ANIMAZIONE DEL TERRITORIO

PROGETTI IN SINTESI

Coop. soc. Terra Mia  - ass. Solidarietà Giovanile

1. FREE DANCING

Il progetto “free dancing” è articolata in diverse proposte in sinergia:

1. Camper e tendone mobile per incontrare i giovani davanti ai locali e alle discoteche, durante i concerti e le feste.

Il camper, adeguatamente attrezzato, permette un doppio obiettivo:

a) l'offerta di uno spazio di decompressione, di stacco e di rilassamento dove trovare bevande calde e acqua;

b) un'occasione di ascolto e conversazione con figure professionali adulte in un contesto informale.

Il gazebo-tendone propone un sistema di sensibilizzazione e informazione sui temi della sicurezza stradale e del danno delle sostanze d'abuso.

Un'adeguata scenografia e l'animazione da parte di un gruppo di pari richiamano e intrattengono i giovani.

L’animazione, i pieghevoli ed i pannelli illustrativi introducono, con linguaggio di facile accesso, il rischio dei modi di guida aggressivi e rabbiosi, la pericolosità e scorrettezza  della guida in stato di ebbrezza  e l'indicazione delle sanzioni previste dal codice della strada. La possibilità di sottoporsi all'uso dell'etilometro e di stimare il tasso alcolico individuale, con tre computer che mostrano graficamente il tempo, dipendente dal peso e dall'altezza, necessario in modo che l'alcol nel sangue sia completamente eliminato  sono l’occasione per presentare la campagna "Bere o guidare", dove almeno l'autista s'impegna, mediante la sua firma, a rimanere sobrio. Il servizio s’ispira ad altri similari (www.bemyangel.ch).

Come ricompensa e ulteriore sostegno sono distribuiti a chi ha firmato l’impegno “chi beve, non guida - chi guida, non beve” dei buoni che danno diritto ad acquistare al banco bevande analcoliche scontate (il servizio è coordinato con il gestore della discoteca) e di partecipare da una estrazione a premi al termine della campagna.

In caso di necessità, se non s’individuano soluzioni alternative, si può usufruire di “buoni Taxi” per il rientro a casa. Il progetto è stato preparato con giovani paraplegici vittime di incidenti stradali che saranno presenti in qualità di operatori di questa fase del programma.

Il servizio è reso possibile da una partecipazione costante di giovani pari volontari.

Nei bar e nelle discoteche dei team di prevenzione discutono con il giovane pubblico sul consumo d'alcol e sul tragitto per tornare a casa. Il luogo d'informazione si trova vicino all'entrata del rispettivo locale, in modo da essere bene in vista. Così gli avventori hanno l'opportunità di andare dal team di prevenzione e di informarsi. Provvisti di PC portatili sono in grado di stimare il tasso alcolico individuale. Un grafico mostra il tempo, dipendente dal peso e dall'altezza, necessario in modo che l'alcol nel sangue sia completamente eliminato. I collaboratori del team di prevenzione hanno una formazione specifica e danno delle informazioni competenti. Sono tutti dell'età degli avventori; questo rende possibile un rapporto informale e credibile. La discussione porta ad un contratto che comporta l'accettazione del principio 'chi beve, non guida-chi guida, non beve'. Con il coinvolgimento dei suoi accompagnatori il conducente s'impegna mediante la sua firma a rimanere sobrio. La registrazione avviene consapevolmente in un secondo momento di modo che ci sia il tempo necessario per poter pensare e discutere. In questo modo la problematica è ricordata anche ai giovani avventori che non si vogliono impegnare a rinunciare all'alcol. Come ricompensa e ulteriore sostegno sono distribuiti dei buoni a chi ha firmato, buoni che danno diritto ad acquistare bevande analcoliche scontate. Possibilità di un’estrazione annuale con premi.

2) Corso Operatori della notte

Sono proposti due Corsi per "Operatori della notte", secondo una doppia accezione del termine “operatore”.

