Centro promozione della famiglia

 

Genitori e figli, insieme per un mondo migliore

 

La Scuola dei genitori

Il caffè dei genitori

I laboratori pedagogici

Lo sportello di ascolto e consulenza

La formazione delle nonne e dei nonni

Il forum permanente sull'educazione familiare

 

Il Centro promozione della famiglia della Coop. Terra Mia si presenta come una composizione e una sinergia di proposte e di progetti per il sostegno alla relazione ed alla quotidianità genitori-figli. E' anche un luogo, reale e simbolico, per le famiglie, pensato con lo scopo di aiutare a riflettere e ad accrescere capacità e competenze, non solo nell'educazione dei figli ma anche per se stessi, in relazione alla propria identità di donne e di uomini.

L'incontro con altri genitori ed altre famiglie favorisce la condivisione del cambiamento profondo che la presenza di un figlio determina nella vita di coppia, e produce forme di aiuto reciproco nell'esperienza educativa.

Le proposte del Centro promozione della famiglia vogliono offrire spazi e tempi di identità e di esperienze vitali:

- luogo della conversazione che favorisce il racconto di sé e la condivisione; che stimola la riflessione sul vissuto personale per esplorare il ricordo, il desiderio e l'emozione; che favorisce l’ascolto di sé e dell’altro, dell’altra, degli altri, delle altre.

- luogo dell'azione e del cambiamento; non è attivismo ma lavoro su di sé e con gli altri, dove il fare favorisce il senso di appartenenza, l’identità di gruppo; dove suggestioni ed emozioni divertenti, fuori dell’ordinario, creano nuove reti di rapporti; fanno intravedere nuove percezioni sé.

- luogo dell'aiuto reciproco per scoprire nuove dimensioni in cui è possibile giocare a reinventarsi.

- luogo della riflessione perché la realtà è difficile, il compito educativo gravoso e le famiglie sono lasciate a se stesse.

 

L'Offerta Formativa del Centro promozione della famiglia riguarda i seguenti ambiti:

 

LA SCUOLA DEI GENITORI

 

Vivete momenti difficili con i figli e non sapete che fare o dove chiedere consigli e aiuto? Siete preoccupati dalla crescita dei vostri bambini ed avete bisogno di scambiare domande ed esperienze con altri genitori? Vi sentite un po' soli come genitori e cercate un confronto per orientarvi? Avete voglia di reagire ai tanti problemi che assillano le famiglie e di realizzare qualcosa di concreto sul vostro territorio a favore dei genitori? …


Le Scuole dei Genitori rispondono a questi interrogati: sono scuole senza pareti, senza professori: mettono in contatto i genitori del territorio, creano forme di auto aiuto; sono i genitori, aiutati e stimolati da esperti e conduttori, che trasmettono le loro conoscenze, che scambiano le loro esperienza. Insieme ci si aiuta a fare fronte alle diverse situazioni alle grandi tappe della crescita: dalla nascita all'infanzia e all'adolescenza, dai problemi dell'educazione a quelli della vita di coppia.

 

Un tempo, quando sorgevano problemi, si poteva sempre contare sulla famiglia allargata, sui vicini di casa, sui professori o i sui curati... Oggi la famiglia è ristretta e isolata e le forme di solidarietà si sono ridotte perché siamo diventati molto più individualisti e i genitori si ritrovano più soli.

Le Scuole dei genitori sono un fenomeno significativo, sorto i questi ultimi tempi, in ogni parte d’Italia (con numerosi paralleli in altre nazioni), e costituiscono un segno evidente che le famiglie non vogliono rassegnarsi e subire.

Queste iniziative nascono per rispondere ai cambiamenti e alle complessità della vita sociale che si ripercuotono sulla famiglia. Sono scuole che puntano sulla forza dei genitori organizzati e dove i genitori sono allo stesso tempo insegnanti ed allievi. Sono scuole di vita!

Le Scuole dei genitori si pongono, in genere, finalità vaste e impegnative:

 

Come si funzionano le Scuole dei genitori?

Ogni ciclo di Scuola dei genitori si avvia quando è possibile raggiungere la cifra di almeno 50 iscritti. E' necessario coinvolgere un numero significativo di famiglie per vivere un'esperienza di forte coinvolgimento anche emotivo insieme alla sensazione che insieme possono essere raggiunti traguardi utili e concreti nell'auto aiuto e una reale incidenza nella presenza sul territorio.

