lo smarrimento, lincapacit di comprendere quello che gli sta succedendo
(soprattutto per quello che riguarda lesordio o lacuzie del sintomo
psichiatrico), il tentativo di difesa (ad esempio attraverso la scissione,
lidentificazione proiettiva o il passaggio allatto), i vissuti depressivi di
solitudine e perdita. Nella relazione con ladolescente sar importante
conoscere profondamente i suoi processi di individuazione, l uso pi o meno
corretto che ne fa e i meccanismi difensivi di cui si serve contro di essi. La
nostra posizione nei suoi confronti e luso che noi faremo delle informazioni
via via raccolte da lui permetteranno a noi una corretta identificazione a lui
e a lui una controidentificazione a noi determinando cos un effetto a specchio
che indurr vissuti di
riconoscimento di aspetti parziali, settoriali e globali del s; dobbiamo
riuscire a capire come lui in quel momento e cosa vuole dirci (Senise
Psicoterapia breve dindividuazione, Feltrinelli, 1994).
In questa prospettiva la globalit
dellintervento degli educatori e dei terapeuti, la valenza della diagnosi ed
anche della terapia farmacologica possono acquisire un significato simbolico
omogeneo di comunicazione empatica, rassicurante, riflessiva, contenitiva, di
stimolo delle risorse personali a seconda dei bisogni e dei momenti. I vari
interventi allinterno della comunit (i momenti individuali, i gruppi, lo
spazio ricreativo, le attivit pratiche) sono collegati tra loro e si richiamano
sinergicamente; anche dal punto di vista teorico possibile utilizzare una
rete di modelli con tecniche e strategie propri.
La Comunit Terapeutica e
Riabilitativa psico-sociale per Minori, specificamente compresi nella fascia d
et 10-14 anni, si rivolgono, secondo le parole della DGR 41/2004 a minori che
hanno superato la fase acuta di un disturbo, ma necessitano di sostegno e una
terapia specifica. Lobiettivo quindi specifico: un adolescente con disturbo
psicopatologico superiore al disagio semplice.
Lobiettivo specifico e la competenza clinica
non vanno per disgiunti da una lettura multidimensionale del problema, comՏ
descritta nel modello bio-psicosociale, e da una strategia di rete che
modelli intorno e attraverso il gruppo dei minori in comunit un ambiente
terapeutico.
Tutta la letteratura sulla comunit
terapeutica, a partire dalle prime esperienze inglesi con gli adulti
psichiatrici, sottolinea la valenza terapeutica di un ambiente che si pone come
matrice simbolica, pi che attraverso linterpretazione, attraverso la
comunicazione insita nei comportamenti quotidiani; evidenzia inoltre
limportanza di fornire occasioni graduate di riapprendimento delle capacit e
di rimodellamento dei comportamenti.
I referenti teorici, oltre all approccio di
base della Cooperativa che di matrice sistemica, sono dunque molteplici:
-
la cultura di
comunit e lesperienza educativa;
-
la
neuropsichiatria dello sviluppo;
-
limpronta
psicodinamica, relativa principalmente alla rappresentazione interiore;
-
limpronta
sistemica per quanto riguarda linfluenza sui comportamenti da parte della
comunicazione e la complessit della posizione del minore nella sua famiglia;
-
la
psicofarmacologia;
-
la teoria del
compito evolutivo.
Deriva da quanto detto l impostazione che
considera indispensabile luso e lintegrazione di diverse professionalit, in
particolare educatori per il polo
educativo e neuropsichiatri infantili e psicologi per il polo clinico, con
costante riferimento agli invianti delle ASL, per garantire agli ospiti,
tramite una corretta e veloce ricostruzione del passato, una progettazione
post-comunitaria ben collegata alle risorse sociali, scolastiche e lavorative.
Quindi, la connessione tra i vari Servizi
(NPI, servizi Socio-assistenziali) ed eventualmente, ove coinvolto, con il
Tribunale dei Minori, costituisce momento fondamentale del lavoro di comunit.
Nella comunit un
gruppo di adolescenti e un gruppo di operatori condividono esperienze di vita e
specificit professionali diverse, cercando una coerente integrazione e uno
stile unitario degli interventi.
Al centro del progetto vi la persona
dell'adolescente con il proprio disagio e soprattutto la fatica di lasciarsi
raggiungere e incontrare ("agganciare"), portando con s inevitabili
vissuti di trascuratezza, di abbandono e di violenza. Il progetto di comunit
elaborato da un'quipe debitamente preparata nella specifica professionalit e
formazione e composta da terapeuti e da educatori.
