Eccoci qui corre l’anno 2020… In modo sottile iniziano a circolare notizie sulla rete e poi piano piano prende piede anche qui!

Si decide di chiudere, iniziano le scuole, poi gli uffici si susseguono i decreti e la forbice di chi può circolare e lavorare si assottiglia di giorno in giorno.

Si delineano regole, procedure, distanze minime da tenere… e noi siamo lì in mezzo, cosa fare? Ti senti catapultato in una dimensione nuova con poche armi e poche certezze, hai sempre usato la possibilità di entrare in relazione con le persone in difficoltà, hai sempre usato la vicinanza fisica ed emotiva e ora? Ora devi tenere la distanza, devi renderti sterile: guanti mascherina e mi sento in una bolla , mi sento privata delle mie capacità. Mi guardo allo specchio: guanti e mascherina non sono i miei strumenti… Respiro a fatica attraverso la mascherina.

Ed inizio a contare 1…2…3….

…ok si può fare, si può fare anche così, sdrammatizzo con chi ho davanti, sorrido con gli occhi e con la voce ovattata gli dico: “Dai che siamo tutti sulla stessa barca”… lui scoppia a ridere, una risata calda e fragorosa e ti risponde: “Edu mai avrei pensato di essere sulla tua stessa barca, ma hai ragione ci siamo insieme” …. e così nasce una nuova dimensione. Ci adattiamo e diventa normale chiamarsi anzi video chiamarsi, chiedere come stai, aiutare la mamma ad installare la app per i compiti da scaricare online e così continui a lavorare, continui a fare ciò che sai fare, utilizzi nuovi mezzi e trasformi la distanza fisica in un nuovo modo di esserci. Perché alla fine ci sei sempre, ci siamo sempre nonostante la distanza…. nonostante l’emergenza.. nonostante il Covid-19… nonostante la paura.

Pisapia Jessica

Educatrice professionale

Cooperativa Terra Mia