Il confronto delle esperienze avviene in piccoli gruppi (massimo 10 partecipanti). Le riflessioni e le sintesi operative si compiono invece nel lavoro assembleare.

Non si tratta mai di presentazioni cattedratiche o di orientamenti moralistici: si fa leva anche sul piacere di essere genitori e sul tentativo di considerare il genitore attraverso gli occhi del figlio.

Ogni incontro di piccolo gruppo prevede:

- un momento di accoglienza e di condivisione spontanea;

- una proposta di riflessione da parte del conduttore (introduzione al tema, collegamento all'incontro precedente, stimoli ed interrogativi per il lavoro di gruppo);

- lavoro e condivisione in piccolo gruppo;

- sintesi essenziale, rilancio per il prossimo incontro e conclusione a cura del conduttore;

- proposta di un'azione familiare da verificare nell'incontro successivo.

I temi della Scuola dei Genitori sono individuati nella fase di preparazione.

Ogni ciclo di Scuola dei genitori prevede, in genere, quattro incontri serali quindicinali.

I gruppi sono composti secondo criteri di eterogeneità di condizione sociale, per un maggior arricchimento reciproco visto le difficoltà sono trasversali ai diversi ambienti e contesti di vita.

La costituzione del gruppo è realizzata a partire da una realtà comune (età dei figli, residenza delle famiglie, interessi comuni dei figli...) per sviluppare una rete d'appartenenza e favorire l'avvio di forme di auto aiuto;

I gruppi sono coordinati da animatori esperti e formati.

Gli elementi essenziali della Scuola dei genitori sono:

- la riflessione: sguardo di attenzione alla propria esperienza di partner e di genitore, che produce sorpresa e stupore di fornte alla dignità del compito educativo ed accompagna a vedere se stessi e il mondo con occhi nuovi;

- il confronto: ascolto, identificazioni e differenziazione con il partner e con gli altri genitori; fiducia ed empatia che aiuta a meglio comprendere se stessi, a riprendere fiducia nelle proprie capacità e ad accettare i limiti.

- l'azione familiare: impegno per cambiare, confronto per reagire alla rasseganzione; sperimentazione di nuove soluzioni per non darsi per vinti, per tentare nuove strade e per volere il meglio per sé e per i figli;

- l'autoaiuto: è la prima forma dell'azione. Non si limita, però, allo spazio familiare: diventa organizzazione dei genitori, costituenti educativi, azioni nella scuola e nella città.

 

IL CAFFÈ DEI GENITORI

Di mamma ce n'è una sola. Naturalmente è vero, ma la frase non deve essere fraintesa: si cresce meglio in un contesto di famiglia allargata, dove i piccoli diventano un bene comune, dove non si parla solo di problemi e di doveri ma si vive anche il piacere di essere genitori e di disporre di (piccoli) tempi e spazi per condividere con altri questa bella avventura.

Il caffè dei genitori è un piccolo locale in cui incontrarsi come madri e come padri per conoscersi, parlarsi e creare uno spazio di intimità e di amicizia: un'occasione per incontrare altri genitori e creare legami. Gli argomenti della conversazione e dello scambio, animata dagli insoliti baristi del locale sono i soliti: le sorprese e le soddisfazioni dei bimbi che crescono, la cura e l'alimentazione, problemi e difficoltà quotidiane, le provocazioni degli adolescenti, le gratificazioni e le fatiche della vita di coppia...

Oltre al bar (semplice e come autogestito) ci sono altre opportunità: si possono lasciare i bambini in ludoteca, iscriversi e frequentare i laboratori pedagogici, approfittare della consulenza dello psicologo, dell'educatore familiare, della puericultrice, degli esperti della scuola o delle politiche familiari.

Nella sala accanto 12 computer Mac e PC collegati ad Internet sono disponibili per i genitori che insieme vogliono immergersi, con l'aiuto di consulenti, nell'immenso materiale pedagogico e formativo che la rete offre. Sono numerosissimi i siti gestiti da genitori: si possono trovare informazioni utili e stabilire dei contatti interessanti.

Per qualcuno può essere l'occasione buona per essere iniziati gratuitamente ad Internet.

La sola cosa che si paga al caffè dei genitori, sono le bevande e la tessera annuale. Gli stimoli sono sufficientemente forti: non (si) servono bevande alcoliche…

Il caffè dei genitori mette anche a disposizione della consultazione materiale educativo (riviste, opuscoli, volumi, cd, videocassette).