Trattamenti terapeutici e stili di vita, lavoro intrapsichico e
valori pedagogici si intrecciano e si completano, soprattutto quando gli
operatori si impegnano a integrare le loro competenze e metodologie.
Gli operatori con funzioni
terapeutiche curano
particolarmente il lavoro intrapsichico di rielaborazione della storia di vita
e l'individuazione dei nodi di maggiore sofferenza psichica.
Ambiti essenziali di questo
lavoro sono il rapporto con le figure di attaccamento, il radicamento
familiare, lesperienza della corporeit, il vissuto dellaffettivit,
l'immaginario della sessualit.
Gli
operatori con funzioni educative accompagnano gli adolescenti nellaffrontare le insidie della
quotidianit; curano lambiente, che deve essere familiare; gestiscono regole
ed affettivit; individuano e selezionano le opportunit per il tempo libero
presenti sul territorio; affrontano i rapporti con gli insegnanti dei corsi
frequentati o guidano l'orientamento delle scelte lavorative; introducono gli
ospiti nei diversi laboratori proposti; li accompagnano nei lavori di
manutenzione e nella cura della casa.
Ambiti vitali della
progettazione educativa della comunit sono la quotidianit, la vita di gruppo
e la socialit, cio la capacit di stare con la gente e di vivere da cittadini
attivi.
La figura del responsabile,
oltre alle mansioni tecniche di coordinamento dell'quipe, di referente dei
contatti con l'esterno e di referente per la Cooperativa della metodologia
generale, cura
la sinergia degli interventi e supervisiona la conduzione e la verifica dei Contratti
Terapeutici Personalizzati.
E' prevista una
supervisione clinica sui singoli casi.
Le difficolt nella crescita degli adolescenti
doggi non vanno imputate e interpretate semplicemente come colpa della famiglia. I genitori vanno invece
sostenuti e accompagnati, in un momento di transizione cos difficile, anche
dal punto di vista sociale.
Uno dei maggiori rischi da tenere sotto
controllo la confusione dei ruoli.
Spesso i genitori utilizzano, forzatamente, i loro vissuti
personali nel tentativo di creare una grammatica relazionale che consenta di
aprire un varco nelle inquietudini di oggi. Altre situazioni vedono lassenza
dei genitori costretti a lavorare e che affidano al telefono unimpossibile
comunicazione.
Tutto ci porta come conseguenza:
-
confusione tra
autorevolezza ed autoritarismo;
-
sensazione di
inadeguatezza di fronte alla responsabilit delleducare;
-
profondi sensi di
colpa che spesso, anzich aprire all'azione responsabile, aumentano la
fragilit affettiva e riducono la capacit educativa.
In particolare, in famiglie con un adolescente sofferente dal
punto di vista psicologico o
psichiatrico, lobiettivo generale resta quello di sostenere genitori e figli
in un momento delicato quale quello dellesordio, dellacuzie o della
remissione della patologia, comprenderli, accompagnarli e favorire i processi
di separazione-individuazione (anche attraverso la separazione fisica che
comporta la permanenza in comunit).
Molto spesso i genitori non riconoscono nella persona che hanno
davanti il figlio di una volta, sono sbalorditi dal suo comportamento, confusi
e preoccupati nel non saper cosa fare, delusi nelle loro aspettative, incapaci
di comunicare con qualcuno che reagisce in modi inaspettati e contradditori.
importante utilizzare questo momento di sconcerto per
aiutarli ad elaborare le frustrazioni connesse alle aspettative deluse, a
divenir consapevoli che il figlio altro da loro e, nello stesso tempo
scoprire dentro di loro nuove modalit di rapporto con un figlio (Senise).
Nel percorso terapeutico della comunit sono
previsti momenti di incontro, di formazione o di terapia familiare per le
singole famiglie (con lo psicologo o con il mediatore familiare), coinvolgendo,
a seconda del caso, lintero nucleo familiare o un singolo genitore.