Il primo corso forma giovani volontari per il lavoro educativo di bassa soglia nella prevenzione primaria e secondaria nelle discoteche e luoghi dell’intrattenimento notturno e nelle discoteche e pub di grandi richiamo di pubblico adolescente, aperti la domenica pomeriggio. Il corso è tenuto da consulenti educatori e psicologi con provata esperienza nella peer education.

Il secondo corso si rivolge a principianti d.j. operatori musicali di base, vocalist, art director,  pierre o adolescenti seriamente interessati ad un futuro lavorativo negli ambiti delle professionalità della notte ed è tenuto da professinisti tecnicamente qualificati. Questo progetto formativo cura la professionalità dell'animazione musicale con un’esplicita finalità preventiva.

3) Laboratorio di produzione musicale per le feste e gli eventi giovanili

Le moderne tecnologie della strumentazione musicale elettronica permettono di produrre musica in una varietà finora sconosciuta di sonorità, timbri, modulazioni e stili. E' possibile ed interessante proporre come musica da discoteca la musica prodotta dagli adolescenti stessi in interazione con musicisti esperti. A partire dal linguaggio musicale possono prendere impulso altre forme espressive che contribuiscono a sviluppare il protagonismo e la comunicazione emotiva giovanile, rispondendo in questo modo ad un bisogno che gli adolescenti esprimono. Il laboratorio prepara, a partire dai contatti avviati nelle uscite davanti alle discoteche (vedi punto 1) il programma musicale da realizzare in serate disco (libera da alcol e droghe) da realizzare nei due locali Allweneed in Grugliasco Cso. Allamano 141 ed Il Cantastorie  già in rete con i cybercafé promosso dalla Provincia di Torino.

4) Aggiornamento, ampliamento e rilancio del sito internet di produzione musicale e preparazione di uno spazio chat.

Mediante il proprio sito già attivo da tempo il sito http//: www.allweneed.net  è possibile diffondere in rete e condividere le proprie produzioni videomusicali, come anche stabilire collegamenti reali con giovani  adolescenti interessati alle musiche da discoteca, aprire gruppi di discussione, diffondere informazioni e le iniziative del programma "Free Dancing".

5) Rete di ritrovi giovanili in luoghi diversi dell'area metropolitana

Le associazioni coinvolte nella realizzazione del progetto FREE DANCING mettono in rete i loro centri giovanili: Allweneed in Grugliasco Cso. Allamano 141 ed Il Cantastorie, str. Carpice 17, Moncalieri. Si propongono inoltre di estendere la rete con quanti più locali sia interessati al protagonismo giovanile e alla diffusione dell'educazione sanitaria a proposito delle sostanze d’abuso. L'allestimento di una banca dati (rubrica) dei frequentatori dei centri diffonderà via email la programmazione settimanale delle diverse opportunità musicali, d’animazione e di iniziative culturali della rete dei locali e dei cybercafé.

 


2. AFTER: lavoro di strada

Il progetto After è proposto in tre aree particolarmente a rischio nella città di Torino:  Porta Palazzo, San Salvario, Murazzi,   luoghi di spaccio e di grande  transito della città.

Esistono già su parte del territorio individuato dei coordinamenti delle attività di promozione e degli interventi di prevenzione terziaria con i quali il progetto è collegato in sinergia.

L'intervento è concepito come bassa soglia: modalità informale attraverso cui entrare in rapporto diretto con l'area "sommersa" di quanti, singoli e gruppi, vivono situazioni di rischio o di disagio e non comunicano con le risorse organizzate e istituzionali del territorio. Il progetto nasce dalla necessità di creare soglie di facile accesso alle risorse della città, orientato alla promozione della persona e all’integrazione sociale.  

La specificità del progetto qui descritto consiste nella particolare attenzione riservata all’immigrazione giovanile e minorile clandestina e nella considerazione del consumo non solo delle droghe ma anche dell’alcol e delle colle (usate esclusivamente dai giovani immigrati).

