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La
produzione agricola di Terra Mia
"Terra Mia" svolge da più di vent'anni un' attività di produzione agricola biologica: utilizza tecniche specifiche che, per la fertilizzazione fanno uso di concimi organici (letame, compost...), per la lotta ai parassiti di prodotti a basso impatto ambientale (estratti da piante, zolfo, sali di rame); si utilizza la pratica della rotazione delle colture.
Inoltre abbiamo anche un' attività di trasformazione dei prodotti agricoli.
"Terra mia" è sempre stata sostenitrice del "mangiar sano"e non per moda.
I pesticidi e fertilizzanti dei prodotti tradizionali alla fine arrivano sulla nostra tavola e passano nell' organismo. I prodotti tradizionali sono "impoveriti" di quei valori nutritivi indispensabili per una alimentazione sana e completa e molto importanti alla prevenzione delle malattie.
I prodotti biologici possono vantare qualità organolettiche migliori , valore nutrizionale più elevato e la mancanza di residui di fertilizzanti e pesticidi.
La produzione di Terra Mia comprende ortaggi, cereali, frutta, uova, pollame,miele e prodotti agricoli trasformati ( pane, dolci, pasticceria, pasta, dadi vegetali, conserve, prodotti gastronomici, confetture di frutta, sott'oli, sott'aceti..).
Esistono tre siti di produzione,
nei comuni di :
Tutti i nostri prodotti possono esibire il marchio di qualità AIAB (Associazione Italiana Agricoltura Biologica).
La
commercializzazione dei prodotti
I prodotti vengono commercializzati
o direttamente sui fondi agricoli oppure nel punto vendita
Agritorteria di str. Carpice 17 in Moncalieri
tel. 011 6467900 .
Qui è possibile trovare l'intera gamma dei nostri prodotti:
Rivolgersi al punto vendita per ritirare la copia-omaggio di Il piacere di vivere : la rivista sulla salute, l'alimentazione e la natura per tutti i simpatizzanti di TERRA MIA.
Che cosa
é l'agricoltura biologica?
D. CHE COSE'
L'AGRICOLTURA BIOLOGICA?
R. L'agricoltura biologica, nata diversi decenni fa in alcuni paesi
dell'Europa (Germania, Inghilterra) e successivamente anche negli
Stati Uniti, è sorta come reazione all'utilizzo massiccio di
concimi sintetici e fitofarmaci in agricoltura che procura
conseguenze molto gravi sia all'ambiente che alla salute dell'uomo.
L'uso scriteriato dei concimi chimici in agricoltura ha portato a una
riduzione progressiva del livello di sostanza organica e quindi della
fertilità del suolo, mentre l'applicazione massiccia di
fitofarmaci ha causato una recrudescenza delle malattie e residui di
tali prodotti nelle derrate alimentari. Accanto a questi problemi,
esistono anche delle pratiche agricole che sono ambientalmente
scorrette; ad esempio la monocoltura che consiste nella ripetizione
su uno stesso terreno per più anni di una stessa specie
vegetale comporta un notevole impoverimento dell'ecosistema con
conseguenti ripercussioni ambientali.
D. QUAL'E'
L'IDEA BASE DELL'AGRICOLTURA
BIOLOGICA?
R. Si considera che tutte le produzioni agricole avvengono a partire
dal terreno che non è un substrato inerte che serve solo a
tenere dritto il vegetale. Nell'agricoltura biologica il terreno
viene considerato alla stregua di un essere vivente che presenta
quindi una serie di esigenze e di relative cure. Da studi e ricerche
é emerso che la quantità di microrganismi nel suolo
É elevatissimo; sono loro che operando una serie di
trasformazioni mantengono il suolo in attività e permettono la
vita dei vegetali. I microrganismi tellurici sono presenti laddove
esista della sostanza organica. E' per questo che l'agricoltura
biologica prevede un apporto continuo di sostanza organica.
L'agricoltura biologica mette quindi al centro dei suoi interessi il
terreno: perché esso sia fertile deve essere vivo,
perché sia vivo deve contenere microrganismi, perché
contenga microrganismi deve essere opportunamente dotato di sostanza
organica.
D. QUAL'E' LA
DIFFERENZA DI FONDO CON L'AGRICOLTURA
CONVENZIONALE?
R. Mentre l'agricoltura tradizionale si basa su una nutrizione delle
piante sostanzialmente effettuata con concimi di derivazione
sintetica, l'agricoltura biologica cerca di mantenere vivo il suolo
con apporti di sostanza organica che opportunamente degradata dai
microrganismi nutre poi indirettamente le piante. Semplificando si
può dire che nell'agricoltura convenzionale i concimi
apportati si sciolgono nel suolo e nutrono direttamente le piante,
mentre nell'agricoltura biologica questo procedimento viene
regolarizzato e graduato con l'intervento della sostanza
organica.
D. QUALI SONO
GLI INCONVENIENTI DELL'AGRICOLTURA
CONVENZIONALE?