La
scuola e la formazione
Particolare importanza nel progetto riveste
l ambito dellistruzione obbligatoria e della formazione. Superata la fase
critica, ove le condizioni lo consentano e a seconda delle valutazioni
dellՏquipe curante, gli ospiti potranno frequentare la scuola vicino alla
comunit o quella di provenienza in modo da garantire il pi possibile una
situazione di quotidianit sana e regolare. Gli educatori e il neuropsichiatra
infantile di riferimento cureranno i rapporti con i docenti in modo che la
frequenza sia unoccasione costruttiva di ripresa di normalit e non una
situazione frustrante per lospite o per i suoi compagni di classe. Anche la
scelta di un corso di formazione professionale costituisce un momento
importante nella progettazione del contratto terapeutico ed educativo
individuale.
Spazi specifici allinterno della comunit sono dedicati al
sostegno scolastico ed alla formazione (ove lo si valuti necessario si possono
programmare momenti di educazione alla salute, educazione allaffettivit,
approfondimento dellattualit, formazione sui film).
Sede
La sede proposta per le Comunit unarea poco
distante dal centro di Moncalieri e molto vicina a Torino; una zona
tranquilla, dotata di rete accessibile ai servizi generali, sociali, sanitari.
I servizi sanitari di riferimento sono dell ASL 8, ma in circa 10 minuti di
auto si raggiunge lOspedale
Infantile Regina Margherita e ogni proposta educative e ricreativo-culturale
del territorio. A 10 minuti a piedi c' la scuola elementare e la scuola media
inferiore (borgata S. Maria).
La Cooperativa ha gestito in tale sede delle
comunit terapeutiche a partire dal 1994 ed quindi molto radicata nel
territorio: ha gi una serie di collegamenti formali e informali (Scuole,
Servizi sanitari di base, Forze dell' ordine, Associazioni, Parrocchie) e ha
inoltre attivato diversi progetti riguardanti ladolescenza e la famiglia
proprio nel territorio moncalierese.
Le due case, separate tra di loro, sono
nuove, ma ricostruite su vecchie strutture rurali caratteristiche (i mulini); gli ambienti interni sono
spaziosi e funzionali, arredati in
modo semplice, ma vivace; latmosfera generale familiare. Una grossa area
esterna circonda le due case e offre molteplici occasioni di attivit e
socialit (un grande cortile, unarea giochi, campi agricoli, serre, un campo
da beach volley). Vi inoltre la presenza di animali (pony e capre).
A) La Comunit Terapeutica per Minori
Strada Carpice 17
– 10024 Moncalieri (TO)
Tel. 011/64.67.378 Fax 011/64.67.604
Destinatari
Il centro accoglie adolescenti e giovani di
ambo i sessi in et compresa tra i 10 e i 14 anni (estensibile eventualmente a
16), inviati dai servizi di Neuropschiatria Infantile, con disturbi
comportamentali in fase sub acuta, correlati a patologie psichiatriche dell'et
evolutiva e dell'adolescenza, che non possono essere trattati a livello ambulatoriale,
domiciliare o semiresidenziale.
La
comunit accoglie minori con gravit del quadro individuato attraverso l'asse 1
del ICD10 OMS.
Laccesso
e di norma successivo al ricovero ospedaliero presso strutture complesse di
Neuropsichiatria Infantile ovvero in SPDC o altre strutture di ricovero (cod.
40) (nei casi in cui il ricovero sia stato definito su progetto congiunto dei
servizi di NPI e di Salute Mentale ed esclusivamente per minori dai 16 anni) o
alternativo al ricovero con modalit preventive dello stesso.
Due posti, tra i dieci disponibili, verranno
riservati al Pronto Intervento (e dunque retribuiti all80% della retta
giornaliera quando non occupati e al 100% quando occupati). Per tali situazioni
sar in ogni caso necessario, preventivamente allinserimento, un accordo tra
lՏquipe della comunit e i Servizi invianti.
Obiettivi
e progetto del servizio
Gli obiettivi prioritari che il servizio prevede sono mirati
essenzialmente, in un lasso di tempo limitato, al superamento e al sostegno
della fase critica della patologia nel suo esordio o in episodi acuti
successivi.
In particolare:
-
accompagnamento e
contenimento delladolescente in un momento delicato quale quello della
crisi, anche per evitare ricoveri o limitarne al massimo la durata;
-
creare un clima
accogliente e familiare, ma nello stesso tempo professionale e terapeutico che
possa non essere frustrante e che sappia affrontare in maniera seria i sintomi
espressi;
-
offrire uno spazio di
stacco dalla realt familiare in cui, attraverso la mediazione di figure
accoglienti, ma neutrali, poter riflettere e ripensare a s non solo in
modalit patologiche;
-
offrire uno spazio,
non ospedaliero, di valutazione, diagnosi e impostazione del trattamento, anche
farmacologico della patologia;
-
offrire strumenti
specifici terapeutici individuali e di gruppo.