Obiettivi specifici

A) Raggiungere le seguenti tipologie di destinatari:
1) giovani e minori che vivono costantemente esposti alle sostanze stupefacenti e incontrano consumatori e spacciatori nella loro frequentazione nelle tre zone della città individuate.
2) Giovani e minori particolarmente attratti dal giro dello spaccio (anche senza fissa dimora o gruppi marginali che vivono in osmosi con devianti).
3) Aggregazioni informali (ragazzi disaggregati, ragazze in situazione di disagio) che stazionano nei tre punti della città sopra indicati.
4) Giovani e minori in condizione di immigrazione clandestina.
 
B) Creare legami di fiducia  e attivare risorse di ascolto e di accompagnamento all’utilizzo delle diverse risorse della città per l’integrazione, la promozione e l’aiuto.
 
C) Offrire i seguenti servizi:
1) Consulenza specialistica (mediazione culturale, educativa e psicologica) attraverso un’unità mobile attrezzata per l’ascolto. Informazione settimanalmente aggiornata, sostegno competente e accompagnamento concreto in quattro ambiti: inserimento lavorativo, ricerca della casa, opportunità di tempo libero e cultura, inserimento in gruppi giovanili cittadini, da parte di peer educators, volontari e adulti competenti.
2) Giornalino mensile, in continuità con l’esperienza pregressa realizzata positivamente ai supermercati Le Gru, attraverso i giornale di strada Allweneed (regolarmente registrato), per dare voce ai diversi soggetti incontrati promuovendone la comunicazione e la parola e favorendone il protagonismo creativo.
3) Sviluppo della comunità territoriale, attraverso la promozione del volontariato e la diffusione della “cultura di Strada”, con il coinvolgimento di responsabili di associazioni, istituzioni e famiglie del territorio.
4) Punto mobile di attrazione musicale e mediatico mediante un secondo camper, attrezzato con computers e strumentazione mediatica per la produzione musicale e video, anche per la realizzazione di una televisione di strada.

Metodologia di azione e Attività proposte

Il progetto prevede l’azione combinata di due interventi: il contatto diretto (“lavoro di strada “) e la gestione delle due unità mobili (per la consulenza e la produzione videomusicale).

- Lavoro di strada: si compie sia nei diversi locali aperti al pubblico, sia nei luoghi di aggregazione (giardini, piazze, vie…) delle tre aree cittadine individuate.
- Informazione mirata: azione capillare d'informazione, aggiornata settimanalmente sulle opportunità concrete nei quattro ambiti del lavoro, casa, aggregazione, volontariato. Depliants finalizzati alla prevenzione, all'educazione sanitaria e ai servizi socio-sanitari della città.
- Attività di accompagnamento: invio e concreto accompagnamento alle risorse della città e ai servizi sanitari e sociali.
- Sportello itinerante di consulenza (Camper) per le prime forme di accoglienza, ascolto e di counseling psicologico. Dal lunedì al venerdì, 2 ore al giorno con personale professionale.
- Pubblicazione del giornalino mensile (Allweneed) dove  dare spazio alle storie e alle voci dei soggetti incontrati, secondo la positiva esperienza passata.
- Promozione dell’aggregazione attraverso la creatività giovanile nell’unità mobile multimediale.
 - Contatto con le realtà sociali presenti nel territorio: il territorio è inteso, nel progetto qui presentato, non solo come scenario in cui viene portato l’intervento ma anche come risorsa ed opportunità, pur consapevoli delle difficoltà dell’obiettivo.
- Corso di formazione per operatori a bassa soglia: per promuovere il volontariato come momento di crescita personale ed apertura verso la società, secondo un forte e diretto impegno testimoniale del volontariato stesso, per un’autentica promozione della cultura di strada.
I contenuti del Corso hanno l'esplicita funzione di promuovere la metodologia della bassa soglia e la cultura di strada. Tra i titoli degli incontri: - Gli interventi educativi a bassa soglia: una teoria. - Luoghi e non luoghi della città metropolitana - Il bello come riscatto dalla tristezza della città. - La strada come comunicazione: fare film in strada. - La strada come cultura: fare cultura in strada.  - La strada come incontro: animare la strada.  - La strada nella musica e nel cinema. - La strada e la salute: sindromi correlate. - Il lavoro di strada: esperienze  a Torino. - Il lavoro di strada: esperienze italiane ed europee. Gli incontri si svolgono secondo una metodologia attiva: stimoli di riflessione, ricerche e laboratori, anche in strada.