R. Sono molti e si ripercuotono sull'ambiente e sulla salute dei
singoli cittadini. Se vogliamo conservare per le generazioni future
la capacità da parte del suolo di fornire sostanze alimentari
occorre una netta inversione di tendenza.
Un uso scorretto dei suoli (utilizzo di concimi sintetici,
lavorazioni eseguite con macchine che "violentano" il terreno con
operazioni demolitive, monocoltura, ecc.) ed un impiego massiccio di
fitofarmaci (fungicidi ed insetticidi in particolare) comportano una
serie di conseguenze gravi per l'ambiente di produzione. Si produce
una situazione di squilibrio ambientale che si traduce poi in
crescenti difficoltà a coltivare i vegetali e a ottenere delle
produzioni. Se per esempio consideriamo la concimazione con
l'utilizzo di prodotti sintetici possiamo far rilevare che questa
nutrizione poco equilibrata e dosabile fa sviluppare dei tessuti
vegetali particolarmente ricchi di acqua e quindi molto suscettibili
all'attacco di malattie, inoltre l'eccesso di concime sintetico (e in
particolare di azoto) non viene trattenuto dal suolo e quindi si
disperde nelle falde inquinandole.
D. E I VANTAGGI
DELL'AGRICOLTURA BIOLOGICA?
R. Nell'agricoltura biologica si cerca soprattutto di mantenere e
ripristinare il più possibile un ecosistema diversificato. In
tale ambiente si viene a creare una sorta di equilibrio biologico con
la contemporanea presenza ad esempio di un insetto parassita della
pianta e del suo naturale antagonista. (Esempio: afidi con
coccinelle). Questo rappresenta la prospettiva più ambiziosa;
comunque qualsiasi intervento debba essere condotto É eseguito
nel rispetto dell'ambiente.
Ne deriva quindi che quando noi coltiviamo dei vegetali in un sistema
biologico all'equilibrio possiamo permetterci di azzerare gli
interventi fitopatologici con il risultato di non alterare l'ambiente
e non ìcaricareî i nostri prodotti con residui poi
tossici.
D. È VERO
CHE NELL'AGRICOLTURA BIOLOGICA SI REALIZZANO MINORI
PRODUZIONI?
R. Qualità o quantità? Il dilemma è sempre in
agguato. La risposta proviene dall'osservazione dei mercati dei
prodotti agricoli che oggi sono ìsaturiî di prodotti
ortofrutticoli. I produttori devono quindi, per poter garantirsi un
reddito sufficiente, aumentare la produzione utilizzando in azienda
un massiccia di mezzi tecnici non sempre eco-compatibili che quindi
danneggiano per primi loro stessi ed i loro luoghi di produzione, in
più questo eccesso di produzione abbassa ulteriormente i
prezzi e si innesta cosÏ una spirale perversa. Nell'agricoltura
biologica si punta ad un prodotto con elevate caratteristiche
qualitative rispettando l'ambiente di produzione, gli agricoltori e
soprattutto i consumatori.
D. CI SONO DELLE
CONSEGUENZE PER L'ALIMENTAZIONE?
R. Certo! Spesso le derrate alimentari da noi consumate e che
provengono da coltivazioni ottenute seguendo i principi
dell'agricoltura convenzionale contengono residui di fitofarmaci
distribuiti durante la coltivazione dei vegetali. Queste sostanze
accumulate nell'organismo non giovano di certo alla nostra salute.
Occorrerebbe fare una valutazione economica globale mettendo sui due
piatti della bilancia da una parte la riduzione del costo di spesa
che noi attuiamo consumando cibi "trattati" e sull'altro i costi
sostenuti per curarci da malattie causate dall'ingestione di tali
alimenti ... senza tenere conto dei cosiddetti ìmali
incurabiliî.
D. QUALI SONO LE
TECNICHE DELL'AGRICOLTURA BIOLOGICA?
R. Potremmo dire che in agricoltura biologica le tecniche impiegate
sono quelle tradizionali, con un'attualizzazione fatta alla luce
delle più recenti scoperte scientifiche.
Si adottano ad esempio le rotazioni colturali che sono nel patrimonio
culturale agronomico da sempre, tale scelta viene perseguita per
evitare fenomeni di impoverimento e stanchezza del terreno causati da
colture ripetute per più annate sullo stesso terreno. Anche le
fertilizzazioni avvengono con apporto di materia organica con lo
scopo di "nutrire" il terreno considerato come un vero e proprio
organismo vivente. Sono annullati gli interventi con fungicidi,
insetticidi, erbicidi di sintesi; a questi sono preferiti composti di
natura organica, come il Piretro ad esempio, che hanno tra gli altri
pregi una rapida degradazione nell'ambiente senza che si originino
ripercussioni sull'ecosistema.
In agricoltura biologica é molto ridotto l'impiego di
materiali che non siano riciclabili (es. plastica), mentre si cerca
in ogni caso di riutilizzare tutti i materiali di scarto. A proposito
se consideriamo l'attività orticola tutti i residui della
lavorazione dei materiali vengono impiegati per la formazione del
compost.