-
offrire momenti
pedagogici e ricreativi attraverso lutilizzo di laboratori che stimolino
l'interesse personale e la collaborazione di gruppo.
-
offrire
sostegno alle famiglie.
-
La comunit intende
porsi cos come un oggetto buono in grado ricostruire quello spazio mentale compromesso dalla
condizione di vita precedente.
I supporti essenziali in questo
difficile processo sono essenzialmente due:
-
il
lavoro terapeutico ed educativo, attraverso il costante alternarsi di scissione
e di integrazione, decostruzione e ricostruzione nel rapporto duale con gli
operatori;
-
la condivisione
nel gruppo di appartenenza degli stati emotivi e degli affetti.
La comunit
terapeutica possiede un modello teorico esplicito e condiviso dallՏquipe al
quale si riferisce per limpostazione delle metodologie operative, per
garantire un intervento terapeutico multidimensionale, che tenga cio conto del
lavoro sulla persona, del supporto farmacologico, della gestione del gruppo e
delle famiglie.
La coerenza delle risposte e
delle proposte della comunit ritenuta fondamentale, anche per contrastare la
tendenza degli adolescenti ad instaurare giochi simmetrici, ad attaccare la
stabilit e la coerenza dellistituzione e metterne in discussione lautorit.
Il metodo di intervento fondato
principalmente sul trattamento individuale, ma anche sulla dimensione di
gruppo, avvalendosi di strumenti psicoterapeutici e pedagogici; sono infatti
previsti momenti di condivisione attraverso gruppi psicodinamici e momenti
pedagogici che garantiscano il confronto sulla gestione sul piano della
quotidianit.
Le fasi della presa in carico
La durata
del periodo di permanenza nel programma personalizzata ed individuata in
collaborazione con gli invianti ed in genere non superiore a 120 giorni,
prorogabili per un ulteriore quadrimestre. In ogni caso si prevedono tre fasi del
percorso terapeutico: l'accoglienza, la comunit e la dimissione.
Laccettazione
dell'adolescente preso in carico preceduto da uno o pi colloqui di conoscenza tenuti dal responsabile della
struttura e dal neuropsichiatra infantile e da una riunione con i Servizi di
presentazione del caso e di prima valutazione diagnostica.
a) La fase dell'accoglienza
Il progetto
comporta una fase iniziale di conoscenza e di costruzione della fiducia, poich
si ritiene necessario ottenere unalleanza terapeutica che si basi sulla
complicit terapeutica e sul senso di appartenenza senza dimenticare la
centralit dellintervento e la collaborazione con la famiglia dorigine.
Questa fase prevede:
-
unindagine
psicologica e anamnestica;
-
una
ricostruzione della rete familiare e sociale;
-
una prima
discussione dՎquipe per aiutare l'adolescente ad
attribuire un senso alla sua presenza in comunit e a collocarla rispetto alla
storia precedente.
I dati
dell'osservazione e del colloquio, raccolti e codificati tramite scheda, servono
come "materiale base" per la formulazione del Contratto
Terapeutico Personalizzato (CTP).
In stretta collaborazione con i
Servizi invianti durante la fase dell'accoglienza possono essere somministrati
e utilizzati, oltre ai consueti test proiettivi (Rorschach, TAT), anche altri
strumenti diagnostici, particolarmente per l'individuazione di eventuali
disturbi di personalit (asse II del DSM).
Il lavoro di comunit prevede,
fin dallinizio, la preziosa e costante collaborazione con gli invianti che
hanno seguito gli adolescenti nel loro travagliato e difficile percorso
evolutivo, e garantiscono pertanto tutta una serie di preziose informazioni che
danno continuit e senso al percorso. Ogni
adolescente ascoltato e accolto portatore di problemi specifici ed originali
che riguardano la sua storia evolutiva, i suoi vissuti, il suo ambiente vitale.
La sua presa in carico esige che
ci si accosti alla sua vita con piena disponibilit e con un profondo rispetto.
Laccoglienza, fin dal primo
momento, deve tendere a dare chiarezza.