L'accoglienza è personalizzata e la ricerca delle informazioni guidata.

Anche questa è uno strumento per promuovere la frequentazione e l'associazionismo dei genitori.

 

I LABORATORI PEDAGOGICI

 

I laboratori pedagogici sono quattro e riguardano altrettanti ambiti educativi fondamentali:

1 "Lascia che il corpo parli" (laboratori per la qualità dell’espressività e della comunicazione corporea).

2 "Il bambino narratore" (laboratori per l'educazione precoce alla globalità dei linguaggi e alla multimedialità).

3 "Acqua Fuoco, Terra Cielo" laboratori per l' educazione alla socialità, alla mondialità e all'ecologia.

4 "Senza confini" (laboratori per l’educazione interculturale).

 

1 "Lascia che il corpo parli"

Laboratori per la qualità dell’espressività e della comunicazione corporea

 

Il corpo è al centro dei nostri interessi e delle nostre attenzioni: è anche al centro dell'educazione, se non si vuole che diventi feticcio o tabù. La fisicità e la corporeità sono capitoli fondamentali per la pedagogia di ogni età.

Secondo esigenze particolari legate alle età e ai suoi passaggi , il corpo ha bisogno di contatto e di carezze, chiede di essere riconosciuto ed apprezzato nelle sue abilità e competenze, esige di essere accudito e rispettato,pretende riposo e cura; non si accontenta di sé, tende verso il corpo dell'Altro…

Ma il corpo non è un oggetto che si possiede o si manipola, il corpo siamo noi.

 

Per bambini/e e genitori insieme.

Laboratori di gioco corporeo e di comunicazione attraverso il contatto e la comunicazione corporea, a partire da bimbi/e anche molto piccoli/e (per es. giochi di dondolamento, di rotazione, di caduta…; narrazione di storie e filastrocche che hanno il corpo come protagonista…). Attraverso l'attività ludica si possono apprendere nuove forme dell'intimità e del contatto e sperimentare l'emozione intensa dell'essere vicini fisicamente, dello stare insieme, della semplicità e della creatività del gioco e del piacere comunicativo del corpo.

 

Per i genitori

Sono proposti momenti di formazione e di riflessione, condotti da educatori e da esperti sulla cura di sé, sull’espressività nella comunicazione corporea, intendendo il corpo non solo nella sua espressione biologica ma soprattutto nella percezione che ognuno ne ha (non il corpo che ho ma il corpo che sono).

Alcuni temi delle conversazioni formative:

- il rapporto con il cibo e i significati dell’alimentazione a partire dalla prima infanzia.

- stimolare e riconoscere il corpo attraverso il con-tatto e la manipolazione; le modalità di tocco tra bambini e genitori e i loro effetti; crescere sani, equilibrati e sereni: la stima di sé e la fiducia nell'altro attraverso il corpo.

- il corpo e la mente del bambino e della bambina e il corpo dell'adulto. Cosa è importante sapere; il corpo nudo dei figli e il corpo nudo dei genitori, nelle diverse età; la gravità dell'abuso sessuale.

Training dei laboratori pratici

Percorsi rivolti a genitori (divisi in piccoli gruppi e condotti da esperti) per promuovere un'esperienza diretta e consapevole del proprio corpo, per analizzare le sensazioni e le comunicazioni emozionali nelle loro possibilità e nel loro limite; per esplorare lo spazio comunicativo tra il corpo proprio e quello dell’altro.

Mettendosi nel ruolo dei bambini, i genitori riscoprono questo mezzo essenziale d'istruzione: il gioco.

Uno spazio psicomotorio per il bambino impostato sul gioco e sulla comunicazione in cui il corpo con la sua espressione attuale e potenziale sia elemento centrale e privilegiato sia in ambito preventivo sia rispetto ad un problema (scolastico, relazionale etc.) presente nel bambino. Creatività per liberare il corpo, il suo immaginario e il suo linguaggio:

danzaterapia,

musicoterapia,

animazione,

teatro,

psicodramma.

Per i padri

Proposta di un "Percorso sulla differenza della paternità", riservato ai soli padri. Confronto esperienziale, approfondimenti teorici, laboratori pratici per condividere, tra uomini, il gioco corporeo con i bambini e le bambine. Approfondimento e condivisione sulle redefinizione dei ruoli genitoriali e delle identità di genere.