D. CHE COSA E'
IL COMPOST?
R. E' il materiale che serve per stimolare e mantenere la vita
all'interno del suolo e quindi, come già precedentemente
accennato, la sua fertilità. E' proprio dalla qualità
del compost prodotto che si può verificare come un agricoltore
biologico lavora. Si dice: "Fammi vedere il Compost che hai e ti
dirò che agricoltore biologico sei".
Ogni prodotto organico, come ad esempio letame, cippato di legno,
residui vegetali, spazzatura senza residui inorganici, puÚ
essere compostato. Dobbiamo una volta creato il cumulo far avvenire
dei processi ossidativi nella massa in modo che la materia si
trasformi senza che avvengano dei processi fermentativi. Al termine
del procedimento di maturazione ci troviamo di fronte a un prodotto
profondamente trasformato che É ricco di sostanze nutritive
(macro-meso e microelementi) e nel contempo di microrganismi che
andranno ad arricchire la microflora tellurica.
Per elevare la qualità del Compost si possono eventualmente
aggiungere delle sostanze come ad esempio le farine di sangue, di
ossa, o della cornunghia che contenendo azoto facilitano il processo
di trasformazione.
D. SI POSSONO
USARE PRODOTTI MINERALI?
R. Oltre all'impiego dei prodotti di origine organica in agricoltura
biologica si possono impiegare delle sostanze di origine minerale
come ad esempio le farine di roccia. Queste sostanze si ottengono
semplicemente per macinazione di rocce ricche di particolari sostanze
che sono utili per la nutrizione del terreno e dei vegetali.
Naturalmente la tendenza É quella di avere il più
possibile un "ciclo chiuso": tutto ciò che non si impiega in
azienda viene reimpiegato nell'orto.
D. COME E'
ACCOLTA DALLA GENTE L'AGRICOLTURA
BIOLOGICA?
R. L'agricoltura biologica sta facendo dei passi avanti e incontrando
via via il favore della gente. Il problema fondamentale é
quello di informare: l'opinione pubblica sa quello che i mass-media
propinano tutti i giorni. Spesso si genera nel consumatore una
confusione di termini; ad esempio forse non tutti sanno che
agricoltura "integrata" non significa biologica, in quanto consente
l'utilizzo di tecniche di coltivazione che prevedono anche l'utilizzo
di composti sintetici. La stessa confusione si genera quando si parla
di "prodotti di qualità" non specificando bene di che tipo di
qualità si parla.
D. L'AGRICOLTURA
BIOLOGICA RICHIEDE PIU' LAVORO?
R. L'agricoltura biologica richiede certamente più lavoro in
quanto certe operazioni devono essere svolte a mano. Pensiamo ad
esempio all'operazione di rinettamento delle colture dalle malerbe:
mentre nelle coltivazioni convenzionali viene eseguita con l'utilizzo
di diserbanti, nelle coltivazioni biologiche tale operazione é
in alcuni casi meccanizzabile mentre nella maggior parte delle
situazioni deve essere eseguita manualmente. Ciò comporta una
mole di lavoro suppletiva rispetto alle tecniche oggi in
uso.
D. COME
COMPORTARCI CON IL PREZZO?
R. Proprio per il fatto che le produzioni biologiche richiedono
più lavoro (e quindi più costi) é richiesto un
aumento del prezzo. Esiste inoltre un altro concetto fondamentale: se
nell'agricoltura convenzionale con l'utilizzo massiccio di
fitofarmaci si ha una certa standardizzazione della qualità
del prodotto (stesso colore, stessa pezzatura, ecc.) nelle
coltivazioni biologiche ciò non accade; si verifica quindi
sostanzialmente un maggior ìscartoî, con relativa minore
produzione, che va ad incidere sui costi e quindi sul prezzo di
vendita/acquisto.
D. E LE PROSPETTIVE FUTURE?
R. Sembra che ci si orienti su una netta separazione della commercializzazione
dei prodotti agricoli; una per la produzione industriale, l'altra per il consumo
fresco. La grande distribuzione tratterà prodotti che derivano dall'agricoltura
convenzionale, mentre ci sarà un mercato parallelo che commercializzerà
le produzioni biologiche. Oggi il mercato del biologico attraversa momenti di
crisi in quanto è eccessivamente frazionato e scollegato: manca un raccordo
tra i consumatori, la distribuzione e la produzione. Si spera che esso si strutturi
meglio per poter soddisfare le richieste di chi vuole impostare la sua vita
su un'alimentazione più sana. Occorre infine che il consumatore informato
correttamente non ìrincorraî il prodotto che ha le caratteristiche
qualitative più appariscenti, ma sappia distinguere la ìvera qualitàî
cioè quella fornita da prodotti che sono ottenuti con metodi di coltivazione
biologica rispettosi dell'ambiente e della salute dell'uomo.