I nuovi criteri di vita, proposti
in comunit, non devono porsi in totale contrapposizione con le attese ed i
bisogni espressi (pena la loro totale inaccettabilit); non devono per negare
la dimensione del piacere, anzi, devono essere competitivi, affascinare e sedurre.
Il primo approccio con chi entra
nella comunit deve quindi privilegiare la relazione, l'empatia e la vicinanza
fisica. Ogni contatto deve essere efficace, reale e caloroso. Il setting
dellaccoglienza deve essere particolarmente curato perch non deve apparire
neutro ed anonimo (tanto meno freddo, disordinato, disadorno). Deve contenere
un richiamo ed esercitare un suo fascino.
LAccoglienza e le sue proposte si pongono
come nodi di rete per costituire, insieme ad altre risorse, ununica catena, attraverso cui promuovere lintervento
della rete istituzionale e individuare la collaborazione con i familiari.
La fase di accoglienza si differenzia dalla
comunit, oltre che negli obiettivi prioritari e pi specifici, anche nel
diverso utilizzo dei laboratori e di alcune attivit quotidiane.
La durata
dell'accoglienza (indicativamente un mese) condizionata dal raggiungimento
dei seguenti sotto obiettivi:
- la definizione di un quadro
diagnostico sufficientemente completo;
- l'avvio della catena
terapeutica;
- l'aggancio emotivo e affettivo
dell'adolescente;
- la stesura del primo Contratto
Terapeutico Personalizzato.
b) La fase di comunit
terapeutica
Il
tempo della comunit si propone due sotto obiettivi specifici:
-
svolgere
un'azione di contenimento capace di accogliere quotidianamente e complessivamente il
disagio e anche la patologia e di portare a rielaborare la distruttivit e
langoscia che ne conseguono;
-
sviluppare una
funzione evolutiva e trasformativa,
per opera del gruppo e, soprattutto, dell'quipe degli operatori, coordinati in
modo da offrire un clima emotivo tale da poter sostenere e affrontare limpatto
con le intense e massicce cariche affettive ma anche aggressive dei pazienti.
In questo difficile
lavoro la comunit dispone di due strumenti fondamentali affidati agli
operatori:
1) la cura della dimensione
di gruppo, sia
nell ambito affettivo che nel concreto stile di vita che caratterizza la proposta
della comunit.
2) la presa in carico
del percorso terapeutico individuale di ogni ospite che avviene attraverso: (a) i colloqui
terapeutici; (b) la formulazione dei Contratti Terapeutici Personalizzati; (c) le relazioni periodiche
scritte e i contatti con i Servizi invianti.
Ogni ospite ha uno psicologo
di riferimento
con il quale ha la possibilit di un colloquio settimanale e un educatore di
riferimento con
il quale verifica sistematicamente gli obiettivi del contratto.
I singoli contratti
possono prevedere percorsi di psicoterapia breve.
Gli operatori di
comunit lavorano in quipe per superare la dimensione individuale del lavoro
terapeutico e per garantire:
-
un
lavoro clinico attraverso
la professionalit di psicologi, psicoterapeuti, neuropsichiatri infantili
-
un
lavoro educativo attraverso
la professionalit di pedagogisti, educatori...
-
una
presenza vitale
attraverso i volontari, gli ospiti, persone significative e amici invitati in comunit.
L'intenso
lavoro in quipe permette, nel trattamento dei problemi degli ospiti, di
avvicinare tra loro elementi in precedenza frammentati o discontinui per
offrire una cornice vitale affidabile che renda possibile la comprensione,
l'integrazione, l'elaborazione e la trasformazione di quelle esperienze di vita
scisse, dolorose e scoordinate, che hanno impedito finora una vera integrazione
del S.
Il tempo della
comunit stabilito in base al raggiungimento degli obiettivi realistici
individuati nel contratto terapeutico personalizzato (mediamente altri 3 mesi
eventualmente rinnovabili).
c) La dimissione
La fase finale della
comunit prepara e organizza il passaggio successivo che, in base alle varie
situazioni individuali, potr essere il rientro in casa o il passaggio ad altra
struttura e, nello specifico, il passaggio nella comunit riabilitativa psico-sociale.
La funzione che la
comunit svolge in questa fase consiste nell'apporto di mediazione nei
confronti della realt, evitando sia di sottoporre l'adolescente a un
sentimento di inadeguatezza, di fronte a compiti troppo difficili, sia di
stemperare la tensione verso la realizzazione dei compiti di sviluppo e
nell'accompagnare l'adolescente a raggiungere risultati capaci di rinforzare
l'autostima e le abilit personali.