Destinatari degli interventi

Giovani e minori (particolarmente in condizione di immigrazione, anche clandestina) frequentatori di luoghi della città di Torino di forte richiamo per lo spaccio e il consumo di sostanze stupefacenti e alcol.


3. “CAM-PER ADO’ ”…  (Moncalieri)

 

Si tratta di un progetto di prevenzione all’interno della “pedagogia di comunità”: prendere in carico il disagio e la malattia di origine sociale attraverso la promozione del “senso di comunità”. Compito importante e delicato è la creazione di un rapporto di fiducia con i ragazzi per poter garantire l’efficacia dell’intervento. Attraverso la presenza continuativa del Camper (simbolo di riconoscimento del progetto) si propongono momenti di aggregazione costruttiva, si creano spazi per dar voce ai giovani coinvolti e renderli partecipi della comunità locale.

Metodologia d’azione:

L’intervento di strada è una modalità informale per immergersi nel quotidiano della vita della comunità, conoscerne le premesse culturali e per entrare in rapporto diretto con l’area "sommersa" di giovani e adolescenti (singoli e gruppi) che non sono in contatto con le risorse organizzate e istituzionali. Si fa riferimento alla metodologia della Ricerca Intervento, per entrare più approfonditamente possibile nelle dinamiche della comunità locale cogliendo non solo l'aspetto problematico dei giovani coinvolti, ma anche la loro relazione con  il conteso in cui sono immersi. L’obiettivo è favorire l’attivazione di un gruppo di promotori che coinvolgano via via altri soggetti del territorio.

Obiettivi:

- programmare una prima fase di lavoro in cui si attiva la conoscenza dei giovani, del loro rapporto con la società e la conoscenza dell’ambiente in cui vivono;
- individuare degli interlocutori privilegiati creando un gruppo di lavoro eterogeneo con rappresentati di diversi gruppi informali;
- promuovere con il gruppo di lavoro creato un dialogo tra adolescenti ed adulti mirato alle esigenze emerse;
- creare modalità di comunicazione ed occasioni di incontro;
- offrire rimandi agli enti interessati e alla comunità presa in esame del lavoro effettuato;
- coinvolgere esponenti del tessuto sociale preso in esame per affiancare il gruppo di adolescenti e creare un filo diretto in un’ottica d’aiuto.
- creare dinamiche di riprogettazione.

Il risultato atteso per la ricerca intervento è creare le competenze di autoefficacia della comunità attivando e valorizzando le capacità di auto aiuto dei gruppi che favoriscono l’integrazione fra le risorse informali e quelle istituzionali organizzate.

Destinatari del progetto:

Gruppi informali di adolescenti di età compresa tra i 14 e i 18 anni presenti sul territorio dell’azione. La comunità del territorio che ospita i gruppi informali.

Descrizione fasi operative

- autunno 06: individuazione delle risorse; formazione gruppo operativo; pubblicizzazione ed avvio camper. Proposta questionario.
- inverno 07: inizio ricerca a partire dai locali chiusi (discoteche, pub, locali notturni), scuole, parrocchie, ass. sportive e culturali, scout...
- primavera 07: proseguimento nei punti di aggregazione all'aperto
- estate 07: prima  realizzazione dell'azione 
- autunno 07 secondo fase del lavoro...
- autunno 08 terza fase della Ricerca Intervento, sempre con la medesima scansione.

