SAN BENEDETTO

CENTRO TERAPIA BREVE

La comunità di S. Benedetto applica la metodologia della Terapia Breve nella cura delle dipendenze patologiche, in un modello integrato di percorso terapeutico e di proposta educativa.

Le caratteristiche dei percorsi individuali in TB si possono così riassumere: sono altamente strutturate e assegnano grande importanza alla formulazione dei contratti individuali ; sono facili da comprendere e da realizzare ma esigono una costante collaborazione tra gli operatori ; si prestano bene alla verifica e alla discussione e possono facilmente essere descritte in un documento di metodo ; sono programmate a tempo definito ; sono centrate su obiettivi e su sintomi specifici ; fanno riferimento a modelli chiari, sia di ciò che viene definito come funzionamento normale che dei comportamenti ritenuti disfunzionali ; promuovono la vita di gruppo e il legame con gli operatori come esperienze significative di riferimento e di base sicura.

Secondo la metodologia della TB sono ritenuti comportamenti indicatori di autonomia psicologica i seguenti: – la capacità di espressione di sé e di esplorazione dell’ambiente (interessi, valori) (Ambito della Base Sicura) – l’interazione amichevole e la regolazione affettiva (Ambito del piacere) la protesta sana di fronte alla minaccia della base sicura (Ambito della protesta e della rabbia) – la competenza di elaborare il lutto delle separazioni (Ambito della perdita ) – la capacità di riflettere su se stessi (Ambito della capacità narrativa ) – la comprensione dei modelli operativi interni.

OBIETTIVI

Gli obiettivi del CENTRO PER LA T.B. vertono sulla promozione dell’autonomia personale e sulla rielaborazione della propria storia affettiva.

Alcuni di questi obiettivi:

  • Imparare a sentirsi maggiormente a proprio agio in situazioni di intimità e prossimità.

  • Essere maggiormente capaci, quando se ne ha bisogno, di chiedere la sicurezza materiale ed esistenziale alle persone che sono vicine e la possono offrire.

  • Imparare a chiedere quello che si desidera e rifiutare ciò che non si vuole. 

  • Lasciare che gli altri conoscano i propri sentimenti, specialmente quelli che esprimono difficoltà, come rabbia e delusione.

  • Imparare a sopportare più facilmente di stare soli.

A CHI SI RIVOLGE

Casa Shalom accoglie pazienti con problematiche di dipendenza patologica previa valutazione diagnostica multidisciplinare effettuata dal Ser.T o dai servizi privati, proponendosi come struttura flessibile d’intervento.

Nello specifico Casa Shalom accoglie coloro che:

  • hanno sperimentato più percorsi terapeutico riabilitativi, ma continuano ad avere problemi di dipendenza e/o di gestione della propria autonomia;

  • hanno serie patologie (solitamente correlate con l’uso pluriennale di sostanze) e devono essere costantemente monitorati e/o accompagnati nella gestione del proprio stato di salute;

  • hanno o avrebbero la possibilità di vivere nella propria abitazione, ma non posseggono un adeguato grado di autonomia;

  • senza fissa dimora;

  • in uscita dal carcere;

  • stranieri, migranti;

  • giovani consumatori di sostanze psicotrope

La comunità accoglie soggetti in affidamento in prova. Non accoglie soggetti agli arresti domiciliari.

La comunità ha una capienza massima di 14 ospiti.

ACCOGLIENZA

Il progetto comporta una fase iniziale di conoscenza e di costruzione della fiducia, poiché si ritiene necessario ottenere un’alleanza terapeutica che si basi sulla conoscenza e la fiducia.

Questa fase prevede:

  • un’indagine psicologica e anamnestica;

  • una ricostruzione della rete familiare e sociale;

  • una prima discussione d’équipe per aiutare l’utente ad attribuire un senso alla sua presenza in comunità e a collocarla rispetto alla storia precedente;

  • una valutazione multidimensionale dell’utente.

I dati dell’osservazione e del colloquio, raccolti e codificati tramite scheda, servono come “materiale base” per la formulazione del Progetto Personale (PP).

La durata dell’accoglienza (indicativamente un mese) è condizionata dal raggiungimento dei seguenti sotto obiettivi:

  • la definizione di un quadro sufficientemente completo;

  • l’avvio della catena terapeutica;

  • l’aggancio emotivo dell’utente;

  • la stesura del Progetto Personalizzato

la stesura del primo Progetto Educativo Individualizzato (PEI), condiviso con l’Utente.

ATTIVITÀ IMPOSTE

Le attività del lavoro terapeutico sono 5:

  1. Le sedute;

  2. L’azione personale;

  3. La formazione di gruppo

  4. Gli atelier quotidiani e la formazione professionale

    Gli strumenti sono descritti e presentati nel contratto terapeutico individuale.

    Il contratto è scritto dall’operatore di riferimento e consegnato in gruppo dopo la prima seduta.

    Per la sua formulazione l’operatore attinge a quanto sopra scritto a proposito delle caratteristiche e degli obiettivi della T.B.

    Il contratto può prevedere anche contatti esterni di varia natura.

    N.B. A ogni nuovo cliente per prima cosa viene illustrata la metodologia e consegnato il regolamento, al quale dovrà apporre la propria firma. Solo dopo questa presa d’atto inizia il percorso nel Centro per la T.B.

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Indirizzo: Località Castellari, 1 – San Benedetto Belbo (CN)

Telefono: 0173 796344

Cellulare: +39 3454582755

Responsabile della Struttura: Francesca Olivero

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