Lambito della socializzazione
particolarmente curato, con lobiettivo di rinforzare tutto ci che riguarda la
definizione della propria identit, in crisi da sempre, e maggiormente
inficiata da aspetti fortemente problematici del proprio percorso evolutivo.
La fase delle dimissioni la pi
personalizzata ed descrivibile solo in termini individualizzati.
La comunit per non
essere percepita e vissuta come luogo di reclusione punitiva deve darsi
un'organizzazione di tipo familiare, con tempi e spazi concepiti e arredati in
modo da richiamare gli ambienti di vita quotidiana.
La giornata deve
essere sempre attiva, propositiva e stimolante, in modo che la comunit non sia
percepita come luogo di esclusiva medicalizzazione o come spazio utopistico
dove i progressi rischiano di non essere adattabili allambiente esterno.
La scansione del
tempo della giornata in ritmi stabili e prevedibili offre la possibilit di
sperimentare un flusso temporale alternativo alla ripetitivit circolare del
tempo psicotico.
Disporre di punti di riferimento
concreti e attivi durante tutto l'arco della giornata facilita la ricerca delle
mediazioni e l'accettazione dei necessari stacchi tra impulso e azione, cos
impossibili nei comportamenti acting out.
Oltre
ai colloqui terapeutici la giornata prevede lattivazione di diversi gruppi di
lavoro, nellarco della settimana:
-
gruppi
di matrice educativo-pedagogica finalizzati allorganizzazione e gestione della vita in comune e
degli atelier pratici;
-
gruppi
emozionali volti
al riconoscimento e allespressione delle emozioni. (laboratori di espressione
corporea, di linguaggio gestuale, di teatro, musicali);
-
gruppi
cognitivo-comportamentali finalizzati al riconoscimento delle relative strategie
adattative;
-
gruppi
per la gestione degli spazi relativi al tempo libero e alle attivit sportive;
-
gruppi
quotidiani di verifica volti al racconto dei fatti significativi della giornata e
allespressione degli stati emotivi.
Gli atelier pratici sono legati ad
attivit informatica o ad attivit florovivaistica.
L'organizzazione
giornaliera del centro la seguente:
ore
07,30 inizio giornata – igiene personale - pulizia camere.
ore
08,00 colazione
ore
09,00 laboratori
ore
11.00 pausa - attivit varie
(sistemazione ambienti, lavori)
ore
13.00 pranzo - attivit ricreativa
ore
15.00 laboratori
ore
16.00 pausa - attivit varie
ore
18.00 attivit terapeutica di gruppo
ore
19.30 cena
ore
21.00 attivit ricreative, tempo insieme
ore
22.00 verifica e chiusura della giornata.
Nellarco della giornata, possono essere organizzati spostamenti
al di fuori della struttura, per attivit (ricreative, culturali) sul
territorio. Particolare attenzione viene data alle attivit sportive.
Gli operatori in equipe
Il gruppo degli operatori
formato, a turni o per presenza programmata, dalle seguenti figure
professionali :
-
un
Dirigente Sanitario (dr.ssa Giulia De Ferrari)
-
unՏquipe
di neuropsichiatri infantili (dr. Giulio Spinelli, dr. Antonio Leccese, dr.
Eugenio Marotta)
-
una
responsabile del centro (E.P. Dorina Campagnari)
-
uno
psicoterapeuta (dr. Giorgio Festa)
-
uno
psicologo (dr.ssa Lidia Bonandin)
-
una
presenza infermieristica
-
7
educatori professionali
-
4
O.S.S.
-
2
animatori dei laboratori
-
volontari
L'quipe si avvale
della consulenza stabile di un supervisore.
Operare in una comunit
terapeutica per adolescenti comporta una formazione specifica, possibilmente
sul campo, perch, stare con gli adolescenti
significa lavorare in un regime di costante flessibilit e indeterminatezza,
sia sul lato degli interventi che su quello dei risultati; significa essere
disponibili alla vita di comunit, al rapporto quotidiano con i ragazzi, basato
non solo sulla competenza professionale ma anche sull'interesse e sull'apertura
mentale a intessere vere relazioni di empatia (ma non intrusive); significa
ancora la disponibilit ad esaminare le proprie reazioni emotive nei confronti
degli altri.