 

L’intero progetto si sviluppa nell’arco di tre anni concentrando il lavoro nei mesi caldi. Sono previsti interventi anche nei mesi invernali per creare un ponte importante durante tutto l’anno per i giovani, senza creare interruzione.

Nella parte di attivazione della relazione educativa si prevedono due uscite a settimana del camper per tre ore nel periodo estivo e un’uscita di tre ore a settimana in periodo invernale.

La rete

Si coinvolgono nel progetto i Comuni e le varie agenzie socio-sanitarie, le parrocchie, le famiglie e le scuole del territorio previsto, al fine di creare una rete di sostegno per i giovani stessi orientata allo stesso fine.
Si prevede l’organizzazione di un tavolo di coordinamento per definire insieme modalità, tempi, obiettivi delle azioni da mettere in campo.
Particolare attenzione è riservata al coinvolgimento degli "operatori grezzi" (volontari delle parrocchie e delle associazioni, genitori e insegnanti sensibili, baristi, allenatori sportivi, ecc.) in quanto figure riconosciute nella comunità. Potranno essere risorse in grado di sviluppare un’azione di sostegno nel territorio aumentando, ad esempio, le potenzialità delle reti informali di aiuto.

4. LA CASCINA PEDAGOGICA   (Agritorteria di Moncalieri)

Gli obiettivi generali del progetto sono:

- rendere ‘aperta’ (in costante connessione con le famiglie del territorio) la comunità che ospita genitori con figli;
- creare occasioni di formazione e socializzazione per gli ospiti, madri e padri delle comunità e per le famiglie del territorio;
- creare occasioni di riflessione su tematiche specifiche quali la genitorialità, il gioco, l’alimentazione, l’educazione all’ecologia e alla mondialità attraverso l’organizzazione di eventi domenicali.

Gli obiettivi specifici sono:

- favorire il lavoro sulla relazione genitori-figlio a partire da esperienze di aggregazione popolare familiare.
- offrire stimoli e strumenti per l'elaborazione delle difficoltà del ruolo genitoriale in base ai vissuti specifici (con particolare attenzione a problematiche di comunicazione, dipendenza, vicinanza-lontananza, narcisismo,blocchi emotivi, scarso contatto con la realtà);
- promuovere l'incontro con modelli sani di famiglia, condividere esperienze, confrontare pratiche educative con altri genitori allo scopo di acquisire migliori capacità di comunicazione con i/le figli/e e maggiore consapevolezza dei modelli educativi propri ed altrui;
- far riflettere su tematiche specifiche e confronto su vissuti legati alla quotidianità dell’essere
genitore.

La proposta:

Il progetto intende utilizzare l’agritorteria e l’attività agricola adiacente come spazio di incontro e di formazione. In tale spazio saranno organizzate giornate rivolte alle famiglie in cui si alternano momenti di riflessione ad altri di aggregazione e di  festa.

Le attività della cascina pedagogica saranno pubblicizzate attraverso la spedizione di volantini-inviti in cui saranno specificate le attività delle diverse giornate.

Il programma domenicale inizia alle ore 10.00, con la presentazione e l’illustrazione dei diversi punti didattici ed operativi della produzione di energia da fonti alternative e dell’agricoltura biologica.
I bambini sono intrattenuti in varie attività ludiche in uno spazio allestito  all’interno della cascina.
Il pranzo è preparato con i prodotti tipici dell’agricoltura biologica della cascina.
Al pomeriggio sono previsti momenti di gioco e di scambio tra genitori e figli attraverso laboratori didattici e creativi.
La parte finale della giornata offre un laboratorio di formazione sui temi della genitorialità, attraverso la metodologia della “Scuola dei Genitori” secondo l’esperienza più che decennale della Cooperativa.
È proposta una Ricerca Intervento (nei primi mesi del 2007) sui temi dello “stare a tavola genitori e figli” e sui valori affettivi e culturali del cibo.
La Ricerca Intervento culminerà in una giornata di studio (autunno 2007).