LA PRESA IN CARICO DEL BAMBINO DSA: DALLA DIAGNOSI AL TRATTAMENTO

 

In Italia tra il 2,5% e il 3,5% della popolazione in età evolutiva soffre di un Disturbo Specifico dell’Apprendimento con abbassamento del livello scolastico conseguito e riduzione della realizzazione delle proprie potenzialità (Consensus Conference, DSA, 2011). Per evitare tali rischi la legge 170/2010 incarica le scuole ad attivare tempestivi interventi per il riconoscimento dei casi sospetti (anche nella scuola dell’infanzia) e mette al centro l’importanza della formazione degli insegnanti affinché possano garantire l’applicazione di adeguati strumenti per il processo di apprendimento degli alunni DSA e del relativo successo scolastico.

L’evoluzione dei DSA è infatti favorita dalla precocità e dall’adeguatezza dell’intervento, oltre che dalle misure compensative e dispensative utilizzate nell’ambito del percorso scolastico per favorire l’apprendimento. Diagnosi accurate ed interventi mirati sono determinanti per una prognosi favorevole riguardo all’evoluzione delle competenze sociali, relazionali e della personalità del bambino. I DSA fanno riferimento a una specifica condizione diagnostica da una punto di vista clinico e scientifico identificata da criteri oggettivi e valutabili e va distinto dalla più generica espressione “Difficoltà di apprendimento” che includono problematiche diverse in ambito scolastico. I DSA costituiscono un’area di interesse clinico nella quale si è realizzato negli ultimi trent’anni un importante avanzamento delle conoscenze grazie ai numerosi contributi della ricerca scientifica e dell’affinamento delle tecniche di indagine diagnostica (Cornoldi, Sartori, 2010).

 

PRESA IN CARICO DSA

La presa in carico del bambino DSA: dalla diagnosi al trattamento

 

L’équipe del Centro sviluppa il lavoro ispirandosi  alle linee Guida per la Tutela della legge 170/2010 (“Nuove norme in materia di Disturbi Specifici dell’Apprendimento”) e alle Raccomandazioni per la pratica clinica (PARCC, 2011) come documenti di riferimento circa la terminologia, l’individuazione, la diagnosi e il successivo intervento.

Per presa in carico si intende: il processo integrato e continuativo attraverso cui deve essere garantito il governo coordinato degli interventi per favorire la riduzione del disturbo, l’inserimento scolastico e sociale nello specifico dei DSA lo scopo della presa in carico è modificare in senso positivo:

  • l’evoluzione a distanza dell’efficienza del processo di lettura, scrittura e calcolo;

  • la qualità dell’adattamento

  • la presenza di un disturbo psicopatologico

  • l’avanzamento nella carriera scolastica

Consensus conference 2007”

La presa in carico da parte dell’équipe del Centro può coincidere con la richiesta di una diagnosi o con il solo percorso riabilitativo e/o abilitativo se il bambino ha svolto l’iter diagnostico presso un ASL o altro Centro Abilitato.

 

LA DIAGNOSI

 

La diagnosi viene effettuata da un’équipe multidisciplinare composta da neuropsichiatra, psicologo e logopedista. Il percorso diagnostico è parte integrante del percorso riabilitativo perché permette di  creare una relazione di fiducia e una restituzione di senso alle difficoltà scolastiche, che il bambino incontra ma che non riesce a fronteggiare da solo percependosi diverso e non capace.

Può essere emessa (PARCC, 2011):

  • per dislessia e disortografia: fine della 2° classe della scuola primaria;

  • per disgrafia: dalle 2° alle 3° classe della scuola primaria. E’ possibile effettuare una diagnosi prima solo in presenza di un tratto grafico irregolare e poco leggibile anche in stampato maiuscolo, mancato rispetto dei margini e righe, lettere di dimensioni fortemente irregolari;

  • per discalculia: Fine della 3° classe della scuola primaria

PERCORSO DI PERSONALIZZATO, DOPO LA DIAGNOSI

 

Dopo l’iter diagnostico devono essere messi in atto interventi ed attività continuative, verificate ed aggiornate nel tempo ad opera di più professionisti che lavorano in modo coordinato ed integrato.

La gestione del bambino DSA necessita di una presa in carico riabilitativa, rieducativa ed educativa all’interno di un progetto personalizzato che comprende il lavoro con il bambino, con gli insegnati e con i genitori con l’obiettivo di sviluppare una rete in grado di creare un ambiente favorevole, competente, costruttivo e stimolante non solo per gli apprendimenti ma anche per lo sviluppo dell’autostima e ad un adattamento armonico all’ambiente.

PRESA IN CARICO RIABILITATIVA

Intervento specifico condotto da uno specialista della riabilitazione (neuropsicologo, neuro-psicomotricista, psicologo, logopedista) con obiettivi e tempi ben definiti (ciclo) e modalità che possono essere segmentali, cioè sganciate dalla funzione, e che vanno inserite in un progetto educativo più ampio. Il contenuto della riabilitazione si differenzia dalla didattica scolastica normale e speciale per metodi e modalità ed è guidato da modelli neuropsicologici, cognitivi e linguistici propri (Grandi, Stella, 2011). La presa in carico riabilitativa dovrebbe essere attuata il più precocemente possibile poiché i dati sulla finestra evolutiva in cui lo sviluppo beneficia di cambiamenti introdotti dalla riabilitazione indicano tempi molto brevi. L’efficacia è legata, oltre che alla precocità, all’intensità e alla frequenza degli interventi, per i quali il riabilitatore può avvalersi della collaborazione della famiglia e della scuola.

PRESA IN CARICO RIEDUCATIVA

Progetto di respiro più ampio (life span) che può durare tutto l’arco della scolarizzazione in cui una persona è chiamata ad apprendere, includendo l’università. E’ condotto da educatori, insegnanti e famigliari e integra al suo interno la presa in carico riabilitativa.

E’ ispirato ai modelli di psicologia cognitiva e di pedagogia dei bisogni speciali e interagisce con i processi educativi scolastici ed extrascolastici. L’impiego degli strumenti compensativi è un elemento portante dell’intervento per l’adattamento alle richieste della scuola e della società nella prospettiva life span (Grandi, Stella, 2011).

PRESA IN CARICO EDUCATIVA

Ha come scopo di favorire la crescita della persona, in questo caso di difenderla in senso proattivo dai rischi connessi alla crescita di un bambino DSA e ha come obiettivo l’equilibrio psico-sociale e fisico della persona, integrando oltre agli aspetti riabilitativi e rieducativi, quelli scolastici, di vita sociale e relazionale, della gestione del tempo libero (Grandi, Stella, 2011).

E’ condotto da educatori, insegnanti e famigliari ed integra, al suo interno, la presa in carico riabilitativa.

 

IL SOSTEGNO ALLA FAMIGLIA

Il Centro prevede anche consulenze per i genitori su come gestire le ricadute comportamentali che il bambino con un Disturbo Specifico dell’Apprendimento spesso manifesta, per favorire una comprensione corretta del problema accanto all’individuazione di atteggiamenti ed aspettative adeguate. Riguardo al trattamento DSA è utile sapere che, nella maggior parte dei casi e in misura dipendente dalla gravità del deficit, essi si possono ridurre con un adeguato intervento abilitativo e corrette procedure educative. Questo significa che da un alunno DSA non dobbiamo aspettarci l’improvvisa scomparsa di una specifica difficoltà, ma un graduale e progressivo percorso di miglioramento.

LA COLLABORAZIONE CON L’ASL E GLI INSEGNANTI

Per il monitoraggio e l’eventuale variazione del Piano didattico Personalizzato.