 

2. Il bambino narratore

Laboratori per l'educazione precoce alla globalità dei linguaggi e alla multimedialità

Noi definiamo il mondo di oggi "società complessa" per le grandi opportunità che offre, per il benessere materiale che induce a cercare, per l'enorme diversificazione degli ambiti, dei settori, dei gruppi, dei soggetti e degli stili di vita. Nella società differenziata tutto diventa più caotico e veloce. La complessità della vita va affrontata con la ricchezza interiore, dove la capacità di riflessione diventa abbondanza di comunicazione e di consapevolezza di sé, sostenuta dalla possibilità di favorire e integrare tutti i linguaggi di cui mente e cuore sono capaci.

Per bambini/e e genitori insieme

Laboratori per sviluppare la capacità del/la bambino/a di diventare narratore/narratrice di ciò che prova e di ciò che vive, dei desideri e delle paure, dei sentimenti e delle emozioni… Questo è tanto più possibile quanto più impara a integrare linguaggi diversi per sviluppare consapevolezza, capacità di attenzione, acquisizione di competenze e strumenti espressivi consoni alla propria sensibilità.

Si sviluppano così, negli ampi locali della ludoteca:

Lavorando intorno ad una storia si potranno sperimentare i codici ritmici, musicali, iconici, della parola detta e scritta, alla scoperta del piacere del raccontarsi e dell'esporsi in pubblico.

L'obiettivo dei laboratori consiste nel rendere i bambini precocemente critici e, nello stesso tempo aperti, al fascino delle nuove possibilità multimediali del gioco (i videogiochi) e dello spettacolo (la televisione, il computer, i cartoon, i clip…)

Per i genitori

Conversazioni formative, condotte dagli esperti dei diversi linguaggi, per individuare le condizioni educative del corretto utilizzo dei giochi elettronici, della televisione e del computer.

Incontri di formazione sulla capacità di ascolto e di comunicazione tra adulti e bambini; sulla comprensione e la valorizzazione della vastissima gamma dei linguaggi dei bambini e della bambine.

Laboratori pratici sull'educazione alla lettura e sulla scelta dei libri e dei testi in base alle età e alle caratteristiche dei figli.

Per i padri

Laboratori per soli padri sul gioco con i figli: il tempo da passare con i figli, la scelta dei giochi con i bambini e le bambine, la comunicazione verbale e gestuale, l'integrazione del tempo dedicato al gioco con la condivisione del lavoro di cura e di accudimento dei figli e della casa. Laboratori concreti sul saggio uso della televisione, del computer e dei giochi elettronici.

 

3. Acqua Fuoco, Aria Cielo

Laboratori per l'educazione alla socialità, alla mondialità e all'ecologia

Siamo sempre più soli ed individualisti. Incapaci a vivere insieme, proprio quando il mondo abbatte le barriere e diventa cosmopolita.

Alla degradazione dei rapporti tra e con gli esseri umani corrisponde la degradazione del pianeta. Siamo uniti in un unico destino. La salvezza passa attraverso la vittoria sull'arroganza: verso gli altri e verso la natura.

L'educazione alla socialità, alla mondialità e all'ecologia si rimandano e si rinforzano reciprocamente, fino a produrre nuove sensibilità e nuovi stili di vita. Le emozioni occasionali, l'indignazione e la protesta momentanee, devono diventare, nelle case, nelle scuole e nelle città, competenze acquisite capaci di sostenre comportamenti consapevoli e costanti nel tempo.

Con queste finalità il Progetto articola riflessioni e proposte intorno ai quattro elementi (acqua, cielo, terra, fuoco) che nella tradizione della cultura sia occidentale che orientale sono spesso richiamati per spiegare l’essere ed il mondo.

Per bambini/e e genitori insieme

L'obiettivo è l'educazione allo stupore e alla meraviglia, ma anche al disgusto e all'indignazione.

Laboratori ecologici per manipolare e conoscere gli elementi naturali, per costruire e creare giochi e giocattoli realizzati con materiale naturale e con oggetti "poveri" raccolti, riciclati, riutilizzati.

Laboratori del gusto per stimolare un diverso rapporto con il cibo e un nuovo stile alimentare.

Laboratori multimediali (adatti all'età) sui cambiamenti climatici e la desertificazione (terra); sull'inquinamento dell'aria (cielo); sulla scarsità e lo spreco dell'acqua acqua); sull'impoverimento energetico, sull'incuria e distruzione dell'ambiente (fuoco).