L'operatore deve
costantemente verificare in quipe la sua capacit di porre limiti e confini
alle tendenze trasgressive e manipolatrici degli ospiti e la sua competenza nel
negoziare le richieste sempre pressanti e incalzanti.
Gli operatori,
inoltre, devono gestire ed
elaborare il senso di impotenza, di colpa e di fallimento di fronte ai momenti
di crisi dell'adolescente, ai possibili agiti violenti e all'eventualit del
prolungarsi del trattamento; devono difendere i confini dell'istituzione
dallirrompere delle proiezioni del paziente e nello stesso tempo aiutarlo a
costruire e accettare i propri limiti.
Altre volte, le angosce
psicotiche di morte e il degrado della relazione pu indurre nell'operatore un
progressivo disinvestimento affettivo, impedendo cos che la relazione di aiuto
si mantenga come oggetto solido e sano, come positiva area transizionale del
fragilissimo mondo psichico adolescente.
Il lavoro
settimanale di quipe e la supervisione mensile permettono di creare un sistema
condiviso di lettura degli accadimenti per mantenere viva lattitudine
allosservazione e alla curiosit e costante l'interesse verso la relazione e
la garanzia di interventi in cui professionalit e spontaneit si mantengano in
equilibrio.
Sono due le funzioni svolte dalle
riunioni di equipe:
-
difendere
e alimentare la coerenza della struttura organizzativa e della prassi
metodologica;
-
supervisionare
la relazione di aiuto perch si mantenga in termini coerenti e, insieme,
flessibili.
Inoltre, momenti di formazione
specifici proposti dalla Cooperativa serviranno ad approfondire le tematiche e
le problematiche affrontate in comunit.
L quipe della
comunit terapeutica e lՏquipe della comunit socio-riabilitativa, data
lunicit del progetto complessivo e della metodologia dintervento, hanno,
oltre ai momenti specifici di ogni quipe, momenti comuni di formazione,
supervisione, confronto sulla gestione dei casi in comune.
Gli strumenti
specifici dell equipe sono:
-
il
regolamento interno,
-
il
quaderno operativo,
-
il
quaderno delle riunioni dՏquipe,
-
i
verbali delle riunioni di gruppo,
-
le
cartelle individuali (contenenti dati anamnestici, valutazioni diagnostiche,
interventi effettuati, aggiornamenti sulle situazioni, verbali dei colloqui
individuali, interventi con le famiglie, relazioni),
-
le
cartelle mediche e di prescrizione farmacologica,
-
le
schede di valutazione.
Presentazione della
Cooperativa Terra Mia
La Cooperativa Terra Mia, iscritta
all Albo Regionale delle Cooperative Sociali ed Ente ausiliario della Regione
Piemonte nellambito della prevenzione e cura di soggetti tossicodipendenti,
sorta allinterno di unesperienza di base avviata nel 1984 per rispondere alle
esigenze della popolazione di un territorio e, in particolare, dei giovani.
La Cooperativa nata da
unesperienza di ricerca-intervento attuata nella Circoscrizione IX della Citt
di Torino che ha portato ad occuparsi gradualmente in modo attivo delle varie
forme di disagio e in particolare della tossicodipendenza; un primo nucleo di
comunit terapeutica risale al 1984.
Fondamentale, nella metodologia
della Cooperativa, rimasto il profondo legame con il territorio e lapproccio
caratteristico, su una base teorica di tipo sistemico, del lavoro a rete. Nel corso degli anni infatti cՏ stata una
ricerca costante ad operare in modo integrato con le risorse del privato
sociale e con le strutture dellEnte Pubblico, mirando alla realizzazione di
una politica sociale innovativa e attenta ai bisogni emergenti.
Lintervento di Terra Mia si
struttura dunque in modo complesso su almeno tre versanti:
-
il rapporto
terapeutico ed educativo nelle comunit di accoglienza;
-
la presenza sul
territorio come animazione e promozione;
-
il lavoro e la
professionalit come strumenti educativi, come spazio di protagonismo, come
intervento sui processi di comunicazione.