 

Per i genitori

Per i padri

Laboratori per soli padri sull'accompagnamento dei figli al giusto inserimento sociale. I giochi della pace e della non violenza. Laboratori per la presentazione e il commento delle notizie del telegiornale con i piccoli. La televisione dei piccoli: guida al intrattenimento educativo.

 

4. Senza confini

Laboratori per l’educazione interculturale

La globalizzazione dell’economia e l'imporsi del "mercato mondiale" anche nella comunicazione e nelle culture, richiedono l'attitudine e la volontà dei cittadini (e la loro formazione precoce) per la costruzione di una convivenza che non sia solo multiculturale (culture ed etnie diverse che vivono insieme) ma interculturale (culture ed etnie diverse che comunicano e si arricchiscono reciprocamente: il meticciato sociale).

L'educazione interculturale, rettamente intesa non come negazione e rinuncia alla cultura propria ma come integrazione e crescita comune, migliora la vita collettiva e personale.

Per bambini/e e genitori insieme.

- Laboratori di "intrecci e scambi": inventare giochi, animazioni, costruzioni… a partire da materiali, indizi, forme e figure provenienti da culture diverse, valorizzando ed assimilando le differenze e le peculiarità.

- Feste e trattenimenti: "costumi e sapori del mondo" per conoscere usi e tradizioni, trattare cibi e bevande, manipolare fogge e immagini di paesi diversi;

- Danze e ritmi, canti e musiche, per la conoscenza e lo scambio tra genti diverse e la scoperta di culture altre.

Per i genitori

- Training attivi tra adulti e famiglie di provenienze diverse su temi trasversali con l'obiettivo di sviluppare la conoscenza e la stima reciproca, di confrontare visioni etiche e tradizioni differenti su esperienze comuni per il superamento dei pregiudizi e delle diffidenze.

- Ciclo di Film e altri prodotti multimediali di culture extraoccidentali

- Conversazioni formative (a richiesta) di mediazione culturale.

 

LO SPORTELLO DI ASCOLTO E CONSULENZA

Di fronte alla sempre maggiore domanda di colloqui psicologici da parte delle famiglie, viene offerta una risposta specialistica a quelle persone che cercano un maggior sostegno nell'area affettiva-emotiva, attraverso una lettura e un'analisi del bisogno espresso più attenti. Possono essere gravi crisi coniugali, difficoltà serie nel rapporto con i figli, situazioni pesanti che si sono create in famiglia che chiedono di fermarsi per trovare risposte efficaci di cambiamento.

Lo sportello presta servizio di valutazione e di consultazione per bambini, adolescenti, coppie o famiglie in difficoltà.

L'orario di apertura è quotidiano ma si accede tramite prenotazione telefonica al n. 011.7701417.

Sono impegnati in questa attività una psicologa e una psicoterapeuta infantile.

 

LA FORMAZIONE DELLE NONNE E DEI NONNI

Non bisogna guardare con sgomento la vecchiaia, un'età chiamata a testimoniare un frutto indispensabile per le altre generazioni: la saggezza. Per questo i nonni possono diventare un aiuto prezioso e un punto di riferimento per i nipoti e non solo nei tanti servizi quotidiani chiamati a svolgere nelle famiglie. Devono però accettare la centralità del ruolo dei genitori nell'educazione verso i figli e non sostituirsi a loro.

 

Argomenti, domande, provocazioni…

1. Il tempo fugge, i figli crescono, e a volte, si prova il rammarico di non averli goduti abbastanza.

Come c'interroga personalmente, pensando ai figli, il fatto di invecchiare?

I figli ci hanno posto qualche domanda a questo proposito? Abbiamo affrontato qualche volta questo argomento?

E' opportuno, nella famiglia allargata, che i ruoli educativi siano chiari: i nonni devono essere consapevoli che il primato educativo spetta ai genitori.

Investiti di responsabilità anche pesanti e di incarichi impegnativi, i nonni possono trovare difficoltà a mettersi da parte quando arrivano i genitori e a riconoscere il loro ruolo.

E' capitato anche nella nostra esperienza? Come abbiamo affrontato questo problema?

I nonni devono interrogarsi ed aiutarsi vicendevolmente a superare l'illusione della seconda maternità e paternità, accettando il giusto ruolo nei confronti dei genitori.

 

2. E' un rapporto complesso e delicato, quello che lega il bambino sia ai genitori che ai nonni; gli adulti sono suscettibili: possono entrare in competizione, possono sentirsi toccati nella gelosia o nell'autocompiacimento, possono risentirsi…

Tutti abbiamo qualche esperienza a proposito.

Sono opportuni frequenti occasioni di confronto tra genitori e nonni sulle regole da dare in assenza dei genitori e sui comportamenti da tenere. I figli devono sapere che c'è un'intesa di fondo, un'alleanza educativa tra quanti si occupano di loro.

3. Lo scambio vicendevole e fedele dell'amore, dell'amicizia e della sollecitudine nella coppia, sono il miglior sostegno dei genitori che invecchiano. La solidità della loro fedeltà li risparmia dal senso di invidia verso i giovani, dal risentimento verso le novità della storia; li rende ottimisti anche di fronte agli insuccessi e alle contraddizioni del presente; li libera dall'illusione di continuare a vivere nei figli…

Sono le condizioni per sperimentare una nuova, diversa giovinezza.

Una testimonianza significativa, che i nonni possono dare a figli e nipoti, consiste nella loro disponibilità a investire tempo e passione per fare qualcosa di utile per gli altri (nel volontariato, nel servizio e nell'impegno sociale) come attestazione del valore della terza età nella costruzione della società.

4. I nonni possono dare un apporto originale e formativo anche al gioco dei nipotini, fin dai primi anni di vita: la narrazione di storie e favole, l'utilizzazione dei libri, la proposta delle canzoni di ieri, lo scambio di modi diversi di divertirsi, la valorizzazione delle feste e dello stare insieme.

Come reagiscono i nipotini di fronte ai giochi proposti dai nonni? Cosa ne pensiamo? Come accompagnare i piccoli nei giochi loro preferiti (videogiochi, playstation, televisione, cartoni…) ?

5. C'è un unico modo per introdurre i figli al mistero della morte: vivere quella dei propri familiari, dei vicini di casa, delle persone significative della comunità.

Come abbiamo coinvolto i nipotini in qualche lutto familiare? Come hanno reagito?

Quali domande ci hanno posto? Come le abbiamo affrontate?

N.B. Gli argomenti degli incontri rivolti ai nonni vengono scelti di volta in volta.

 

IL FORUM PERMANENTE SULL’EDUCAZIONE FAMILIARE

Chi è, oggi, davvero disposto e convinto ad un rilancio forte della pratica educativa, in tempi di cadute di speranze e di disorientamento etico senza precedenti?

Chi si fa sinceramente carico della formazione della coscienza civile delle nuove generazioni? E’ giusto rimanere indifferenti di fronte ai fenomeni diffusi del disagio e dello sradicamento, o accettare con rassegnazione l’abuso di sostanze nocive e gli episodi di violenza? E' possibile rimanere insensibili ai comportamenti, ai linguaggi e agli stili di vita dei giovani?

I luoghi istituzionali di vita dei giovani hanno perso molto del loro riferimento educativo. I gruppi di appartenenza, che rimangono i più importanti strumenti educativi, raggiungono solo una minoranza di giovani; per il resto i ragazzi s'incontrano e si formano negli spazi che inventano spontaneamente, maturano le loro scelte, si orientano verso i loro ideali e rispondono alle loro domande, nei modi meno convenzionali, rimanendo spesso distanti dagli adulti.

Scommettere sull’educazione significa tentare nuove strade, sperimentare nuovi strumenti per cogliere le risorse e le disponibilità che le nuove generazioni posseggono. Significa accettare di entrare nei territori dei bambini, dei ragazzi e dei giovani, lasciarsi interrogare dalle loro sensibilità. Significa ripensare e rifondare la funzione delle regole e delle istituzioni.

Chi, se non la famiglia, è interessato a questa scommessa educativa?

Il Forum permanente sull’educazione familiare cerca di intercettare le sfide emergenti nell'ambito dell'educazione familiare, di incrociare le nuove sensibilità dei genitori e degli educatori, di porsi in ascolto degli eventi sociali significativi per proporre serate di approfondimento, giornate di studio, seminari, tavole rotonde e convegni, alla ricerca di convergenze di valori condivisi, di esperienze di formazione capaci di suscitare pratiche pedagogiche e azioni sul territorio di sostegno alla genitorialità.

Il Forum permanente sull’educazione familiare organizza periodicamente convegni e seminari su tematiche che via via individua nel lavoro quotidiano con le famiglie