La Cooperativa gestisce
attualmente quattro comunit terapeutiche residenziali per adulti con
problematiche di dipendenza che nel corso degli anni si sono trasformate e
specializzate per quanto riguarda gli interventi e la metodologia, soprattutto
nellambito della gestione dei percorsi brevi, del reinserimento lavorativo,
della comorbilit psichiatrica, del trattamento di madri tossicodipendenti con
i loro figli. Gli interventi terapeutici si caratterizzano per un programma
strutturato in fasi, all interno del quale ogni ospite ha un progetto
educativo personalizzato.
Nello specifico sono attive:
-
una comunit residenziale
per i casi di doppia diagnosi e di terapia breve;
-
una comunit
femminile che ospita madri con figli;
-
due comunit
residenziali di reinserimento.
La Cooperativa inoltre in questi
anni ha promosso momenti di studio e formativi, ricerche- intervento (le pi
recenti centrate sugli adolescenti, i genitori e il volontariato, sugli
adolescenti e il rapporto con il corpo, sulle discoteche, sull utilizzo delle
nuove droghe e sui non luoghi di aggregazione degli adolescenti) e lavoro di
strada.
Vedi:
Cravero D. Ragazzi che ce la fanno, Effat,
2006
Cravero D. Corpi allo specchio, EDB, 2006
Cravero D. Padri e madri insieme, EDB, 2004
Cravero D. Fascino della notte, paura del
giorno, EDB, 2001
Cravero D. Se tuo figlio in discoteca,
EDB, 1998.
Nel 1998-99, la Cooperativa, ha
partecipato al progetto POS (operatori di strada) in collaborazione con l ASL
1 di Torino e da allora ha continuato a portare avanti un lavoro di strada
nella zona di Porta Nuova.
Dal 2000, per conto del Comune
di Torino, gestisce un dormitorio a bassa soglia a Porta Nuova per persone con
problemi di dipendenza e fino al mese di ottobre 2002 ha collaborato al progetto SOS di ospitalit per persone
dimesse dal carcere.
Numerose sono le iniziative
rivolte a ragazzi, genitori ed insegnanti ed quipe specifiche lavorano negli
ambiti dei bambini, degli adolescenti e dei giovani, delle famiglie.
Dal 1998 al 2004 la Cooperativa
ha gestito nella Circoscrizione IX della Citt di Torino, un centro diurno
terapeutico per minori, in regime di accreditamento con il Comune di Torino; da
dieci anni, nellambito degli interventi di prevenzione, svolge laboratori ed
interventi educativi e formativi
(in particolare percorsi centrati sull affettivit e sulla sessualit)
per gli allievi di varie scuole elementari, medie inferiori e superiori di
Torino e Provincia. Gestisce altres sportelli per le famiglie e conferenze per
i genitori.
Da quattro anni gestisce, in
collaborazione con l' Associazione Odissea 33 di Chivasso, una comunit
residenziale socio-assitenziale di prima accoglienza per minori.
Ha promosso numerose Scuole per
Genitori presso parrocchie, scuole e per conto del Comune di Moncalieri.
Nel 1998 ha progettato e
realizzato Ecospazio, uno spazio di aggregazione per gruppi informali,
rivolto agli adolescenti e situato nella zona di Moncalieri.
Dallestate del 1999 in avanti
ha gestito diverse attivit nell ambito di Estrad e successivamente Non solo est promosso dal Comune di
Torino, nelle Circoscrizioni IX e X e il progetto VIP nella Circoscrizione IX.
Allinterno della Cooperativa
lavorano varie professionalit, diverse a seconda dei progetti da gestire:
psicologi, psicoterapeuti, educatori, un medico, un sociologo, operatori ADEST,
operatori pari, operatori di comunit.
E attivo un programma di
formazione e di supervisione.
La Cooperativa attua un processo
di selezione continua degli operatori che vengono affiancati e formati nelle
varie strutture.
La Cooperativa collabora in modo
stabile con l'Associazione Solidariet Giovanile, di cui costituisce
unemanazione, che unAssociazione di volontariato, che cura in particolare
sia la formazione degli operatori sia l'ambito progettuale e valoriale.
La Cooperativa inoltre collabora
ed strettamente collegata con la Cooperativa Spes e la Cooperativa Bioedil
(cooperative di tipo B per il reinserimento lavorativo) e sta attualmente
promuovendo tra vari partners un percorso per la costituzione di un Consorzio.
La Cooperativa aderisce al C.N.C.A.
– Coordinamento Nazionale delle Comunit di Accoglienza e al CEAPI.
La Cooperativa ha avviato un
lavoro interno per la certificazione di qualit.